SISTEMA MOGGI? CALCIOPOLI? STA CADENDO TUTTO!!! - ATTENZIONE!!!
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SISTEMA MOGGI? CALCIOPOLI? STA CADENDO TUTTO!!! - ATTENZIONE!!!

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INTER AFFOSSATA - ORA NON POSSONO PIÚ FARE FINTA DI NIENTE!!!
Sono un nerazzurro realista. Mancini è stato un magnifico bluff. In Italia ha vinto tre campionati. Uno lo ha vinto grazie a Guido Rossi che ha penalizzato la Juventus a seguito di un processo farsa (2005/2006). Uno lo ha vinto nei mesi in cui la Juventus, grazie a Guido Rossi, si trovava in serie B (2006/2007). Uno lo ha vinto grazie a un calciatore (Ibrahimoviç) che l’Inter ha comprato dalla Juventus dopo la sua retrocessione in B, grazie a Guido Rossi. Forse Thohir ha capito che Guido Rossi non tornerà presto alla guida della Federcalcio e ha chiamato Frank de Boer, rendendosi probabilmente conto che Mancini sta alla parola scudetto più o meno come Di Battista sta alla parola garantismo.
Claudio Cerasa
A new development in the Calciopoli scandal, as a judge ruled Inter’s Giacinto Facchetti “lobbied” referees the same way as Luciano Moggi. The reasoning behind the decision to clear ex-Juventus director general Moggi of defamation against Facchetti opened up old wounds from 2006. Judge Oscar Magi wrote at the end of this trial that Moggi’s accusations during a TV show in October 2010 “contained a great deal of truth.” For years there have been complaints that the taped phone calls between Moggi and the authorities in charge of referees were used out of context, as he insisted many big clubs had this same rather too friendly relationship. Today Judge Magi backed that view of events, noting the calls were “an important element to qualify a sort of lobbying intervention from the then-Inter President towards the Referees Association. “They signify a friendly and preferential rapport with the chiefs, whose attitude was not commendable.” The FIGC Disciplinary Commission had tried to charge Inter, but the incidents had gone beyond the statute of limitations by the time these phone calls emerged. This too was confirmed by Judge Magi, noting Moggi’s supposed defamation was based in truth. “Moggi, in referring to the sporting justice system and the behaviour of Facchetti certainly did not invent the circumstances, even if they were less serious than his own. “Facchetti’s behaviour can therefore be in some way compared to that of Moggi, although not in the courts.”

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Mughini: “Partite del nostro campionato il cui risultato sia stato modificato da decisioni arbitrali illegali, non mi pare ne sia stata indicata con nome e cognome una sola“
(...) Ognuno può avere le idee che vuole, ci mancherebbe altro. Liberi tutti di fondare dei club intitolati “Juve merda”. Libero ciascuno di addormentarsi sereno al pensiero che la storia del calcio italiano degli ultimi vent’anni sia scandito da scudetti della Juve che sono stati vinti a mezzo di telefonate tra Luciano Moggi e non so quante centinaia di arbitri e guardalinee.
Libero ciascuno di omettere che nella Juve di questi ultimi vent’anni giocassero Zidane, Vialli, Del Piero, Deschamps, Buffon, Nedved, Montero, Inzaghi, Camoranesi, Trézéguet, Ibrahimovic, Thuram, Zambrotta, Davids, Cannavaro senior, e ne sto dimenticando, e che invece quei 91 punti in un solo campionato fossero dovuti a un armeggiare di schede telefoniche da parte di un Demonio Assoluto contro il quale si erge il prode Ziliani.
Libero ciascuno di dimenticare che la finale di Coppa del Mondo del 2006 (vinta dall’Italia) schierò in campo l’intera storia calcistica della Juve moggio-giraudiana a cominciare dal mister Marcello Lippi, di cui voglio sperare che Ziliani non fosse tra i mentecatti che volevano gli fosse tolta la guida della nazionale perché sorpreso a telefonare a quel Moggi che lo aveva assunto alla Juve.
Libero ciascuno di cassare dalla memoria quella sentenza della giustizia sportiva che riconosce che in fatto di telefonate ad arbitri e compagnia cantante l’Inter non era da meno dei dirigenti della Juve, quell’Inter che aveva avuto in dono uno scudetto da quanto era superiore “moralmente”, solo che la colpa dell’Inter era prescritta (e quello scudetto grottesco sta ancora a puzzare nella bacheca di una grande squadra e di una grande società: sto ancora aspettando dal presidente Moratti che lui dica altrettali parole della Juve e della sua storia).
Non c’è dubbio, le sentenze finora emesse indicano l’esistenza di una “organizzazione a delinquere” timbrata dal direttore tecnico della Juve. Tenendo presente che gli arbitri condannati sono uno o due, non so bene come funzionasse questa organizzazione a delinquere. Partite del nostro campionato il cui risultato sia stato modificato da decisioni arbitrali illegali? Sbaglierò, ma non mi pare ne sia stata indicata con nome e cognome una sola. E con tutto questo, senza tema di sprofondare nel grottesco, Ziliani vorrebbe che alla Juve ne fossero tolti altri quattro o cinque di scudetti. (...)
Mi sembrava che la storia della Juve post-Calciopoli, la storia di una società che era stata distrutta oltre che rapinata da due sonanti vittorie conquistate sul campo, una società che non per portare i libri in tribunale aveva dovuto svendere i suoi campioni, a cominciare dal Pallone d’Oro Fabio Cannavaro _ quello che avevamo preso dall’Inter in cambio di un portiere di riserva, ecco che cosa sapeva fareMoggi _, una società che era stata amputata della sua famiglia stemma in un momento di grande debolezza politica della Fiat, una squadra che era precipitata nelle mediocrità di due settimi posti consecutivi, ebbene mi sembrava una bellissima storia che questa società ritrovasse “capitani” degni della sua leggenda (Andrea Agnelli, Antonio Conte, Beppe Marotta), ripartisse da zero, comprasse gratis alcuni inauditi campioni, inanellasse sul campo quattro scudetti di seguito e adesso due finali di Coppa, a Roma e a Berlino.
Al punto che sono adesso unanimi in Italia quelli che dicono che da una parte c’è la Juve, e dall’altra tutto il resto del calcio italiano (persino un “antijuventino” come Giancarlo Dotto lo ha elegantemente riconosciuto su questo sito). A me che a differenza di Ziliani non sono un giornalista e non scrivo di sport, a me sembra una storia bellissima. Bellissima da raccontare e esaltare e peccato per chi, annebbiato com’è dal furore anti-bianconero, questa storia non la intende. Trattandosi di sport, sarebbe un atto di una lealtà elementare. Quanto a Ziliani e alle espressioni che ha usato nei miei confronti, Brandy e altro spero di averlo davanti prima o poi. E quella volta non sarò elegante.
Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perché non c’era nessuno. Il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra di merda.
José Mourinho