excursus (n.)
a detailed discussion of some point in a book, especially one added as an appendix
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excursus (n.)
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Excursus? I hardly know her sis.
Excursus
Excursus [eks-KUR-səs] Part of speech: noun Origin: Latin, early 19th century 1. A detailed discussion of a particular point in a book, usually in an appendix. 2. A digression in a written text. Examples of excursus in a sentence “The footnotes in the third edition had a thorough excursus on the research developments since the first edition was published.” “The excursus in the appendix detailed…
Word of the Day - Excursus
Word of the Day – Excursus
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Daniele: il ragazzo che ho conosciuto una sera di giugno 2014, a un evento di campagna elettorale del PD, mi pare in un ex-cascina dalla parti di Chiesa Rossa, a Milano. Per rincasare salimmo sullo stesso vagone di metro, con diverse altre persone amiche/conoscenti mie, mi pare lui fosse di S.Donato alla fine della gialla. O era Gessate, alla fine della verde? Non ricordo più. Quella sera fu strana. L’amico di una ragazza con la quale mi trovai per qualche motivo a parlare, una che si era laureata in architettura e che era tutta felice d’aver qualcuno di fronte (io!) che ammirasse la facoltà da lei scelta, m’offrì una birra, che rifiutai, mi pare. Oppure semplicemente s’era fatta ora d’andar via con gli altri, non ricordo bene. Oppure arrivammo al tavolo dove le vendevano ma poi ci dimenticammo di prenderla, oppure la prendemmo? Non mi ricordo proprio. Non ero sicuramente abituata a bere birre con gli estranei. Poi all’epoca mi pareva d’essere orrenda, come poteva qualcuno desiderare di conoscermi bevendo una birra? Come mi trovai sulla strada della metro con Daniele? O meglio, come si trovò lui con noi su quella strada? O fu sulla banchina che ci incontrammo e parlammo? Penso fu un po’ prima. Un intersezione incidentale di due rette, o piuttosto due curve, o una retta e una curva (io la curva) che poi proseguirono ognuna per la sua traiettoria. Se scoprissi qual è la funzione che mi descrive, saprei quali saranno le particelle con le quali interagirò di nuovo, o per la prima volta, o mai più? Probabilmente no, la mia funzione ha troppe variabili. Ci raccontò dei suoi studi, del fatto che era stato preso a Stanford (o qualche altre università rinomata anglofona, per me una valeva all’atra all’epoca, e oggi pure, a parte l’MIT che ho ben presente), del suo lavoro coi giovani democratici, del fatto che stava gestendo la campagna per Brando Menifei. Si chiamava Daniele, Daniele è il nome che mio padre scelse quando venne ribattezzato all’interno del suo gruppo politico. Assomigliava pure a mio padre, alto, esile, folti e sottili ricci scuri, occhialini. Un’energia latente, un’aspirazione giovanile a grandi imprese, lo sguardo rivolto a ideali ereditati e fatti propri, una voglia di plasmare il mondo, d’intervenire, il fuoco che io ho sempre immaginato trasparisse in mio padre a quell’età. Il fuoco dei ventenni che vivono per un sogno. Avevo di fianco Ayu che partecipava attivamente della conversazione. Non so se avrei preferito che mi lasciasse a parlare da sola con Daniele. Forse sì. Son passati sei anni, ho ripensato a lui alcune volte. Mi colpì molto, mi piacque. Lo cercai su facebook, lo trovai. Sono sempre stata un’ottima stalker.
Non lo aggiunsi, forse avrei potuto. Forse non sarebbe stato stranissimo. Dopo tutto mi aveva dato il suo nome, m’aveva parlato di politica, sarebbe stato plausibile -”accettabile”- che mi interessasse restare in contatto. Chissà perché, completamente a caso, è una di quelle persone che mi ritorna in mente ciclicamente. Penso che questa volta sia stato Fernando a ricordarmelo. Il ragazzo amico/ex-spasimante di mia sorella. Un tipo di persona che esercita su di me un fascino particolare, sia per la sua gran diversità rispetto a me, quanto per l’enorme somiglianza. Sono quelle persone appassionate, soprattutto bisognose di passione per qualcosa (come sono io) ma (contrariamente a me) capaci anche di appassionarsi seriamente per qualcosa e dare tutto (almeno per un periodo) per una causa. Non che io non ne sia capace in verità, ma probabilmente finora non mi sono mai mantenuta su un binario direzionato, mirato a un obiettivo, per un periodo considerevolmente lungo. Gente centrata sullo studio, sulla carriera, eppure aperta alla varietà di stimoli che si trovano oltre i libri e le aule universitarie (e attraverso i libri e le aule, se si scava e osserva attentamente). Pragmatica, capace, organizzata, efficiente, come io non sono. Ma dalla forte sensibilità e propensione alla ricerca di significati profondi. O semplicemente, di legami autentici.
Un viaggio sulla verde che probabilmente ricorderò ancora a lungo, forse 4ever, sempre più sbiadito e macinato dal mio ripassarlo. Daniele, metropolitana milanese, serata estiva 2014, confusione mentale, aspirazione alla politica, sensazione di continuità generazionale e di presenza storica, resteranno costanti. Sì, è quella sensazione di un “momento oltre”, che non era cioè limitato in quello spazio, ma che conteneva in sé altri spazi e altri tempi, proveniva dal passato, di cui potevo respirare l’eco, non era solo un vagone del 2014 in cui mi trovavo, era un vagone del 1970 (la verde è del ‘69) e del 1980 e del 1990...Veniva da prima, proseguiva nel dopo. Conteneva in sé semini del futuro.

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(via Academic excursus into the sport fencingworld. Gennady Tyshler)
I miei passi con Internet
Excursus dalla scoperta personale ad oggi
Credo che Internet sia rimasto a me sconosciuto sino ai 6-7 anni, quando iniziò a non passare più inosservato il fastidioso rumore del modem 56k che permetteva di connettersi alla rete. Era utilizzato solo da papà, principalmente per mandare email, perché penso che, oltre a quello, anche lui non sapesse bene cosa farci.
Uno dei primi modelli di computer Autore: Tom Warren
La mia prima esperienza diretta risale alle prime ricerche che assegnavano i professori, perché per trovare notizie e informazioni riguardo qualsiasi cosa non bastava più aprire ‘Encarta’ ma c’era bisogno di spingersi oltre.
Quindi i primi tempi era abbastanza raro vedere qualcuno connettersi e nessuno in famiglia aveva una vera e propria esigenza di navigare in Internet. Questo, fino a quando non arrivò ‘Windows Live Messenger’ o ‘MSN’ che insieme a ‘Skype’ iniziò a cambiare un po' le cose.
I loghi di Windows Live Messenger e Skype Autore: Consigli Utili
Così nella routine si inserì passare pochi minuti, dopo la scuola e il pranzo, a scambiarsi messaggi nelle chat o a fare le prime videochiamate.
La vera svolta c’è stata tra il 2009, quando decisi di iscrivermi su Facebook, anche se ad oggi non ricordo nemmeno cosa mi spinse a farlo, dato che non c’erano ancora tanti miei amici, e il 2010, quando mi è stato regalato il primo personal computer.
Il mio primo personal computer Autore: Wikipedia
Allora ho iniziato a intuire quanto poteva essere grande il potenziale racchiuso dalla coppia pc-Internet e da lì in poi la vera e propria rivoluzione: acquistare online, prendere dimestichezza con la posta elettronica, contattare chiunque e in qualsiasi momento, ricevere informazioni in tempo reale da tutto il mondo, e tanto altro ancora. Tutto ciò è diventato pian piano parte integrante di ogni giornata.
Che questo sia stupefacente è innegabile, ma è chiaro che tutte queste possibilità comportano una maggiore ATTENZIONE per non rischiare di cadere in frodi e truffe. Ad esempio è sempre più frequente il diffondersi di profili fake, dietro i quali non ci sono persone reali bensì impostori che cercano di raggirare i più inesperti, i cosiddetti ‘noobs’.
Fake Profile Autore: Francesco Leone
Parallelamente al numero di siti e social network che nascono ogni giorno cresce anche il tempo che trascorro a navigare da computer e cellulare. Inizia quindi ad essere essenziale saper scindere tra quello che è estremamente utile e necessario e tutto il resto, che è superfluo.
Chi è che non ha mai visto questi loghi? Autore foto: Masha Maria Bazueva Da: fanpage.it
Trovandomi però lontano da casa e a contatto continuo con il mondo tecnologico anche grazie al Politecnico, non è facile trovare un netto confine.
C'è costantemente bisogno di attenzione! Autore: Valentino Mogrezzutt
Personalmente penso che chiunque usi assiduamente la rete debba imparare a conoscerla e a sapere cosa c’è dietro al gigantesco mondo che è Internet, per poter essere sempre pronto a riconoscerne eventuali lati negativi e ad agire di conseguenza, dal momento che non possiamo più fare a meno di quelli positivi.
Laura Cornacchia