A volte, qualche sera alla luce dell'applique sul comodino o a quella del sole che brucia fuori ma io non lo sento, perché é come se fosse sera dentro, mi metto giú seduta sul pavimento, proprio accanto al letto. E penso a come sarei io se non fossi l'io che sono adesso, per un momento. Penso a chi non ha tormento, a chi sembra da fuori che si sia dimenticato di Dio, ma in realtá Dio ce l'ha dentro; con l'aria imbronciata, vissuta, ferita, consumata, spiegazzata e poi rimessa a posto alla bell'e meglio. Un volto che é un foglio di carta bianchissima, pura anche se macchiata di inchiostro e bucata dal ferro. Che se ti guarda improvvisa un sorriso, lento a venir su. Ed io mica ce l'ho il tormento, no no, nessuna forma di patimento. Si dice flawless, un fisico flawless, un viso flawless. Ecco, loro sono cosí, privi di fatica mentre si portano dietro il peso di una storia loro. Li ammiro, davvero, e anche se questo mio scritto non ha senso l'ho fatto di getto e boh, eccolo qui, agli occhi di tutti e nessuno. Sei sicura di volerlo mettere? Ma sí, i blog servono a questo. E cosa hai comunicato con tutto ció? Veramente niente, ma se ci si chiede se tutto quello che si fa ha un senso o un significato allora é la fine. La fine.