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Tira aria di Cloud Atlas da Rick Owens: la sua donna, un po’ dea e un po’ guerriera, è infatti vestita con gli scarti della società moderna.
Frange sottili e panneggi, le permettono di fluttuare tra il tempo e lo spazio, mentre i molteplici strati in tessuti strutturati come il neoprene, lucidi ed impermeabili le garantiscono resistenza, oltre ogni misura e circostanza.
Oltre ad elementi utili come la borsa-marsupio, lo stilista statunitense mantiene anche alcuni elementi di femminilità come le mini, i microtop e gli abiti da sera in fintapelle traforata.
I tessuti tecnici sono anche il punto di forza della collezione primavera/estate 2019 di Unravel, che li preferisce elasticizzati e fascianti, in pieno stile sportivo.
Si tratta di tagli, inserti e trasparenze che danno un gusto nuovo al vestire. Una linea di abiti sportivi che Ben Taverniti unisce ad altri tessuti, come il denim, per rendere nuovo lo stile casual e rendere più femminile, variegato ed unico l’athleisure.
Si può dire che sia quasi dello stesso avviso Sonia Rykiel, che invece predilige soprattutto, come sempre, la maglieria. I tagli sono dunque semplici ma la palette e il range di lavorazioni utilizzate è piuttosto vario.
Contando sulla tecnica del colour-blocking, il marchio francese, il cui team creativo è ora guidato da Julie de Libran, si gioca quasi tutto con le righe marinière, che utilizza soprattutto per ammantare i vestiti.
L’azienda ha subito il colpo nel 2016, quando Sonia Flis, la stilista storica nonché fondatrice, è deceduta, portando con sé anche il suo estro.
Ma la scorsa estate, i vertici ne riorganizzano l’assetto, per dare vita a una linea donna sensuale e delicatamente provocatoria, così come suggeriscono frange e mesh.
Un omaggio all’eredità del brand, che si riflette nelle grafiche artsy, nei tessuti leggeri e scivolati, nel pizzo, nel mix & match di tessiture e trame, e in una femminilità che è di gusto boho, quasi etnico.
Anche Vera Wang utilizza il pizzo e le trasparenze, per mostrare una collezione primavera/estate 2019 carica di eredità.
Quella della sua terra, l’Oriente, fatta di lunghezze maxi e maniche dai grandi volumi.
I suoi capi da goth-geisha, super-eleganti e sensuali, si ammantano di sbuffi, trafori e ricami , che ricordano quelli delle armature dei samurai.
Sofisticata ma senza pretese anche la tavolozza grafica, tutta incentrata sui toni del nero, bianco e avorio.
Ed è incentrato sui grandi volumi anche lo show Schiaparelli.
Il marchio storico del fashion, tornato alla ribalta negli ultimi anni, celebra l’amicizia tra Elsa Schiaparelli e Man Ray.
Un connubbio che vede la reintepretazione di alcuni capi iconici come la jumpsuit dal noto rosa vibrante e i pantaloni alla turca, trend di inizio Novecento.
Si reintepretano le forme e i capi anche da Sacai, marchio giapponese che, forte dell’eredità del suo Paese, mescola sia i riferimenti culturali che i simboli di genere.
Chitose Abe adora giocare con i colori, che unisce in righe e colour-blocking, plissettature e fettucce. Ogni capo è pertanto una destrutturazione o una rivisitazione dello stesso ma anche un unione di più capi, come quando dà vita al blazer bicolor asimmetrico.
A fargli buon gioco sono i tessuti fluttuanti, che decide di schizzare come una tela, o di mescolare ad altre texture, a cui unire capi sportivi come il gilet coi tasconi ed il bomber.
Thom Browne si fa beffe dell’estate. Per questa ragione, avvolge i suoi bikini di lustrini e ci offre una versione pseudo-edulcorata (ma anche un po’ inquietante) della vita da spiaggia, tramite i suoi paltò patchwork.
Potremmo ipotizzare che lo stilista inglese stia riflettendo sul mondo che sta cambiando. Un mondo dalla moralità complessa, spesso corrotta, all’interno di un ecosistema che sta annaspando.
Forse il suo è un tentativo di puntare scherzosamente al riuso, quando trasforma le sue modelle in una creatura a metà tra mostro e pupazzo.
La sua collezione gioca con i simboli, le attrattive, e sfilaccia le stoffe per raccontare di una realtà fatta di plastica, in senso reale e metaforico.
Ecco perché la sua donna esce da un bozzolo e si ammanta di frizzi e lazzi; un’allegra mistura di colori, pattern, materiali e riferimenti culturali che la costringono.
Il finale è dei gemelli di Shining o degli Humpa Lumpa, gli unici uomini a essere presenti durante il fashion show.

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“Red Alert: Red, White and Blue”
© EricBrazier.com