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✅Craig Wright Claims Satoshi Nakamoto Name Was Inspired By Adam Smith✅
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Craig Wright Hapis Cezası Aldı Bitcoin’in Mucidi Olduğunu İddia Eden Kişi, Mahkeme Kararına İtaatsizlikten Suçlu Bulundu Bitcoin’in mucidi olduğunu yanlış bir şekilde iddia eden bir bilgi...
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Ancora sconosciuto l'inventore dei Bitcoin
C’è una nuova ipotesi sull’identità dell’inventore di Bitcoin. In un documentario si dice che dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto ci sarebbe uno sviluppatore canadese, che però nega. Martedì è uscito negli Stati Uniti Money Electric: The Bitcoin Mystery, un documentario prodotto da HBO e dedicato alla storia di Bitcoin, la criptovaluta più diffusa e utilizzata al mondo, e al mistero che da anni circonda Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo usato dalla persona (o dal gruppo di persone) che la creò quindici anni fa. La tesi del regista del documentario, Cullen Hoback, è che Nakamoto sia in realtà Peter Todd, uno sviluppatore di software canadese che nel 2009, quando Bitcoin fu usata per la prima volta, aveva 23 anni e frequentava ancora l’università. L’ipotesi di Hobacksta generando un certo interesse, anche perché da quindici anni la questione della vera identità di Nakamoto viene trattata ciclicamente da riviste, giornali e appassionati di criptovalute. Todd comunque ha detto di non essere lui. Todd è una persona conosciuta nell’ambiente delle criptovalute sin da quando nacquero i primissimi forum di discussione sul tema, quindici anni fa, ed è considerato uno dei più importanti bitcoiner al mondo. Tuttavia, finora il suo nome non era mai stato accostato a quello di Nakamoto. Per esempio, prima dell’uscita del documentario, gli utenti di Polymarket – un sito di azzardo basato sulle criptovalute – hanno scommesso più di 40 milioni di dollari sulla persona che Hoback avrebbe identificato come Nakamoto nel suo documentario, senza però inserire il nome di Todd nella lista dei papabili. Hoback non ha fondato la sua argomentazione su prove certe e incontrovertibili, ma su una serie di coincidenze che a suo dire dimostrerebbero che Todd e Nakamoto siano in realtà la stessa persona. Si tratta principalmente di post che Todd pubblicò nel 2010, un anno dopo la creazione della criptovaluta, sui primissimi forum di discussione dedicati ai Bitcoin, come per esempio BitcoinTalk, a cui partecipava spesso anche il “vero” Nakamoto con il suo account personale.
Una statua dedicata a Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo utilizzato dall'inventore di Bitcoin, a Budapest, in Ungheria In quelle discussioni Todd dimostrava di avere un’ottima conoscenza dei concetti alla base di Bitcoin, come per esempio la blockchain. Ai tempi i bitcoin erano recentissimi, e secondo Hoback solo una persona che aveva partecipato attivamente alla loro creazione poteva avere una conoscenza dell’argomento pari a quella di Todd. Altri elementi evidenziati da Hoback sono un vecchio curriculum in cui Todd sosteneva di conoscere C++, il linguaggio di programmazione utilizzato per scrivere il codice originale di Bitcoin, e delle somiglianze tra il suo stile di scrittura e quello di Nakamoto. Tuttavia, la prova che Hoback definisce «la sua pistola fumante» (ossia quella più schiacciante) è una discussione del 2010 in cui Todd rispondeva a un post di Nakamoto in modo preciso ed estremamente informato, quasi come se fosse una prosecuzione del suo pensiero. Secondo Hoback, in quell’occasione Todd avrebbe compiuto un errore, pubblicando la risposta col proprio account personale nella convinzione di stare utilizzando l’account di Nakamoto. In una parte del documentario Hoback intervista Todd per chiedergli di chiarire quella coincidenza, ma non ottiene una risposta. Il giornalista del New York Times Kevin Roose ha scritto che, sebbene le prove presentate da Hoback non possano essere definite incontrovertibili, risultano comunque «abbastanza convincenti per sostenere l’ipotesi che Todd sia stato, come minimo, coinvolto nella creazione di Bitcoin». Todd ha negato di essere Nakamoto, e ha criticato Hoback accusandolo di aver messo in pericolo la sua incolumità. «Dire falsamente che le persone comuni di normale ricchezza come me siano straordinariamente ricche le espone al rischio di minacce, furti e rapimenti», ha detto Todd in un’email inviata al Washington Post. Ha aggiunto anche che, dal suo punto di vista, farsi troppe domande sull’identità di Nakamoto «è stupido e pericoloso», dato che «Satoshi voleva mantenere l’anonimato, e per delle buone ragioni». Todd non è la prima persona a cui è stata attribuita l’identità di Nakamoto. Nel 2016 per esempio Craig Wright, un 45enne australiano che si occupava di sicurezza informatica, rivendicò di essere l’inventore di Bitcoin mostrando email e documenti a sostegno e utilizzando davanti ai giornalisti dell’Economist e della BBC le chiavi crittografiche utilizzate soltanto da Nakamoto. Poi cambiò idea e ritirò tutto. https://www.youtube.com/watch?v=iSF0KGsFuI8 Read the full article
Si infittisce il mistero sul fondatore dei Bitcoin
Craig Wright ammette di non essere Satoshi e rilascia un disclaimer sul suo sito web. La Crypto Open Patent Alliance ha accusato Wright di falsificazione in tribunale affermando che "ha inventato un'intera storia biografica". Il 16 Luglio Craig Wright ha pubblicato un disclaimer legale sulla home page del suo sito web, affermando con forza di non essere il creatore pseudonimo di Bitcoin, Satoshi Nakamoto. Il disclaimer citava la recente sentenza dell'Alta Corte di Giustizia del Regno Unito e indirizzava il traffico del sito web alla sintesi dei risultati presentati dalla Crypto Open Patent Alliance (COPA), un consorzio di sviluppatori, exchange e progetti costituito per promuovere l'innovazione e facilitare un ambiente open-source nel settore delle crypto. Forse le parti più significative del disclaimer sono il primo e il secondo punto, in cui si ammette che Wright non è l'autore del white paper di Bitcoin e che l'informatico non detiene il copyright della tecnologia descritta nel white paper.
Il disclaimer legale presente sul sito web di Wright. Fonte: Craig Wright Crypto Open Patent Alliance vs Craig Wright Nel 2023, Wright ha citato in giudizio diversi sviluppatori Bitcoin, sostenendo che avessero violato il copyright su alcune delle tecnologie alla base del distributed ledger system e rivendicato i diritti sul database Bitcoin. È dal 2016 che Wright sostiene di essere il famoso e pseudonimo creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto. La battaglia legale ha raggiunto il culmine nel 2024, quando la Crypto Open Patent Alliance ha presentato oltre 50 prove che smontavano le affermazioni di Wright. Durante il processo, la COPA ha chiamato a testimoniare esperti forensi e analisti onchain che hanno dimostrato come Wright abbia prodotto una serie di elaborati falsi e metadati che mostravano segni di manomissione. Alla fine, il giudice James Mellor ha convenuto che le argomentazioni della COPA dimostravano che il creatore di un sistema altamente tecnico come quello del Bitcoin non avrebbe commesso gli errori di negligenza riscontrati nelle falsificazioni e nei metadati distorti di Wright, stabilendo definitivamente che Wright non era Satoshi. Inoltre, recentemente, la Corte Suprema del Regno Unito ha congelato i beni di Wright per aiutare il podcaster Peter McCormack a recuperare 2 milioni di dollari in spese legali sostenute per difendersi dalla causa per diffamazione intentata da Wright nel 2019. Tuttavia, i problemi legali di Wright potrebbero non essere ancora finiti. In seguito alla sentenza dell'Alta Corte del Regno Unito, il giudice Mellor ha raccomandato che Wright sia indagato dal Crown Prosecution Service per falsa testimonianza. Read the full article