Il vento nel sacco
Una volta, in un tempio, un monaco disse al suo giovane discepolo:
“Che caldo insopportabile! Va’ a cercarmi del vento fresco sulla montagna qui di fronte.”
Il monachello prende un gran sacco e si dirige verso la montagna. Strada facendo, lo coglie il desiderio di dormire. Si distende e cade in un sonno profondo. Quando si sveglia, è quasi notte. “Ho dormito... che fare? Se torno a mani vuote, il superiore mi sgriderà” dice tra sé.
Riflette qualche istante, poi si alza, si adatta il sacco al didietro, e peta, peta e peta ancora, finché il sacco non è colmo... Quindi, tenendolo in mano, torna al tempio.
“Sei in ritardo!” l’aggredisce il monaco al suo arrivo. “Sono secoli che ti attendo! Svelto, fa’ uscire il vento che mi porti.”
“Sta bene” risponde il monachello, e apre il sacco.
“Che odore nauseabondo ha questo vento!” dice il monaco.
Il giovane discepolo, senza batter ciglio risponde:
“E’ per via del gran caldo: anche il vento ha preso odore di chiuso.”
da La tazza e il bastone. 111 storie zen narrate dal maestro Taisen Deshimaru