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Pentagono: âEbola si diffonde per via aerea in climi freddiâ
CON LO SCENDERE DELLE TEMPERATURE, I FILOVIRUS DIVENTANO STABILI IN AEROSOL
Due ricerche â ecco i documenti in basso â dellâesercito americano stanno terrorizzando chi si occupa del contagio: Ebola può diffondersi per via aerea con temperature fresche e asciutte.
Un clima rarissimo in Africa occidentale, ma tipico della stagione autunnale americana ed europea.
Questo rende Ebola una âgrave minacciaâ per la popolazione occidentale, secondo due studi effettuati da parte di scienziati dellâesercito americano.
Dopo aver esposto al âcontagio aereoâ con successo delle scimmie, che âha causato una malattia rapidamente fatale in 4-5 giorni,â gli scienziati dello US Army Medical Research Institute sulle Malattie Infettive (USAMRIID) hanno concluso che Ebola può diffondersi attraverso lâaria, ma probabilmente non in Africa Equatoriale perchĂŠ la regione è troppo calda, con temperature che raramente scendono sotto i 18°C.
PER CAPIRE COSA SI INTENDE CON DIFFUSIONE âPER VIA AEREAâ, LEGGETE QUESTA SELEZIONE DI ARTICOLI DI VOX
âAbbiamo dimostrato la possibilitĂ della trasmissione aerosol del virus Ebola a basse temperature e umiditĂ rispetto a quelle normalmente presenti nellâAfrica sub-saharianaâ.
Lo si può leggere nello studio del 1995 intitolato Lethal Experimental Infections of Rhesus Monkeys by Aerosolized Ebola Virus.
âLa sensibilitĂ di Ebola alle alte temperature e allâumiditĂ in ambienti come paglia, fango e capanne condivise da parte di familiari infetti nel Sudan meridionale e nel nord Zaire potrebbe essere stato un fattore limitante alla trasmissione aerosol del virus Ebola nelle epidemie africane.â
âSia lâelevata temperatura che lâumiditĂ hanno dimostrato di ridurre la stabilitĂ in aerosol del virusâ
Lo studio affronta anche lâepidemia di Ebola del 1989 scoppiata in un impianto di quarantena di primati a Reston, in Virginia.
Nellâoccasione, Â il virus si diffuse rapidamente tra le camere non collegate.
âMentre le infezioni in gabbie adiacenti possono essersi verificate attraverso il contatto delle gocce, infezioni in gabbie lontane suggeriscono una trasmissione aerosol,â lo studio ha aggiunto.
E âinteressante notare che questo focolaio è avvenuto nel dicembre 1989 , quando le temperature a Reston erano di solito sotto lo zero , ed è improbabile che la temperatura interna nel vasto impianto di quarantena fosse molto piĂš elevata.
Uno studio piĂš recente, del 2012, anche questo dello USAMRIID, che ha esposto le scimmie a un filovirus disperso nellâaria simile a Ebola, ha raggiunto una conclusione simile allo studio del 1995.
âNon câè una forte evidenza di trasmissione secondaria per via aerosol in focolai di Filovirus africani; tuttavia, la trasmissione aerosol sembra essere possibile e può verificarsi in condizioni di bassa temperatura e umiditĂ , che non possono essere fattori nei focolai in climi piĂš caldiâ.
Lo studio è il seguente:  A Characterization of Aerosolized Sudan Virus Infection in African Green Monkeys, Cynomologus Macaques and Rhesus Macaques
Lo studio ha rilevato che, in condizioni di temperatura autunnali, i filovirus, che comprendono Ebola e il virus del Sudan utilizzato in questo studio particolare, hanno stabilitĂ in forma di aerosol paragonabile allâinfluenza.
âFilovirus in forma di aerosol sono pertanto considerati una possibile, grave minaccia per la salute e la sicurezza dei cittadiniâ, ha aggiunto lo studio.
E il Pentagono ha preso cosÏ sul serio la minaccia, da avere organizzato un seminario Filovirus Medical Countermeasures Workshop e contromisure mediche nei propri laboratori di ricerca.
 VoxNews

















