Enrico mi incontra dopo mesi e mi chiede cosa ci faccia io sotto la pioggia a quest'ora. Non può saperlo, poiché Enrico non è uno di quelli che si trova spesso sotto la pioggia; per lui, non è normale camminare mentre piove. Non esce mai se il tempo è brutto, nonostante la pioggia non sia altro che acqua. Molti evitano di esporsi alla pioggia, si astengono da qualsiasi attività quando piove, come se da bambini avessero subito qualche trauma, magari una febbre alta o semplicemente si fossero bagnati i piedi. E si sa quanto possano rimanere impressi i piedi bagnati nella memoria di un bambino.
Enrico mi osserva con uno sguardo stranito, come se fossi strano a vivere normalmente mentre piove. E forse ha ragione. Infatti, ricordo che da bambino, quando pioveva in campagna, mi rifugiavo sotto gli alberi, osservando la pioggia che si accumulava sulle foglie e poi gocciolava lentamente, in un modo completamente diverso da quello che accadeva oltre l’albero. Guardavo i cani e notavo che per loro la pioggia non faceva differenza; anche completamente fradici, non sembravano preoccuparsi. I colori sembravano più vividi e trasformavano la campagna in una foresta incantata.
Oggi non è cambiato molto, anche se tutto è mutato, come è normale che sia. Enrico, cresciuto in città, da piccolo era costretto dalla madre a rimanere in casa sia con brutto tempo che, spesso, anche con quello bello. Così, non ha mai potuto sentire l’odore dell'erba bagnata o dell'arancia appena raccolta dall'albero. Enrico aveva un cane che trascorreva più tempo in casa di lui, solo perché i cani non devono andare a scuola. Crescendo in questo modo, ogni volta che piove cerca rifugio, un tetto, una casa.
Tutto ciò serve a evidenziare che: è vero, non siamo tutti identici. La tua evoluzione e il tuo approccio alla vita, insieme a ciò che lasci alle spalle, fanno la differenza. Pertanto, ci sono persone che proseguono il cammino anche sotto la pioggia, mentre altre semplicemente si fermano.
















