Colazione reale: veggie English breakfast, please!
In procinto di fare ritorno in Italia, (una settimana fa) un amico inglese mi fa riflettere chiedendomi quali cose mi sarei portata a casa dalla permanenza a Londra. Sicuramente l’esperienza lavorativa, principale motivo del viaggio e di soddisfazione; più amaramente i 5 kg dovuti all’economicità di biscotti e birra inglesi; infine la recente passione riguardo l’attuale sovrana britannica. In particolare, per il crescente interesse verso quest’ultima, tutto il mio riconoscimento va a Peter Morgan, scrittore della serie televisiva The Crown. Pubblicata da Netflix (da pochissimo è in onda la seconda stagione), racconta la vita di Elisabetta II e della famiglia reale britannica, con riferimento a fatti di cronaca e avvenimenti storici di rilievo.
Per chi come me non si fosse mai interessato di storia contemporanea, tutto ciò che state per leggere potrebbe rovinare la visione della serie perciò …. SPOILER ALLERT!
Ciò che più mi ha colpito in queste due stagioni è stato vedere il cambiamento che ha portato la ragazza a diventare Regina, tutte le responsabilità nascoste dietro il sorriso ufficiale e l’ondeggiare della mano. Quel che all’apparenza può sembrare un mondo incantato, fatto di vestiti eleganti e castelli, in realtà richiede enormi rinunce a livello personale ed emotivo. La regina infatti deve essere al di sopra di tutto e di tutti, imparziale, giusta, incorruttibile e perciò sottostare alle decisioni del governo, anche quando riguardano la sfera familiare. Solo per citarne alcune, durante i primi anni del suo regno, Elisabetta si trova nella difficile posizione di togliere ai figli il cognome del marito in favore della continuità del cognome reale Windsor, di negare alla sorella il matrimonio desiderato e di non poter scegliere il proprio segretario personale per amicizia poiché conta di più l’anzianità. La sovrana non deve mai mostrare un cedimento, o un’inclinazione alla soggettività; deve piuttosto rappresentare l’etereo, il divino ed incarnare l’emblema della monarchia, perché come le dice la Regina nonna “The Crown must win; must always win”. Nonostante ciò, man mano che entra nel ruolo, Elisabetta si distingue per l’audacia, il coraggio e la diplomazia; doti che l’hanno resa una delle sovrane più amate e ammirate dei nostri tempi. Il Girl Power della serie emerge nell’episodio dedicato all’incontro con i Kennedy, ed in particolare con la presenza in scena di Jackie: la reputazione della first lady la precede ed in confronto Elisabetta si sente invecchiata e scialba. Ma quando le giungono voci di maligni pettegolezzi fatti circolare da parte dell’americana, reagisce con un passo politico inaspettato e vincente. Nell’incontro successivo i ruoli si invertono: la regina sicura di sé accoglie per la colazione la first lady mortificata, esaurita e depressa. Da questo incontro che celebra la costanza e l’impegno sulla frenesia e la mondanità ho tratto ispirazione per la ricetta della settimana: full English breakfast vegetariana!
Ingredienti per 2 persone:
1 scatola di ceci precotti
125 g di salsa di pomodoro
1 zucca di tipo butternut
2 zucchine
4 uova
q.b. olio e.v.o., sale, pepe
Preparazione:
Tagliare le zucchine a fette sottili e la zucca a rondelle e scottare in padella senza alcun condimento (meglio se su una griglia). Nel frattempo sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe e in un pentolino oliato procedere alla cottura delle uova strapazzate: secondo Gordon Ramsey il segreto è mescolare con un mestolo di quelli col cucchiaio in silicone (chiamato da mia nonna “leccapentole”). In un altro pentolino scaldare i ceci con la salsa di pomodoro e condimento a piacere. Terminate tutte le cotture, disporre in ordine: le zucchine sul bordo esterno, avvicinandosi al centro del piatto le rondelle di zucca a formare una specie di nido per accogliere le uova strapazzate ed infine al centro i ceci. Condire a piacere e accompagnare con una tazza di caffè latte o per essere British autentici optare per un tè English breakfast con cucchiaio di latte.
Enjoy your meal and... God save the Queen!
- Brigitta









