Stamattina ho aiutato PapàPi' a raccogliere le carrubbe. Per chi non lo sapesse, le carrubbe crescono sugli alberi: sono i frutti dell'albero di carrubbo, hanno una forma allungata, sono di colore marrone e, per raccoglierle, bisogna che prima si stendano dei teli sotto gli alberi, che poi si facciano cadere con delle canne e che, per ultimo, si buttino dentro dei contenitori, siano essi rimorchi, ceste, sacchi o le vostre tasche. Insomma, sono andata ad aiutare papà a fare 'ste cose. Quando ero piccola ci andavo col Nonno. Ci vestivamo male, un po' perché erano gli anni Novanta e un po' perché tanto si andava per campi, e partivamo. Nonno mi pagava a 'cruedde' che, sempre per chi non lo sapesse, sono delle vasche dai colori freddi, ché vanno adoperate in Autunno. La tariffa era di 1500 Lire ognuna, arrotondate per eccesso nel caso in cui c'erano spiccioli. Avrò avuto si e no otto anni e un po' e, a Settembre, sapevo di dover fare questo. Tutti sapevamo che il mio contributo sarebbe stato praticamente irrisorio, come fare pipì nell'Oceano, però, ogni anno, col sole o con la pioggia, ricchi o poveri, coi capelli lunghi o coi capelli corti, Nonno veniva e mi diceva 'Allora, ci sei quest'anno per raccogliere le carubbe?' e io rispondevo che 'Sì, ma tu quanto mi paghi?'. E la cosa finiva lì. Ogni sera andavo a prendermi quello che avevo guadagnato e tornavo a casa, stanca e fiera e anche col sorrissino un po' malefico di chi sa di aver fatto un vero affarone. Oggi il Nonno non c'era perché non c'è proprio più, lui. E non è che morto un Nonno se ne fa un altro. Morto un Nonno, ci si ferma a pensare, a distanza di 14 anni, a quanto si è guadagnato. E io ho capito che quei soldi erano la condivisione del Tempo, quello mio e quello suo, e che oggi il loro valore non è nemmeno vagamente quantificabile. Perché se non fosse stato per lui, non avrei mai capito il valore che ha ciò che fai con la tua Famiglia, dentro la tua Famiglia, per la tua Famiglia. E di questi tempi, questi tempi così frenetici e lussuosi, così pieni di velleità, di cose superflue che suonano e disturbano la nostra vita ogni momento, potermi ancora sporcare le mani di terra bagnata lo considero un privilegio. Un privilegio e una grande lezione.












