Mi strappavo gli occhi come Edipo
Quando non sapevo come dirlo
Il muro che colpivo
Sporco come la lama di Caino
Mi ha ucciso
La persona per cui avrei ucciso
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Mi strappavo gli occhi come Edipo
Quando non sapevo come dirlo
Il muro che colpivo
Sporco come la lama di Caino
Mi ha ucciso
La persona per cui avrei ucciso

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Sarebbero morti di fame e di sete, erano su gommone alla deriva. Il drammatico racconto degli operatori
Due bambini morti di fame e di sete, sbarcati a Lampedusa, quanti altri fanno la stessa fine ogni giorno, quanti annegano in mare, quanti muoiono colpiti da bombe o dai fucili degli eserciti russo e israeliano …
Colpa di Putin, colpa di Netanyahu, colpa di Piantedosi e della Meloni che sono restii ad inviare la Guardia Costiera e combattono le Ong e le associazioni umanitarie; ma nessuno interroga se stesso, nessuno si prende la responsabilità per queste morti.
Come Caino diciamo: “Sono forse io il custode di mio fratello?”, queste sono le parole di un assassino, di chi ha appena ucciso il proprio fratello, di chi per primo ha ucciso un uomo; ma risuonano dentro ciascuno di noi, che stando a guardare diventiamo complici di queste morti
La storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui.
J. Saramago, Caino (2009)
Manwhore Clown Demons.
And a banana.
What, did you expect me to anthro the banana? Don't be silly.
Blueprint is best boy.
Non solo dal bene nasce il bene, ma anche dal male può nascere il bene.

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Quando il dialogo finisce, quando la parola muore, la violenza irrompe.
Abele non si muove. Non fa niente per consolare il fratello, né niente per divertirlo, per calmarlo.
Lui, che è responsabile della prostrazione di Caino, non fa niente per aiutarlo. Non si duole di niente, non dice niente. È semplicemente assente, sta lì, senza esserci realmente.
Sogna senza dubbio mondi migliori, cose sacre. Caino gli parla e lui non ascolta. O ascolta, ma non sente.
Ecco in che cosa Abele è colpevole. Di fronte alla sofferenza, di fronte alla solitudine, nessuno ha il diritto di nascondersi, di non vedere. Di fronte all'ingiustizia, nessuno deve voltarsi dall'altra parte.
Chi soffre ha la precedenza su tutto. La sua sofferenza gli dà un diritto di priorità su di voi.
Quando qualcuno piange e questo qualcuno non siete voi ha dei diritti su di voi, anche se il suo dolore gli è inflitto dal vostro Dio comune.
Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambe due molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono.
Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome.
Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto.
Abele rispose: «Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima».
«Ora so che mi hai perdonato davvero» disse Caino «perché dimenticare è perdonare».