"In ogni amore, ci sono almeno due esseri, ciascuno dei quali è la grande incognita nelle equazioni dell'altro."
Amore liquido
Zygmunt Bauman

seen from Canada

seen from United Kingdom

seen from United Kingdom
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United Kingdom

seen from United States
seen from United States
seen from Romania
seen from Colombia
seen from United States
seen from Russia
seen from United States
seen from United States
seen from China

seen from Germany
seen from Japan
seen from China
"In ogni amore, ci sono almeno due esseri, ciascuno dei quali è la grande incognita nelle equazioni dell'altro."
Amore liquido
Zygmunt Bauman

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
* Per prima cosa ho visto tre ragazze,
dopo ho intuito che era una soltanto
moltiplicata.
Finché ho capito che ogni ragazza
ne contiene altre due,
fiore con tre corolle, equazione a tre incognite.
Avere quell’età, significa sostare innanzi a un bivio:
da un lato sta il passato appena prossimo
dall’altro un futuro duale – scelta,
biforcazione, sesso, forbice.
Valerio Magrelli
C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo. Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.
Milan Kundera, “La Lentezza”.
Questa pagina è una delle mie preferite nella Storia della Matematica. Perché? Nel 1572 il matematico bolognese Rafael Bombelli scrisse il suo trattato in tre libri intitolato “L’Algebra, parte maggiore dell’Aritmetica”. Nel primo libro, affronta il problema delle soluzioni delle equazioni di terzo grado, i cui metodi di risoluzione conosciuti all’epoca fallivano quando ci si imbatteva in una radice quadrata di un numero negativo. Bombelii, a pagina 169 (appunto questa in foto), introduce, per la prima volta nella Storia, il numero “più di meno” che altro non è che quella che oggi chiamiamo unità immaginaria, i. Infatti i è uguale alla radice quadrata di -1. Oggi sappiamo che questo risolve in maniera elegante il problema delle soluzioni mancanti nelle equazioni di grado superiore al primo. Anche se bisognò aspettare Gauss nel 1799 per una dimostrazione rigorosa, il Teorema fondamentale dell’Algebra afferma che qualunque equazione ammette esattamente lo stesso numero di soluzioni del grado massimo dell’incognita.
Un comodo promemoria in fondo alla pagina ci ricorda quelle regole di calcolo per i numeri complessi (ovvero reali e immaginari insieme) che tutt'oggi vengono studiati. La traduzione in linguaggio corrente sarebbe:
1 · i = i -1 · i = -i 1 · -i = -i -1 · -i = i i · i = -1 i · -i = 1 -i · i = 1 -i · -i = -1
È curioso come i numeri con cui abbiamo a che fare tutti i giorni vengano chiamati numeri naturali, positivi, razionali e reali, mentre qualsiasi estensione a questi insiemi abbia un nome con una pessima connotazione: numeri negativi (inizialmente chiamati assurdi), irrazionali, immaginari (e complessi). Ironicamente, la parte più interessante e florida della Matematica, e conseguentemente anche della Fisica, parte proprio da questi numeri.
L'equazione, sulla pagina del quaderno di brutta copia, incominciò ad aprire a ventaglio una coda sempre più larga, con occhi e stelle come quella d'un pavone; poi, una volta eliminati gli occhi e le stelle degli esponenti, tornò, adagio, a ripiegarsi. L'apparire e lo scomparire degli esponenti era come l'aprirsi e il chiudersi di occhi; gli occhi che si aprivano e si chiudevano erano stelle che nascevano brillando improvvise e si spegnevano. Il ciclo sconfinato della vita delle stelle portò la mente stanca di lui fino all'estremo margine esterno, poi la riportò al proprio centro, mentre una musica remota lo accompagnava i quel moto centrifugo e centripeto. Quale musica? La musica si fece più vicina e lui ricordò le parole, le parole del frammento di Shelley sulla luna che vagabonda senza compagno, pallida di sfinimento. Le stelle presero a sbriciolarsi e una nube di impalpabile polvere stellare cadde attraverso lo spazio.
James Joyce - Ritratto dell'artista da giovane

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
#Equazioni
Equazioni Sta il primo bocciolo vivacemente coloratoacceso di vitaal verde della vegetazione intornocome goccia di madreperla ciondolo di collanacosì unlo sguardo negli occhi tocca silente l’anima tuafuochi che accendono forze interioridivampa la linfa vitalee brividi gioiosi percorrono tutto l’essere. tania, 11/02/2015
Togliere il "Mi" dall'equazione
Ogni volta che viviamo una situazione sgradevole e ripetitiva con qualcuno, si tende a colpevolizzarsi.
«Mio fratello alza la voce quando mi parla»
«Mio padre mi rimprovera in continuazione»
«Mio marito mi tratta male»
Se a queste frasi togliamo il "mi" cosa resta?
«Mio fratello alza la voce quando parla»
«Mio padre rimprovera in continuazione»
«Mio marito tratta male»
Se guardiamo le cose dalla giusta prospettiva, ci rendiamo conto che non siamo noi al centro dell'equazione, che non è colpa nostra il comportamento altrui.
Ci vuole il giusto distacco, però.
Sei capace a estraniarti e togliere il "mi" dall'equazione?
È tutto lì, in quella parola di due lettere simile a una nota.
Compassione