ā¦si dovrĆ pure ammettere che lā Italia ha dato a quelle isole il benessere e ha al tempo stesso offerto la misura della sua capacitĆ creativa e organizzativa.
à una somma di lavoro attestata da opere permanenti e resistenti alle fortune più avverse, che si impone a una seria considerazione.
(LāItalia a Rodi, Ist. Poligrafico dello Stato, Roma, 1946)
Sotto il regime italiano lāisola di Rodi rinasce e per la terza volta nella sua storia riprende la sua funzione di intermediaria tra Occidente ed Oriente, cui dovette, anche in passato, la sua fortuna.
Il primo e maggiore intervento dellāItalia su lāinstallazione sullāisola di un sistema di comunicazioni di primaria importanza.
Si costruƬ a Rodi un porto con otto metri di fondale, nuove banchine, piazzali, magazzini ampiamente sufficienti al nuovo traffico.
Lāisola di Rodi, che ha una superficie di soli 1.400 kmq., sin dai primi anni dellāepoca fascista venne dotata di una nuova rete stradale di 350 km, di cui 200 asfaltati.
Rodi venne trasformata e organizzata modernamente, pur sempre col più grande rispetto per il carattere monumentale della vecchia cittĆ . Nella nuova Rodi creata dagli italiani fu curata la viabilitĆ con strade ariose e alberate, lāigiene ed i giardini pubblici tutti fioriti, fin quasi ad assomigliare ad una cittĆ europea.
Lāattuazione del nuovo piano regolatore teneva conto dei punti di vista panoramici e delle brezze estive.
La bellezza paesistica, la mitezza climatica, la ricchezza dei monumenti antichi e medievali superstiti, la buona posizione sulle grandi linee marittime di passaggio obbligato indicavano il turismo come una delle risorse maggiormente sfruttabili.
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LāARCHITETTURA ITALIANA DI RODI ā GALLERIA FOTOGRAFICA
Il volume āCome lāItalia fascista creò la nuova cittĆ di Rodiā dedicato allāarchitettura italiana nel possedimento italiano nellāEgeo fa parte della collana storico-coloniale ROMANAMENTE. Qui sotto lāelenco di tutto i volumi:
āĀ Vol. IĀ āCome lāItalia fascista costruiva le strade in Africaā
āĀ Vol. IIĀ āCome lāItalia fascista rese fertili le terre dāAfricaā
āĀ Vol. IIIĀ āCome lāItalia fascista edificava le cittĆ in Africaā
āĀ Vol. IVĀ āCome lāItalia fascista iniziò a fotografare lāAfricaā
āĀ Vol. VĀ āCome lāItalia fascista industrializzò lāAfricaā
āĀ Vol. VIĀ āCome lāItalia fascista accoglieva i turisti inĀ Africaā
āĀ Vol. VIIĀ āCome lāItalia fascista erigeva le cattedrali inĀ Africaā
āĀ Vol. VIIIĀ āCome lāItalia fascista realizzava i musei inĀ Africaā
āĀ Vol. IXĀ āCome lāItalia fascista modernizzò le vieĀ dāAfricaā
āĀ Vol. XĀ āCome lāItalia fascista valorizzò lāarcheologia in Africaā
āĀ Vol. XIĀ āCome lāItalia fascista valorizzò i deserti in Africaā
āĀ Vol. XIIĀ āCome lāItalia fascista costruƬ le ferrovie in Africaā
āĀ Vol. XIIIĀ āCome lāItalia fascista modernizzò lāagricoltura in Africaā
Egeo. Lāarchitettura italiana diĀ Rodi ā¦si dovrĆ pure ammettere che lā Italia ha dato a quelle isole il benessere e ha al tempo stesso offerto la misura della sua capacitĆ creativa e organizzativa.