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Dancing Flames 🔥
Come sempre David era entrato in risonanza con il suo elemento prediletto, quello che conosceva da tutta una vita: il fuoco. Quando aveva scoperto dei danzatori del fuoco hawaiiani, non gli era sembrato vero. Quindi aveva pensato di partecipare a uno spettacolo, se gli altri membri del gruppo che si sarebbe esibito fosse stato d'accordo. Si erano scambiati un breve dialogo e lui aveva fatto delle prove. Quando avevano constatato con mano quanto il fuoco gli parlasse profondamente, lo avevano accolto favorevolmente. Il momento era giunto e, anche se era felice, si sentiva anche nervoso ma non lo era di certo perché pensava fosse in pericolo. Aveva chiesto un bacio di buona fortuna alla sua Alice e si era fatto avanti. Prese il microfono, fece un sorriso e cominciò: « Innanzitutto faccio gli auguri di buon compleanno ad Alexander, spero che ti divertirai e farai follie questa sera. E' il giorno giusto. Ho pensato e ripensato a un regalo di compleanno per te e la cosa migliore che questo sciamano di fuoco ha trovato è quella di riappropriarsi del vecchio nome nativo americano e danzare con il fuoco. Godetevi lo spettacolo. » Quando David posò il microfono e i tamburi cominciarono a suonare, entrò in risonanza con tutto quanto e, in particolare, con il fuoco. Potevano cambiare i nomi e le tradizioni ma certe cose rimanevano fondamentalmente le stesse in ogni angolo del mondo. |Allora: posto ora perché non so se riesco a farlo più tardi. L'esibizione di cui parla è quella di questo video, di cui ho fatto uno screen. E' dall'inizio del viaggio che ho pensato a questa cosa. Non sono riuscito a trovare quello che cercavo davvero ma questa è un'ottima approssimazione. Usa la tua immaginazione. https://youtu.be/fS6J7KqKAac
𝗟𝗮 𝗥𝗼𝗻𝗴𝗲, 𝗳𝗹𝗮𝘀𝗵𝗯𝗮𝗰𝗸 𝟭𝟵𝟵𝟮 Da buon apprendista sciamano, Jacob aveva assistito Nonna Vianne per tutta le notte. La sua convinzione assoluta era che, finché lei non glielo avesse detto esplicitamente, doveva rimanere vigile per ogni evenienza. La nottata era stata lunga, la febbre della povera Isi sembrava non voler cedere il passo. Il piccolo apprendista si era reso conto che Nonna non avrebbe potuto continuare a lungo in quel modo. C'era qualcosa di sbagliato in quello che stava accadendo, era una cosa che il suo istinto glielo stava urlando a viva forza. Improvvisamente il suono del tamburo cessò e vide Nonna Vianne crollare a terra esausta. Alcune donne uscirono di corsa dalla tenda, altre invece si prodigarono a far stendere l'anziana donna, stando attenti a non perdere il contatto con la bambina che, giaceva con il respiro libero. La sua temperatura sembrava essere calata. Poco dopo Taima Iye entrò, il suo sguardo era scuro come il cielo prima della tempesta. "Vianne si è affaticata troppo ma c'è qualcosa di sbagliato qui." Il piccolo apprendista, sentendo le sue parole, spalancò gli occhi sorpreso. "Anche io ho avuto la stessa sensazione." L'uomo si girò fece un mesto sorriso. "Tu cosa pensi che sia successo, ilaka?" "Nonna si è persa. E' nel mondo di sotto e non riesce a trovare la via di ritorno. Ha rischiato troppo pur di salvare Isi." L'uomo annuì con un'espressione grave in volto. "Ha senso, Dancing Fire. Se non fosse che sono troppo debole per un viaggio del genere..." "Lascia andare me. Io sono giovane, non sono stanco." "Il tuo cuore è saldo? Jacob un viaggio del genere non è una passeggiata, spero te ne renderai conto." "Lo so, Taima. Non abbiamo scelta, io sono l'unico che può aiutarvi." Le donne presenti protestarono dicendo che era solo un bambino... Taima lo fissò a lungo e disse: "D'accordo. Spero di non pentirmi della mia decisione. Il piccolo si preparò mettendosi nella posizione del loto ma il vecchio sciamano lo corresse subito. "Sdraiati. Non sappiamo quanto durerà il viaggio, è meglio che il tuo corpo sia comodo." Il ragazzo fece quanto detto, chiuse gli occhi e si lasciò andare al suono dei tamburi che aveva ripreso con più vigore. Non gli ci volle molto per entrare nello stato necessario a iniziare il viaggio. Quando riaprì gli occhi si trovava in una sorta di landa desolata. Dancing Fire sapeva che non doveva farsi ingannare dalle apparenze e cominciò ad osservare bene il luogo dove si trovava, avanzando lentamente, come se il tempo non fosse più una questione di vitale importanza. Si chinò a terra cercando di ascoltare le tracce, di percepire qualcosa che lo avrebbe potuto aiutare. Improvvisamente la voce di una bambina le disse. "Ciao David." I suoi capelli erano come i suoi, così anche gli occhi. Di nuovo quella sensazione di sdoppiamento che aveva provato altre volte, durante le sue meditazioni. "Mi chiamo Jacob." affermò con un tono di voce sicuro, anche se era spaventato. "E' uno dei tuoi nomi. Ti chiami David Jacob e sei..." scomparve così com'era apparsa. Quell'incontro però lo aveva aiutato, in maniera incosapevole perché si ritrovò di fronte a un albero di proporzioni gigantesche. All'interno, intrappolata in una fitta rete, vi era Nonna Vianne priva di sensi. Jacob urlò: "Lei è mia, restituiscimela." Lo spirito dell'albero si destò a quelle parole e scoppiò in un fragorosa risata. "Non puoi usare il potere del fuoco con me, Dancing Fire. Se mi bruci, lei brucerà con me." Gli occhi del ragazzino si fecero glaciali e, accanto a se, aveva una versione di se stesso adulta. "Non hai fatto i conti con me." Rivolse un cenno di intesa verso Jacob e, all'unisono, richiamarono il potere dell'acqua e del fuoco che mandarono contro l'albero, distruggendolo. L'uomo corse verso l'anziana per recuperarla e la posò ai piedi del ragazzino. "Ti ho aiutato solo perché riconosco in te l'uomo che distruggerà la maledizione. Imparerai con il tempo a conoscermi. Per ora sappi solo che mi chiamo Rylan. E ora torna indietro. Non hai più nulla del giovane apprendista. E' tempo che lo riconoscano." Non appena l'uomo pronunciò quelle parole, Jacob si svegliò nella tenda. "Non ti muovere o ti girerà la testa. Abbiamo temuto per la tua giovane vita ma, evidentemente, ti abbiamo sottovalutato. Nonna Vianne è tornata." La anziana con le poche forze che aveva si avvicinò al ragazzo e gli diede uno schiaffo. "Sei stato un'incosciente, hai rischiato la vita." "L'ho fatto per te." "Tu devi vivere, Dancing Fire. Non fare più mosse così avventate, ti prego." "D'accordo Nonna." Dopo qualche minuto la donna aggiunse. "Grazie per avermi salvato la vita."
La Ronge, 1993 flashback Jake aveva appena ricevuto il suo nome presso la comunità dove viveva. Tutti sembravano rispettarlo come se fosse davvero uno sciamano ma il piccolo sapeva che aveva ancora molto da apprendere. Nonna Vianne si era fatta ancora più severa dopo l'incendio, come se avesse paura di non potergli insegnare tutto ciò che c'era da sapere, in tempo. Mentre era intento a cercare e raccogliere erbe che sarebbero servite per la sua pratica di apprendistato come curandero, si accorse di non essere solo. Molte volte aveva sentito quella impercettibile presenza, qualcuno che era legato a lui in maniera così viscerale ma che non sapeva identificare. Era come se stesse parlando a una versione simile, ma differente, di se stesso. Chiunque fosse questa creatura, la percepiva intimamente legata alla Terra, all'elemento Terra. Non si stupì più di tanto che volesse aiutarlo nella sua ricerca. Il vento le stava scompigliando i capelli ma la bimba sembrava non accorgersene quasi. "Chi sei?" A volte rimpiangeva il fatto che tra tutti gli elementi fosse stato scelto dal Fuoco. L'aria sapeva trasportare meglio di tutti i più profondi segreti dell'animo. Come si era aspettato, la piccola non rispose, né diede segnali che potessero aiutarlo a comprendere chi fosse. Così com'era apparsa, tanto velocemente scomparve e, quando riaprì gli occhi, si vide disteso come se si fosse addormentato all'improvviso. Nonna Vianne lo stava osservando da lontano, senza farsi scorgere. Taima Iye le si avvicinò. "Il sangue di quel ragazzo è davvero molto forte." La donna annuì. "E' entrato e uscito dal Tel'aran'rhiod per puro istinto. Ci sono sciamani che passano anni ad affinare la tecnica, alcuni invece riescono a fatica a viaggiarvi. E quel piccoletto..." "Sua madre ti ha parlato della sua discendenza?" "Sì, l'ha fatto. E per quanto io preghi il Grande Spirito che non sia così, solo perché sarebbe difficile spezzare la maledizione in caso contrario, a volte ho l'impressione che sia..." "La sua reincarnazione? Ci ho riflettuto davvero a lungo, Vianne e sono giunto alla conclusione che no, non è quello che temi. Ha una grande energia e tocca a noi indirizzarla verso qualcosa di buono. Dobbiamo essere cauti e vigili con lui. Dancing Fire non è un bambino qualunque, nè un Lakota qualunque." "Ed è per questo che ti ho chiamato qui, Taima. Ho bisogno del tuo aiuto per addestrarlo, io non ho il suo elemento." "Ti aiuterò, promesso. Sarai orgogliosa di lui, una volta finito." "Oh ma lo sono già." "Hai deciso quando sarà il momento per la rivelazione?" "No. Credo che arriverà solo con la mia morte..."

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#literaryloungeanimalweek 𝐅𝐥𝐚𝐬𝐡𝐛𝐚𝐜𝐤 𝟏𝟗𝟗𝟐, 𝐂𝐚𝐧𝐚𝐝𝐚. Nonna Vianne si era ristabilita da poco, dopo il viaggio sciamanico di Dancing Fire. Ripensandoci ancora si sentì prendere dalla furia. Quel ragazzino aveva rischiato davvero tanto ma, probabilmente, il Grande Spirito aveva un occhio di riguardo per lui. Era un bene, da un certo punto di vista. Sarebbe stato difficile educarlo alla sua missione se Wakan Tanka avesse deciso diversamente. C'era qualcosa in Jake che, talvolta, sfidava le sue certezze e le sue conoscenze. Per questo motivo decise di insegnargli una delle lezioni più importanti di tutte, dopo la leggenda della Donna Bisonte Bianco. Doveva comprendere e distinguere tra i vari tipi di animali, soprattutto se avrebbe dovuto rifare il viaggio. Questa volta però lei sarebbe stata presente a guidarlo, ma non era il momento giusto. Jacob la stava fissando, sapendo che probabilmente sarebbe stato punito per aver osato così tanto ed era pronto. Lo sguardo severo di Nonna Vianne sembrava non presagire nulla di buono. "Hai notato nulla di importante nel tuo primo viaggio, ilaka?" chiese l'anziana senza troppi preamboli. il ragazzino scosse la testa. "Ecco perché avresti dovuto aspettare. Ti capiterà, di tanto in tanto, di incontrare degli animali nei tuoi viaggi. Sono importanti, quindi devi prestare attenzione. C'è però una fondamentale distinzione da fare. Ci sono animali di potere e un solo animale totem. Gli animali di potere sono spiriti che ti possono accompagnare per tutta la vita o solo per un breve tragitto. Dipende dal messaggio che Wakan Tanka ha deciso di trasmetterti e, soprattutto, dalla velocità con cui questo è stato recepito davvero. Abbiamo nove spiriti guida: quelle per le 4 direzioni, altri tre per il Cielo, la Terra e il Centro e gli ultimi due stanno alla tua sinistra e alla tua destra. Il totem invece è il simbolo del tuo clan, è la tua essenza fatta animale, i tuoi valori, i tuoi obiettivi, la missione che hai nella vita. Ecco perché ne puoi avere uno solo." 𝐅𝐥𝐚𝐬𝐡𝐛𝐚𝐜𝐤 𝐍𝐞𝐰 𝐘𝐨𝐫𝐤 𝐆𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟎 David si stava rigirando quella candida piuma tra le mani. Era il segnale tangibile che il Grande Spirito gli aveva lasciato subito dopo aver spezzato la maledizione. In genere David non ne aveva bisogno ma Wakan Tanka conosceva bene il cuore di quel figlio testardo e sapeva che avrebbe dovuto insistere per fargli accettare il nuovo nome. 𝘞𝘩𝘪𝘵𝘦 𝘌𝘢𝘨𝘭𝘦. Era finalmente giunto a comprendere quale fosse davvero il suo animale totem? Non ne era sicuro. L'aquila era l'animale più vicino al Grande Spirito, quello dalla vista più ampia sugli eventi. Durante il rituale gli era stato detto che lui riusciva a vedere le cose meglio di tutti quanti. Doveva essere in grado di percepire anche l'ombra e sapeva che era impossibile imparare qualcosa se non si abbracciava anche quel lato. Era davvero così? Molto spesso la sua sensibilità era così acuta da risultargli dolorosa. Era però conscio del fatto che quel dolore era necessario per comprendere meglio e curare con più efficacia. Ritornando indietro nel tempo, a quando Nonna Vianne gli ha insegnato la differenza tra animali di potere e animali totem, si pone domande. Ripercorre anche tutti i viaggi sciamanici che ha compiuto nella sua esistenza alla ricerca di un segnale, seppur minimo, che possa levargli i dubbi. E' troppo stanco e provato ancora da quello che è successo in quella notte di luna calante. Sarebbe tornato a meditare ma, molto probabilmente, il suo animale totem non si sarebbe fatto vedere. Decise però che si sarebbe tatuato quella piuma, il suo modo personale per festeggiare il fatto di essere vivo e avere un nuovo nome. Se l'Aquila era davvero il suo totem avrebbe avuto tutto il tempo del mondo per capire e accettare.
#literaryloungemusicweek La Ronge, Canada flashback Taima Iye aveva raggiunto la capanna dove Dancing Fire si stava preparando per il grande compito a cui era stato chiamato. Nonna Vianne non era convinta che fosse il momento giusto ma lui aveva insistito. "Vianne, Dancing Fire non ha bisogno delle tue raccomandazioni, né della tua ansia. Lui sa nel profondo cosa deve fare, lui percepisce il ritmo di Madre Terra. Guardalo, guarda i suoi occhi. E' già pronto. Non fallirà, se è questo che temi. E' un'anima antica, la sua stirpe affonda le radici nell'immensa sapienza proveniente da popoli dimenticati. Possiamo tenerlo nascosto al mondo, ma non a lungo. Darà dimostrazione di chi realmente è. Se diventerà l'uomo destinato a spezzare la maledizione, lo sapremo tutti. Lui per primo." Jacob guardava i due nativi come in trance, la sua mente era già proiettata al powwow e al ritmo che avrebbe dovuto suonare. Lo sentiva nelle ossa, nello scorrere del sangue, nei battiti del cuore. Il suo cuore limpido viaggiava all'unisono con Madre Terra, così come doveva essere. La sua voce risuonò strana a tutti i presenti, persino a sé stesso. "Sono pronto." "Sì, Dancing Fire, so che lo sei." sussurrò Taima. Avanzò con passi solenni al di fuori dalla capanna. Tutti quanti lo stavano osservando, temendo il peggio. I suoi occhi brillavano. Era una splendida giornata per dare inizio alle danze. Alzò il suo tamburo e cominciò a colpirlo con le mani. Tutti i danzatori presenti annuirono, felici, mostrando rispetto per quella giovane vita che Madre Terra aveva scelto come tramite per far risuonare la sua voce. Le danze e i canti ebbero inizio, grazie a lui. Le fiamme negli occhi di Dancing Fire sembravano danzare con i fratelli nativi ad ogni battito del tamburo. Vianne e Taima lo stavano guardando. "Non devi avere paura di lui, Vianne. Non puoi tenerlo al guinzaglio. Potrà sembrarti un bambino ma ricordati da dove proviene e perché sta crescendo con noi." "Presto non avremo nulla da insegnargli, Taima." "Se mai accadrà, saremo noi a imparare da lui."
𝑺𝑶𝑺 𝑹𝒐𝒍𝒆𝒑𝒍𝒂𝒚 › sentence starters & resources. memories headcanons. ✖ — un ricordo represso. richiesto da Cerise. Flashback New York 2004 Jake era rimasto scosso dagli eventi che erano accaduti in quell'ultimo periodo. Si era chiesto se lui avesse potuto fare qualcosa per prevenire quel suicidio. Forse no. Purtroppo ci sono casi per cui la sua acerba sapienza da curandero non avrebbe potuto bastare. Ci sono persone che sono già morte dentro da anni, si trascinano stancamente fino a che non riescono a mettere in pratica il gesto finale. Nessuno sembra mai davvero accorgersi di quello che succede nella mente e nella psiche degli altri se non quando è troppo tardi per fare qualcosa. Qualsiasi cosa. Il suo insegnante di psicologia lo aveva preso di mira. Aveva intuito in qualche modo che c'era, sepolto in lui, qualcosa che lo turbava. Non aveva molti ricordi dell'incendio ma per lui era normale. Nonna Vianne lo aveva avvertito che molto spesso non sarebbe stato troppo cosciente, non come la gente normale lo concepiva. La mancanza di memoria di quell'evento gli rivelava che probabilmente aveva avuto un primo assaggio della missione a cui la Madre lo aveva chiamato. "Wilson tocca a lei. Sa che non può sottrarsi, soprattutto se aspira a prendere il suo titolo di studi." Jacob fece un sorriso strano e annuì, seguendo il suo insegnante nello studio. "Siamo due uomini adulti, intelligenti, e se la conosco come penso non ama molto tergiversare, anche se negli ultimi giorni ha fatto di tutto per evitare di parlare con me. Da cosa sta scappando? Qual è il trauma di cui non vuole parlare?" "Non è un trauma. E' qualcosa che mi è accaduto e non ricordo. E so che è normale che sia così." L'uomo gli rivolse uno sguardo enigmatico. "Quando ero molto piccolo sono stato coinvolto in un incendio. Non so cosa sia successo, non lo ricordo. Però qualcuno se l'è ricordato e mi ha dato un nome. Uno dei miei tanti." "Se vuoi far riaffiorare il ricordo posso trovare il modo." "E come? Credo che ci sia un motivo per cui le cose stanno così." "Mai sentito parlare di ipnosi?" "Non funziona, non con me. Ci vuole..." "Jake, fammi provare. Non userei la tecnica solita." Il giovane fissò l'insegnante con curiosità poi spalancò gli occhi quando fece partire la musica. Era un tamburo. Era lui stesso che suonava. Come diavolo... "Ho chiesto a tua nonna come avrei potuto scalfire le tue barriere. Subito non era d'accordo, diceva che era troppo presto, ma poi ha capito e mi ha passato questa registrazione. Ti hanno mai detto che sei incredibilmente bravo?" "E' la Madre che parla, io faccio solo da tramite." rispose con voce distante. La sua anima stava già reagendo al suo post. L'insegnante sorrise e attese che fosse sufficientemente incosciente per porre le sue domande. Improvvisamente Jake riaprì gli occhi ma il suo sguardo era diverso, tutto il suo atteggiamento lo era, come se fosse un'altra persona. " Che cosa vuoi scoprire, hetane? Qualcosa che non puoi comprendere." "Voglio solo che lui sia liberato del suo peso." "Quello che tu definisci peso è solo il suo ruolo nel mondo. Non puoi definire con la tua mentalità e il tuo spirito, non è il tuo percorso." "Mostragli almeno quello che è successo il giorno che ha avuto il suo nome pellerossa. So che ne ha uno, anche se è riservato." "Lo è per un ottimo motivo ma credo che raccontarlo non farà male a nessuno. E' stato testato. Prima o poi doveva capire quale fosse il suo elemento di elezione. Tutti gli sciamani che si rispettano passano attraverso questo rituale. Si è visto riflesso, ha visto come sarebbe diventato se non avesse appreso a gestire in maniera appropriata il suo elemento. Ha perso il controllo. Si è spaventato e ha portato fuori il fuoco. Da se stesso nel... Mondo dei sogni a quello di voi umani. E' così che si è guadagnato il nome di Dancing Fire. Stava danzando nel fuoco." " Può accadere di nuovo?" "No. Lui ormai ha imparato, anche se ancora ha dentro di se quella creatura impaurita. Ed è un bene. Solo gli stupidi non provano mai paura. C'è altro che vuoi sapere?" "Solo una cosa: puoi fare in modo che lui ricordi?" "Lui è un uomo... wakan... sacro. Lui sa già. Ricorda anche se pensa diversamente." Improvvisamente Jacob crollò a terra stanco. "Ora capisce perché non volevo?" disse prima di perdere i sensi.