Mmmmm... #TheBrokenTruck #Blend3 #deGardeBrewing #Brewery #TinBucket #ORBeer #CraftBeer (at De Garde Brewing)
seen from Maldives
seen from Brazil

seen from Malaysia
seen from Germany

seen from United Kingdom

seen from Poland
seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Netherlands
seen from Netherlands
seen from Netherlands
seen from Netherlands
seen from Mexico

seen from Ukraine
seen from China
Mmmmm... #TheBrokenTruck #Blend3 #deGardeBrewing #Brewery #TinBucket #ORBeer #CraftBeer (at De Garde Brewing)

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
ANDREA GROSSI BLEND3. Come ama spesso ricordare Riccardo Cigolotti, “l’improvvisazione non si improvvisa” e stasera hanno improvvisato, per “Taste of Jazz” la rassegna gastronomico-musicale di Novara Jazz all’Opificio, Andrea Grossi con il suo “Blend3”,ovvero Manuel Caliumi al sax alto, Andrea Grossi al contrabbasso e Michele Bonifati alla chitarra elettrica. Vale la pena spendere due parole proprio sull’improvvisazione. Vittorio Gassman diceva che l’attore è colui che finge di fingere, potremmo dire quindi che anche i jazzisti fingono di improvvisare. È evidente che dietro ogni improvvisazione sta in realtà una preparazione tecnica, una “appercezione” della musica e del ritmo, per usare un termine filosofico di origine leibniziana, che va molto oltre lo spontaneismo. Basta guardarli questi tre giovani musicisti, molto “blend” come suggerisce il nome del gruppo, dove la “mescola” è fatta di grande affiatamento, passione, originalità. Dalla chitarra elettrica di Michele Bonifati sembrano uscire le sonorità dei mai dimenticati Tangerine Dream che vanno a planare sugli echi,fin quasi mahleriani, del contrabbasso di Andrea Grossi, con il sax di Manuel Caliumi a giocare il ruolo del battitore “free”. Un unico pezzo magnificamente orchestrato che alterna momenti intimistici a scorribande ritmiche, pur mancando nel gruppo un percussionista e quindi ancora più notevole. Davvero un gran bel concerto, ascoltato nella solita impeccabile indifferenza dei commensali; per fortuna che, come dice una mia amica, possiedo questa innata capacità di “assentarmi dal mondo”. A farmi compagnia, questa volta c’erano questi giovani e promettenti musicisti.