Spotifree ?!
Con questo post voglio entrare nel particolare sull’utilizzo di una piattaforma di riproduzione musicale utilizzatissima da un po’ di tempo a questa parte, Spotify.
Innanzitutto Spotify viene lanciato nell’ottobre del 2008 dalla statup svedese Spotify AB.Ad oddi conta più di 70 milioni di abbonati.
Questa applicazione dispone di due versioni, la sua versione gratuita, e la sua versione premium : a pagamento con una rata mensile.
Su questa piattaforma si può trovare qualsiasi tipo di musica (che sia stata ovviamente caricata appositamente).
Viene così tanto utilizzata per via del suo utilizzo facilmente intuibile. Appena aperta basta inserire sulla ricerca il titolo del brano o l’artista per essere rimandati in maniera diretta alla canzone desiderata. Ciò che distingue la versione gratuita da quella a pagamento è una serie di piccoli “svantaggi” che l’utente può eliminare acquistando la versione premium.
Quali sono questi svantaggi?
-      30 secondi di pubblicità ogni mezz’ora.
-      L’obbligo della riproduzione casuale invece che mirata.
Per spiegare questo ultimo punto vi riporto un esempio:
mettiamo che io voglia ascoltare una canzone precisa dei Queen, Spotify free mi rimanderà alla pagina dell’artista “Queen” e mi metterà in ordine casuale una canzone tra le loro registrate su spotify. Quindi non è detto che io riesca ad ascoltare subito il brano preciso che andavo cercando.
Esistono nell’ultimo periodo tantissimi modi per raggirare queste limitazioni senza pagare (ovviamente non legali). Si tratta delle crack. Queste imitazioni della versione premium sono installate sui vari smartphone per permetterne l’utilizzo completo e senza limiti.
Io personalmente credo che la musica abbia un suo valore e sia giusto doverla pagare. Gli artisti certo magari non compongono e scrivono solo per soldi e chi sta in alto in classifica di certo non morirà di fame se la gente non paga spotify ma bisogna comunque ricordare che per un cantante far uscire una canzone corrisponde ad un panettiere vendere i propri prodotti. Ovviamente i contesti sono ben differenti ma la logica è sempre la stessa.
Ho deciso di parlare di Spotify perché penso sia la piattaforma musicale più utilizzata ad oggi, almeno su mobile.
Daniele Miola












