Tra impegni necessari, doveri imprescindibili, imprevisti a cui rispondere, il tempo che rimane, quello libero (così dicono), non è poi chissà quanto.
Io credo, allora, che dobbiamo prendercelo tutto questo diritto alla libertà, agognarlo, pretenderlo, e nutrire ogni giorno un senso profondo di dovere, piacere, nei riguardi della nostra vita.
E questi diritti e doveri, pretese e piaceri, questa forma di dignità all'esistenza, si chiama qualità: del tempo, delle relazioni, dell'essere, della solitudine.













