Si continua a soffrire perchè è una situazione conosciuta, per non staccarsi dalle certezze che già si hanno, al posto di sublimare la pulsione e creare qualcosa di nuovo.
Eugenio Gaburri, Laura Ambrosiano - Pensare con Freud
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Si continua a soffrire perchè è una situazione conosciuta, per non staccarsi dalle certezze che già si hanno, al posto di sublimare la pulsione e creare qualcosa di nuovo.
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Nutrie, anatre, oche, tartarughe, carpe ---- al Laghetto Granieri a Nett...
Escursione fotografica al laghetto Granieri di Nettuno
Escursione fotografica al laghetto Granieri di Nettuno
Domenica 16 settembre 2018.
Insieme ad alcuni amici, ho fatto un giretto al laghetto Granieri…..
(more…)
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Tregs in multiple sclerosis patients upregulate miRNAs which may inhibit TGFb signalling
*A paper built entirely of putative links and assumptions
Microarray analysis performed on CD4+CD25+ cells isolated from PBMC of MS patients and healthy controls. (They know these are not all Tregs but did it anyway - cell number limitations? Suppressive function verified with in vitro suppression assay)
Found panel of 23 differentially expressed miRNAs, panel of 21 can be used to predict disease status.
Results ‘verified’ on ‘bona fide Tregs’: CD4+CD25+CD127-, by qPCR - miR-106b, miR-25 (in same cluster); miR-19b, miR-19a OR miR-93 - text and figures don’t agree!!
Upregulated in MS Tregs (not PBMC or total CD4) as compared to controls.
Claimed to be of functional significance because miR-106b-25 cluster has a role in suppressing expression of TGFb signalling components CDKN1A and BCL2L11 - possible cooperative function with miR17-92 cluster.
Fig. 2a
INTERESTING: Evidence for alteration in miRNA expression in autoimmunity, with possible links to cytokine response (one more parameter to think about).
Problematic:
WHY weren’t the patient samples included in the suppression assay?? Easily get information to support the underlying claim that these cells are functionally impaired
Can’t believe they were allowed to publish with this amount of data. What do the miRNA do? Should follow up with KO mice/shRNA against target miRs, but at *least* do an in vitro TGFb response assay...
Classification of Tregs extremely dodgy...where is Foxp3 in all this
Title says ‘in course of multiple sclerosis’ - would like to see some early disease vs late disease data...
Source: De Santis, Giuseppe (Granieri, Enrico) 2010 J Neuroimmunology. Altered miRNA expression in T regulatory cells in course of multiple sclerosis http://www.jni-journal.com/article/S0165-5728(10)00264-X/abstract
Granieri. Una domenica in bicicletta con Bikalat
Granieri – Ancora una volta il nostro borgo ha avuto il piacere di ospitare un raduno ciclistico organizzato dall’associazione sportiva Bikalat in occasione del “VII Tour della Racina”. I ciclisti partecipanti, oltre un centinaio, provenienti dalle Province di Catania, Siracusa, Ragusa e Caltanissetta, hanno seguito un percorso a stretto contatto con la natura e fra…
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Granieri. Ancora una volta i "Sapuri rì 'na vota" hanno fatto centro
Granieri, 18 settembre 2015 – Si è conclusa la IV edizione dei “Sapuri rì ‘na vota” organizzata dall’associazione Quelli che Granieri con un brillante successo superiore ad ogni aspettativa, segno che la manifestazione ogni anno riscuote sempre più attenzione da parte dei numerosi visitatori che si stanno legando alle tradizioni del territorio. Quest’anno la…
Granieri. Ancora una volta i “Sapuri rì ‘na vota” hanno fatto centro was originally published on ITALREPORT
C'est parti en flair transfer validé pour @mimigranieri au fise de Reims.. #brosbikestore #team #bmx #contest #bmxlife #fisebmx #granieri
Noi siamo i nuovi consumatori - ha scritto recentemente Craig Mod - siamo i nuovi lettori, i nuovi scrittori, i nuovi editori. Con questa affermazione, Craig, uno dei più affermati book designer e una delle voci più attente all’innovazione nel mondo dell’editoria, non dice una cosa nuova. Già nel 2005 Kevin Kelly, un altro gigante dell’analisi del mondo contemporaneo, aveva scritto su «Wired» che entro una decina di anni tutti scriveremo il nostro libro, comporremo la nostra canzone e produrremo il nostro film. Se vogliamo provare a ricostruire il senso di una cultura che sta iniziando a funzionare in un modo nuovo, questa è una delle possibili narrazioni. La tecnologia, che per anni abbiamo trattato come una sottocultura per «appassionati di computer» - magari anche un po’ sociopatici - sta abilitando milioni di persone a produrre contenuti. Detto in un altro modo, i costi di pubblicazione e di distribuzione tendono a zero. E l’accesso ai prodotti culturali sta diventando più semplice ed economico. Veniamo da secoli in cui l’informazione (in tutte le sue forme, anche più universali, dal libro alla notizia) era un bene scarso. Era costosissimo produrla e distribuirla, farla circolare fisicamente, dare ai cittadini la possibilità di incontrarla. Tutta l’industria culturale si era disegnata intorno a questo limite funzionale. Un canale televisivo costa, un giornale è una grande avventura imprenditoriale, il vantaggio competitivo di un grande editore era la capacità di distribuire fisicamente un libro in tutte le librerie. Poi nel giro di pochi anni, straordinariamente pochi, questo modello è andato in crisi. È cambiato il nostro modo di informarci e di leggere, abbiamo fatto amicizia con YouTube, il giornalismo sta imparando dai blogger la grammatica della Rete. ... Quello che ci manca è il dominio dei linguaggi espressivi. Posso produrre facilmente un video, ma non è detto che io sappia farlo. Posso mettere in vendita il mio libro, ma non è detto che io sappia scrivere. Qui subentra un altro fattore critico: la maggior lentezza della cultura rispetto alla tecnologia. Ma - lo abbiamo visto accadere con i blog e con il self-publishing negli Stati Uniti - la Rete diventa una formidabile comunità di pratiche. Si osservano i casi di successo, si condividono dati e consigli, si guarda a ciò che fanno i migliori. E si cresce. Così l’idea stessa di alfabetizzazione tende a diventare più complessa. In un mondo come quello contemporaneo, essere alfabetizzati non significa più solo saper leggere e scrivere. Significa, piuttosto, essere in grado di navigare tra le informazioni, di usare nuovi strumenti, di saper riportare su se stessi il ruolo di «mediazione culturale» che prima delegavamo ai pochi che erano abilitati a diffondere cultura. In tempi veloci come i nostri, il purista è per definizione un conservatore.
La Stampa - L’età dell’abbondanza (di informazioni)
Granieri in un bellissimo pezzo da leggere tutto d'un fiato. Un pezzo da far studiare a professori e studenti in tutte le scuole.