Non sostengo i cosiddetti motivatori perché solitamente l’unica cosa che “motivano” è un ego spropositato. Tuttavia sono incappata su questo video dove il coach fa un bella similitudine tra il diamante e la volontà, senza tralasciare i muri e la necessaria resa della personalità e del controllo.
Ciò si sposa perfettamente con la “compressione” che l’evoluzione interiore richiede. Ovvero l’accettazione di sovrabbondanza di un determinato stato di coscienza tramite l’osservazione di sé. Attraverso la gestione consapevole di questo stato ci si apre al successivo.
Nessuno emerge dal fango senza VEDERE di che cosa è fatto (ciò non ha nulla a che vedere con la psicanalisi, per praticare l’autoconsapevolezza basta avere la volontà e l’intenzione di guardarsi per ciò che si agisce e che si pensa).
(Lui si chiama Eric Thomas)

















