Re delle cose, autor del mondo, arcana
   Malvagità , sommo potere e somma
   Intelligenza, eterno
   Dator de’ mali e reggitor del moto,
io non so se questo ti faccia felice, ma mira e godi, contemplando eterno.
Natura è come un bambino che disfa subito il fatto.
Vecchiezza. Noia di passioni piene di dolore e disperazione: amore.
   Te con diversi nomi il volgo appella
   Fato, Natura e Dio.
Taccio le tempeste, le pesti, tuoi doni; ché altro non sai donare.
Tu dà i gli ardori e i ghiacci.
E il mondo delira cercando nuovi ordini e leggi e spera perfezione.
Ma l’opra tua rimane immutabile, perché natura dell’uomo sempre regneranno
’ardimento e l’inganno, e la sincerità e la modestia resteranno indietro,
e la fortuna sarà nemica al valore, e il merito non sarà buono a farsi largo,
e il giusto e il debole sarà oppresso.
Vivi, Arimane, e trionfi; e sempre trionferai.
Invidia degli antichi attribuita agli dèi verso gli uomini.
Perché, dio del male, hai tu posto nella vita qualche
apparenza di piacere? l’amore?... per travagliarci col desiderio,
col confronto degli altri e del tempo nostro passato?
Io non so se tu ami le lodi o le bestemmie. Tua lode sarà il pianto, testimone del nostro patire.
   Pianto da me per certo
   Tu non avrai: ben mille volte
dal mio labbro il tuo nome maledetto sarà .
Mai io non mi rassegnerò.
Se mai grazia fu chiesta ad Arimane, concedimi ch’io non passi il settimo lustro.
Io sono stato, vivendo, il tuo maggior predicatore, l’apostolo della tua religione.
Ricompensami. Non ti chiedo nessuno di quelli che il mondo chiama beni: ti chiedo
quello che è creduto il massimo de’ mali, la morte (non ti chiedo ricchezze,
non amore, sola causa degna di vivere).Â
non posso più della vita.
Giacomo Leopardi, Ad Arimane (1835)