Preferiti 2013 in ordine sparso (1/2)
Queens Of The Stone Age - ...Like Clockwork
Sesto album per la band di Palm Desert che forti di importanti collaborazioni (Elton John, Trent Reznor e gli immancabili Lanegan e Grohl) e una nuova e formazione, ci regalano dieci tracce curatissime tra ballate trasognanti, cavalcate frenetiche e slanci blues che danno vita ad un piccolo capolavoro, che li riporta di diritto ai vertici del rock contemporaneo.
"Non amo riflettere troppo, preferisco correre" - JMH
---> QOTSA - If I Had A Tail
Blue Willa - Blue Willa
Dapprima i Baby Blue, ora, dopo l'incontro con Carla Bozulich in veste di produttore, danno vita ai Blue Willa, come l'omonimo album che è un connubio di sperimentazione e ritmi imprevedibili di puro punk-rock, dove su tutto spicca la bellissima voce di Serena Altavilla, che con i suoi tre compagni, vi trascinerà nell'abisso delle undici tracce in scaletta.
---> Blue Willa - Tambourine
The Black Angels - Indigo meadow
Album ibrido per il quartetto di Austin che ci propone delle sonorità molto più rock che sembrano trovarsi nel mezzo tra lavori precedenti, ossia “Directions To See A Ghost” dalla trama scura e oppressiva e il più estroverso "Phosphene Dream". Attitudine e tradizione classica che si incontra con il moderno, una prova che rende questo uno dei lavori migliori e convincenti della band.
---> TBA - Holland
Arctic Monkeys - AM
Quinta fatica per il gruppo di Sheffield che delinea una svolta, già pregustata con il precedente "Suck It And See". Dai ritmi sfrenati e giovanili tipici dei loro primi lavori si sostituiscono canzoni più lente, ponderate, il tutto sicuramente meno easy listening, componente che farà storcere il naso ai fan più tradizionalisti, ma a guadagnare è il sound. Sound che riporta a echi di sabbathiana memoria, lampanti tributi ai Velvet Undergound, intervallati da tracce dai ritmi sostenuti facendoci capire che ricordano benissimo da dove provengono. Forse grazie alla parentesi californiana, forse grazie allo zampino di quella vecchia volpe di Josh Homme,forse... A dir la verità non saprei, so solo che suona gran bene.
---> Arctic Monkeys - Why'd You Only Call Me When You're High?
Kurt Vile – Wakin’ on a pretty daze
70 minuti che si passano come galleggiando facendosi trasportare dalla corrente. Album molto omogeneo senza divagazioni; tra rock e psichedelia, un perfetto compagno per i momenti di riflessione.
---> Kurt Vile - KV Crimes














