One of the most important lessons my parents taught me: laugh, even when things don't go your way. I didn't learn to swim for at least another three or four summers, but we still had a lot of fun 💛
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One of the most important lessons my parents taught me: laugh, even when things don't go your way. I didn't learn to swim for at least another three or four summers, but we still had a lot of fun 💛

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Ci siamo sempre scontrati per i nostri caratteri così diversi o forse troppo simili. Non sei mai stato uno di quei papà affettuosi, tutti baci e coccole. Eri duro, severo, esigente. Mi sentivo sempre in difetto, come se, in fondo, non fossi abbastanza per uno come te. Tu così fiero e determinato, io così piccola e insicura. E la notte, qualche volta, piangevo in silenzio, io, bambina cresciuta troppo presto. Eppure adesso che ti vedo invecchiato, adesso che i tuoi capelli si colorano di bianco e sul tuo viso c'è una ruga in più, adesso che i tuoi occhi si sono addolciti di una nuova malinconia, ho voglia di abbracciarti stretto e tenerti per mano come quando, da bambina, passeggiavamo insieme sulla spiaggia, io e te. E so che comunque andrà la mia vita tu sarai sempre al mio fianco. Se smarrirò la strada tu sarai la bussola che mi aiuterà a ritrovarla. Se la notte diventerà troppo buia tu accenderai mille stelle solo per me. E quando sarai troppo vecchio e stanco per darmi un abbraccio, allora sarò io a inginocchiarmi vicino a te e, sfiorando il tuo viso rugoso con una carezza, ti sussurrerò, ancora una volta, "Ti voglio bene papà "
Chiara TrabalzaÂ
C’era una volta una bimba bionda, occhi verdi, orecchie a sventola, molto timida, sono passati gli anni, i gatti, gli amici, gli affetti, qualcuno si è perso, altri sono restati. I Tuoi se ne sono andati molto presto, ogni anno, questo giorno, pensi che vorresti il suo abbraccio, ma la vita porta via, non ci puoi fare niente, e poi hai promesso che non si piange più, almeno per questo. Oggi hai qualche ruga in più, il colore nasconde qualche capello bianco, le orecchie sono le stesse, come il sorriso e gli occhi. Hai imparato a lasciare andare chi non vuole restare, perché a correre dietro preferisci pedalare verso. Oggi ti regali un giorno per te, poi un altro arriverà e ci saranno i baci, il sole, il mare, ma devi aspettare ancora un poco. Oggi però la pioggia, il freddo fanno pausa, anche questa primavera che non arriva ti regala un po’ di cielo azzurro, oggi.
e dimmi io
cosa ne sapevo
quel giorno di novembre
quando ti ho conosciuto
che saresti diventato la storia
che avrei raccontato
ai miei figli?
Ieri mia mamma ha trovato una foto di me da piccola, ho pensato subito che non fosse una delle meglio venute, poi però mi ha spiegato che al momento di quella foto ero triste perché papà non c'era… Ero troppo piccola per capire che i miei genitori si erano appena separati, e come raramente mi capita, mi sono resa conto che allora la sua presenza mi mancava anche se poi crescendo ne ho dimenticati i sintomi.

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Passeggiata nel verde e nel blu nelle zone in cui sono cresciuta. Come dico spesso, c'è chi nel cuore ha il mare, chi ha la montagna, io ho i campi che mi hanno fatto da sfondo all'infanzia. Oggi sono tornata a salutare i miei posti ed è stato bello respirare i profumi del primo autunno, l'umido che sale dalle zolle e dell'erba tagliata. Qualche farfalla e qualche ape a farmi compagnia, il sole del mattino a cuocermi il viso, mi sono spinta fino all'argine vagabondando come facevo da piccola, solo che ero a piedi anziché in bici. Sarebbe bello tornare anche in bici. Chissà . Potremmo anche andare fino al ponte che hanno fatto da poco ed esplorare la zona, tra i fiori e gli stagni per le rane. Vedremo.
Non so se la mia maestra delle elementari avesse qualche anomala preferenza o semplicemente il programma ministeriale del 1992 fosse macabro di suo, ma nel mio quaderno delle poesie si nota un tema ricorrente ×_×
Non mi stupisco che le uniche meritevoli di disegno fossero quelle a tema "uccellini" (tranne "passero solitario", che aveva un commento che sostanzialmente era un monito a non studiare troppo altrimenti saremmo diventati curvi e tristi come Leopardi) e comunque anche loro rischiavano la trucidazione u_u
Mi piace che i miei uccellini facessero anche "gra", dato che "gracidavano" XD
Il Valentino invece è della mia compagna Francesca R., di cui riconosco perfettamente lo stile perché abbiamo redatto un giornalino a fumetti per la nostra classe per tutto l'ultimo anno, insieme a Rossella S. e Elisa M. e qualche altra comparsata occasionale da chi frequentava il doposcuola con noi. La Notizia, con ricette, curiosità , barzellette, indovinelli e tre serie di fumetti. Rigorosamente in bianco e nero per ragioni logistiche, ovvero le fotocopie negli uffici dei relativi genitori di turno non consentivano altre scelte. Però le nostre copie poi le coloravamo insieme.
Bei tempi.
sogni dallo scorso secolo
Questa sera ho fatto un tuffo nei ricordi del secolo scorso, in versione illustrata. Da piccola, specialmente negli anni delle medie e delle superiori, facevo schizzi e scarabocchi ovunque, copiavo un sacco di cose e riempivo pagine e fogli sparpagliati di disegni più o meno sensati e generalmente lasciati a metà . Qualcuno l'ho usato per decorare le carpette in cui tenevo gli appunti all'università , riciclando le tavole di disegno tecnico delle superiori, ma negli anni ne ho ovviamente buttati un sacco perso le tracce nel maremagno delle mie scartoffie in cui si annega ora la mia frustrazione in sede di trasloco u_u
Alcuni li avevo conservati in un quadernone insieme ai compiti delle medie riusciti meglio e stasera ho fatto un paio di foto ricordo, prima di rimetterli via per qualche altro decennio. Dietro alle tavole delle medie la prof ci faceva mettere anche le spiegazioni e in quella dell'aquila sul mare, che ricordo di aver portato anche all'esame di terza media per "parlare di me", c'è scritto: "26-05-1996 ARG. Un sogno, TEC. past. temp. RIF. PERS. Sogno di poter volare come un'aquila assaporando la libertà e librandomi in un cielo terso su un mare simbolo della purezza e del movimento".
Ecco, l’adolescenza ormai è andata da un pezzo, però l’immaginario onirico è rimasto lo stesso e mi ritrovo anche oggi a sognare di assaporare la libertà e di librarmi nel cielo terso... mi accontenterei anche solo di avere di nuovo un po’ di tempo da dedicare al disegno *_*Â
Chissà tra altri 25 anni cosa tirerò fuori dai miei quadernoni...