Per la primavera/estate 2019, Comme des Garçons non rinuncia ai volumi over a cui ci ha abituati, realizzando una sorta di collezione inclusiva che vuole giocare con le forme. In tutti i sensi.
Protagonista della sfilata è il nero assoluto, talvolta arricchito da lustrini talaltra dalla lavorazione jacquard.
Come sempre, nel caso del brand giapponese di Rei Kawakubo, i capi ricreano la silhouette, la costruiscono o la destrutturano, come testimonia il due pezzi furry a mò di uovo.
Le poche pennellate di colore sono rappresentate dal bianco e dal grigio fumo, e da un’overalls tatuata pensata per (ri)scrivere anche la pelle delle modelle.
Stampe grafiche, sfilacciature, catene e maxi nodi accompagnano tessuti lucidi e più sportivi, come il cappotto in matelassé che forma un alveare.
La donna Comme des Garçons è un bocciolo o un frutto che si apre, lasciando intravedere i suoi strati sottostanti, o per meglio dire, i suoi bagagli.
Protagonista della sfilata è il capospalla, che ancora una volta viene rivisto e rimaneggiato per trasformarsi da solo in un outfit, autonomo e completo.
Anche Joseph preferisce agire sulle forme, tramite una galleria di immagini che mira a valorizzare la materia prima, grazie a linee semplici e giochi di luce e ombra.
L’azienda by Joseph Ettedgui di stanza a Londra, predilige dunque materiali dal feel morbido e dal look lucente, come la seta e la pelle.
La tavolozza rimane anch’essa semplice, tant’è che si articola sulle nuance della natura. A costruire le curve ci pensano balze, finti doppi strati, tessuti fascianti, plissettature ed arricciature.
Chanel fa sfilare le sue donne a piedi nudi su una spiaggia da effetto ottico proprio nel Grand Palais: nessun altro miglior contrasto con i tailleurini delle rich bitch.
Ma questa volta, per appetere le Millennials, la nota casa di moda francese non usa solo il maxi lettering verticale sulle collane e i mini marsupi. Decide, infatti, anche di abbinare il pantalone capri ed il crop top alla giacca lunga e ai guanti da amante della velocità.
Accorcia loro la gonna, offrendo un secondo strato sotto lo spacco, allarga ed accorcia i pantaloni rendendoli coulotte, trasforma il famigerato bouclé in una tunica, in un gilet-life vest, (da abbinare alla camicia oversize a quadri), e persino in un prendisole.
E infine dice a tutti che, per l’anno prossimo, le borse da portare saranno due. Incrociate. Un po’ come quando si è in aeroporto e tocca caricare solo il bagaglio a mano.
Perché la donna di Karl Lagerfeld sarà anche la classica borghese degli anni Novanta, ma ricordate che è giovane e punta alla vita da spiaggia pratica e intelligente.
Infatti tra un puntatina sotto l’ombrellone con i sabot trasparenti e un bagno a mare con la clutch imbottita, il direttore creativo della doppia ci, destruttura il tessuto più famoso al mondo creando righe sottili, mélange e micrografiche anni Settanta, come il taglio di alcuni capi.
Con il colour-blocking ci abbina la micro-mini in finta pelle e il denim ricamato. Ma anche il knitwear e l’abito da sera con lustrini e trasparenze.
Kenzo non si smentisce, infatti anche quest’anno vira sul colore, che si esplica soprattutto in micrografiche e grafiche animalier.
La maison francese si libera però delle misure XXL, per avvicinarsi, con garbo e sensualità, a tessuti fascianti ed avvolgenti, come il pizzo e la maglia.
Eppure, guardando più da vicino, utilizzando stoffe rilucenti, trasparenze e pattern a contrasto, gioca ancora una volta sulla logica degli strati.
In più con tagli asimmetrici, rouches, maniche a sbuffo, guanti lunghi ipercolorati e sovrapposizioni reinterpreta il concetto di classe ma non di genere.
Infatti è con gli stessi principi che ammoderna anche il daywear per l’uomo, che sfila immediatamente dopo la collezione femminile.
Pur utilizzando quasi gli stessi motivi e quasi la stessa palette di colori fluo e basic, in questo caso, la parola d’ordine è morbidezza.