Tutti gli uomini del deficiente
«È il tuo regalo di compleanno, anche se arriva un po’ in ritardo. L’idea mi è venuta quando stavo con Ray, ed era così accattivante che mi scocciava che non stessimo più insieme. Forse è per questo che sono tornata da te. Sei contento?»
In Alta Fedeltà, Laura regala a Rob la possibilità di fare una serata come deejay nel suo locale del cuore. L’attività che quel tipo strano che lavorava in un negozio di dischi più sognava di fare improvvisamente diventava realtà grazie a lei e all'affetto nei suoi confronti. Ho amato così tanto il romanzo di Nick Hornby che ci sono entrata quasi dentro. Volevo organizzare una sorpresa simile per Marco, quando ho chiesto al capo di Louder di assumerlo. Mi tengo ancora stretto il suo complimento (“è la richiesta di collaborazione più carina che abbia mai ricevuto”) anche se poi non se n’è fatto più niente e le cose sono cambiate. Louder non esiste quasi più e l’amicizia tra me e Marco è finita.
Quando abbiamo smesso di parlare, ormai due anni fa, avevo in mente ancora tante sorprese per lui, tanti regali che stavano aspettando solo il momento di diventare reali. E quella frase di Laura di Alta Fedeltà non mi si scollava dalla testa. Lei e Rob non stavano più insieme quando a lui è stato fatto questo dono, forse potevo ancora realizzare anche io le mie idee. Ho scritto un bigliettino su cui ho ricopiato a penna quella frase del romanzo di Nick Hornby. Poi ne ho stampato uno affinché fosse tutto più ordinato.
Alla fine, non ho comprato nessun regalo. Probabilmente l’oggetto in questione sta vegetando nei miei Preferiti di Vinted. Io credo che regalare dischi o libri sia molto rischioso perché questo presuppone conoscere alla perfezione la libreria della persona a cui donare il titolo prescelto. Con Marco questo è sempre stato più facile, perché usa DiscoGS. L’ho spulciato per bene prima di capire che, forse, quello che avevo in mente sarebbe stato il pensiero giusto.
Provo una passione smisurata per Tutti gli uomini del deficiente. È un film (forse un po’ stupido ma) geniale e con un'ottima colonna sonora. L’ho visto un miliardo di volte e ho cominciato a farlo quando ancora capivo l’1% di tutti i doppi sensi, gli inside joke e le battute “da grandi” che ci sono. Negli ultimi anni, però, ogni volta che lo menzionavo sui miei profili social, spuntava il like di Marco. È una cosa che mi ha sempre fatto sorridere perché credo che ormai non sia più così conosciuto, è un culto per pochi.
Volevo provare a cercare il cd o la musicassetta della sua soundtrack. Su Vinted, ovviamente, sia per una questione ecologica che per una questione di rarità dell’oggetto in questione. Tutti gli uomini del deficiente è del 1999, quindi un po’ vecchio, pensavo non si trovasse facilmente. Dopo svariate ricerche ho trovato quello che stavo cercando, ma ho cambiato idea e ho deciso di desistere, anche se quella frase tratta dal romanzo di Nick Hornby continuava a fissarmi dal piano della mia scrivania.
Ieri mio padre mi ha accompagnato al negozio di dischi della città per il live di Altea. Mentre io ascoltavo quella musica dal vivo che ha definito “una palla mostruosa”, lui ha comprato una musicassetta. Lo ha fatto non perché ha una passione per gli oggetti inutili o da collezione, ma perché ha di recente acquistato un’auto che ha lo scomparto per le cassette. “Ho comprato una cassetta degli Elio e le storie tese” mi ha detto. “Ne avevano solo sei in tutto, deve essere una cosa rara”. La mattinata è proseguita tranquilla fino a quando, a evento finito, non mi sono avvicinata alla macchina. Mio padre mi teneva la portiera con la stessa mano con cui reggeva la musicassetta che aveva comprato. La parte con il suo titolo gli sbucava dalle dita ed era rivolta proprio nella mia direzione. Sedendomi in quella macchina nuova ma usata, con lo scomparto per dei dispositivi per ascoltare la musica così vecchi, mi sono voltata per puro caso verso quest’oggetto. Ho letto sulla copertina la scritta blu. «Tutti gli uomini del deficiente».













