▹ 𝐩𝐚𝐢𝐫𝐢𝐧𝐠: Lust!Sans x Fem!Reader
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Lust era già da qualche minuto che si guardava nello specchio del camerino, con la cassa toracica in bella mostra. Non sapevi bene cosa volesse sistemarsi, a te pareva che andasse benissimo già così. D'un tratto fece illuminare di colpo i suoi occhi, abbozzando un piccolo ghigno, per poi farli tornare normali in un lampo e facendo sparire anche quel sorriso. Notasti che guardò il tuo riflesso nello specchio, eri seduta su un morbido e peloso pouf bianco dietro di lui. C'eravate solo voi due, lui faceva entrare soltanto te nel suo camerino, prima di uno spettacolo.
《Ti deve piacere molto quella maglia, mh?》
Esordì lo scheletro. Tu ti guardasti: indossavi un semplice maglione oversized di un rosa pastello piuttosto chiaro le cui larghe maniche ti superavano di poco i gomiti. Era abbastanza scollato ma sotto ci avevi abbinato una maglietta beige a maniche lunghe che contribuiva a nascondere ancora di più il tuo corpo. Eri letteralmente il contrario di Lust, pensasti.
《Era la stessa che indossavi anche quella sera...》
Il tuo sguardo si fece a dir poco confuso.
《La prima volta che ci siamo incontrati!》
Realizzasti poco dopo a cosa si riferisse e non riuscisti a non arrossire per la vergogna al solo pensiero.
《Ah, ti prego, non me lo ricordare... è stato così imbarazzante...》
Mormorasti mentre ti torturavi le maniche di quel maglione. Una domanda però ti sorse spontanea.
《...aspetta, ma come fai a-》
《Tesoro, eri l'unica che poteva entrare in uno strip club con un maglione del genere. Sembra più una coperta che un vestito!》
Ridacchiasti e anche lui sorrise divertito, girando per un attimo la testa verso di te.
《Sì, in effetti hai ragione, però... non so, mi fa sentire bene stare qui dentro... mi fa stare bene nascondermi...》
Mormorasti, spostando lo sguardo verso un punto indefinito del pavimento, con uno strano sorriso sulle labbra. Un sorriso un po' malinconico forse, per quella tua sensazione così in contrasto con il pensiero comune del tuo universo. Lust si limitò a guardarti attraverso lo specchio, con lo sguardo di chi sapeva cosa volesse dire.
《Hai ragione, dovrebbero guardare solo chi vuole essere guardato...》
Da fuori si iniziò a sentire la musica del palco partire e alzarsi pian piano sempre di più, riempiendo tutto il locale. Lust fece comparire in un attimo, da sotto le sue costole, una strana sostanza rosa semi-rigida che si estendeva fin dentro i suoi pantaloni, imitando un corpo umano. Si allargò un po' l'elastico dei pantaloni e guardò all'interno, da dove fuoriusciva un piccolo bagliore, per poi risistemarsi.
《...come me, per esempio~!》
Si voltò in modo teatrale, con un largo sorriso stampato in volto. Non era il suo naturale sorriso, lo conoscevi ormai, era semplicemente già entrato nelle vesti dell'attore. In un attimo si era già messo di nuovo la sua canottiera corta e il suo lungo gilet. A quel punto ti alzasti e gli sorridesti.
Si avvicinò a te mettendoti una mano sulla spalla prima che potessi fare qualsiasi passo.
《Vieni dietro le quinte, è più sicuro...》
Non riuscisti a capire a pieno il significato di quella frase, né perché fuori o nel locale potesse essere pericoloso, ma ti fidasti di lui ovviamente. Era la persona di cui sapevi di poterti fidare ciecamente, inoltre sembrava sempre sapere o nascondere qualcosa che ti era sconosciuto.
Così ti prese per mano e ti guidò dietro le quinte del palco. La sua presa era stranamente delicata, sembrava quasi avesse paura di toccarti o di farti male e questo sicuramente stonava con il personaggio di lui che tutti si immaginano ma, per qualche motivo, ti rese felice. Eri a conoscenza di molte cose di Lust che tutti gli altri ignoravano, tra cui anche quel piccolo particolare, e questo ti faceva sentire speciale, quasi onorata.
Tuttavia, prima di finire con l'arrossire a causa di quei pensieri, decidesti di distrarti guardandoti in giro. Il dietro le quinte di quel palco era davvero... strano, particolare. Sembrava quasi tutto un altro universo rispetto al mondo che avevi sempre conosciuto: qualcuno stava in un angolo a fumare, un paio di ballerine invece stavano provando e riprovando le mosse del loro spettacolo mentre altre si facevano delle foto, infine c'era perfino qualche tecnico in pausa che stava schiacciando un pisolino. Lì erano tutti concentrati su loro stessi, a differenza della gente che vedevi fuori e, in effetti, ti sentivi un po' più tranquilla.
Lust richiamò la tua attenzione.
《Sì, c'è proprio un'atmosfera diversa qua dietro...!》
《Già... beh, adesso è meglio che vada, il mio pubblico mi aspetta~!》
Indossò uno dei suoi soliti sorrisi da palcoscenico e ti guardò per qualche altro secondo, il tempo necessario per far comparire dei piccoli cuori nelle sue pupille e far brillare i suoi occhi di un rosa acceso. Era pronto.
Ti salutò con un occhiolino e sparì dietro il piccolo corridoio che conduceva sul palco. Subito dopo si alzarono grida, applausi e complimenti, seguiti dalla voce all'altoparlante del locale che annunciava l'entrata in scena di Lust.
Lui non voleva che tu guardassi i suoi spettacoli, non gli piaceva per qualche motivo, e a te andava benissimo così. In fondo anche tu preferivi vederlo senza una maschera.
Anche se, in realtà, una volta l'avevi l'avevi visto esibirsi, almeno per un po'. La prima volta che avevi messo piede in quel posto ed anche la prima volta che vi eravate incontrati, come aveva accennato lui poco fa nel camerino.
Ed è proprio con quei pensieri che la tua testa non poté fare a meno di tornare a quei momenti.
Non sapevi esattamente come avevi fatto a farti trascinare in quello strip club. Un attimo prima eri fuori con il tuo gruppetto di amici, l'attimo dopo sei lì dentro. Così impari a non prestare attenzione alle conversazioni ed estraniarti sempre dagli altri, pensasti. Fatto sta che adesso eri bloccata davanti il bancone di un bar con un drink che non volevi bere, circondata da migliaia e migliaia di persone e mostri sudati, urlanti e fin troppo su di giri, il tutto scandito da una musica così assordante da far venire il mal di testa. Non era decisamente un posto per te quello. Avresti voluto uscire il prima possibile ma non potevi certo abbandonare la tua compagnia in quel momento, sapevi che se l'avessi fatto avrebbero finito per escluderti definitivamente ed erano le uniche persone con cui uscivi ogni tanto. Non potevi perderle.
Anche se, in realtà, c'era rimasto ben poco di loro lì con te. Una ragazza era sparita da tempo nei bagni, altri erano andati a ballare non si sa dove. Eri rimasta solo in compagnia di un tuo amico completamente ubriaco che, nonostante quello, continuava ad ordinare da bere e blaterare cose senza senso ed una tua amica che era impegnata a parlare e provarci spudoratamente con qualcuno seduto accanto a lei. Tu eri lì in mezzo, a rigirarti quel drink fra le mani osservandone i colori e le bollicine che si muovevano, sperando che il tempo passasse in fretta.
Ad un tratto sentisti anche una mano, o meglio una zampa felpata, toccarti il fondoschiena. Quel contatto ti fece sobbalzare e girare all'istante verso lo sconosciuto che ti aveva toccata: era un mostro piuttosto alto dalle sembianze di un ghepardo con una giacca di pelle nera che, appena incrociò il tuo sguardo, ti fece l'occhiolino con un sorrisetto ammiccante. Non sapevi minimamente come reagire ma sapevi che nel tuo universo era praticamente un complimento ed anzi, sarebbe stata una disgrazia se nessuno avesse voluto toccarti, così abbozzasti un sorriso, timido e poco convinto. Lui per tua fortuna sparì subito dopo tra la folla e tu ti fiondasti immediatamente sul drink, adesso ti era stranamente comparsa un po' di voglia di bere.
Dopodiché cercasti di concentrarti su altro, finendo con lo sguardo sul palco. C'era uno scheletro senza maglietta che stava ballando e facendo acrobazie attorno ad un palo a ritmo di musica. Aveva l'aria decisamente stanca ma allo stesso tempo sembrava che non potesse farne a meno, come se fosse dipendente da qualcosa. Tuttavia non fu proprio la decisione migliore posare gli occhi su di lui in quel momento visto che dopo poco tirò fuori la lingua e si abbassò i pantaloni. Non vedesti niente, distogliesti lo sguardo in un lampo, completamente rossa in volto per la vergogna. Eri pronta ad ordinare un altro drink se solo la tua amica a fianco, che aveva notato tutto, non ti avesse interrotta prima di parlare.
《Hey, ti piace Lust, mh~?》
Domandò con un sorrisetto beffardo.
La guardasti confusa e ancora un po' imbarazzata.
《Lo scheletro che balla, è la star di questo posto!》
《Ah... beh, assolutamente no! Perché dovrebbe? Non lo conosco neanche!》
《Beh... forse perché ha una bella dote~?》
Sogghignò distanziando i due indici fra loro per indicare una certa misura. Ci mettesti qualche secondo per realizzare a cosa alludesse.
《N-no, no, non mi interessa, davvero!》
《Eh? Come non ti interessa? Andiamo, non fare la timida, guarda che a me puoi dirlo~!》
《Te lo dico io perché non le interessa, la tua amica è ancora una verginella!》
Si intromise sghignazzando lo sconosciuto con cui stava parlando prima lei. La tua amica lo guardò per poi guardare di nuovo te in cerca di conferme.
Avresti voluto sprofondare in quel preciso istante. Avevi fatto di tutto per non far uscire fuori quell'argomento con te come protagonista e ci eri sempre riuscita... fino ad ora. Maledisti in silenzio quello sconosciuto.
《E-ecco... io... i-insomma...》
《Oh cazzo (t/n), dobbiamo assolutamente rimediare! E abbiamo l'occasione giusta davanti agli occhi!》
《Sì sì, e pago io, non ti preoccupare!》
Fu così che, a spettacolo finito, fosti trascinata davanti la porta di una delle camere al piano di sopra. Erano le stanze private dove potevi passare del tempo da sola con le star del locale o con chi volevi tu e la tua amica l'aveva prenotata per un'ora intera con Lust. Avevi provato a dissuaderla dal farlo, ma era stato tutto inutile e adesso non potevi certo tirarti indietro dopo tutto quello che aveva dovuto sborsare. Dalle altre stanze vicine si potevano udire gemiti, mugolii e urla ovattate che contribuivano a farti sentire tremendamente a disagio. Guardasti la tua amica e lo sconosciuto che, poco lontano da te, stavano cercando di incitarti ad entrare gesticolando. Non si sarebbero persi per niente al mondo quel tuo momento. Non potevi fare più niente, ormai eri costretta ad andare in fondo a questa cosa. Deglutisti a vuoto, cercando inutilmente di ingoiare anche tutta l'ansia che avevi. Prendesti un bel respiro e, ancora per niente convinta, bussasti.
《Avanti, ti sto aspettando da un po'~!》
Ecco, adesso avevi fatto scocciare pure Lust che stava solamente facendo il suo lavoro, pensasti. Quella serata non poteva andare peggio.
Spinta dalla pressione che sentivi entrasti subito, ritrovandoti davanti lo scheletro che avevi visto ballare sul palco, seduto sul letto matrimoniale al centro della stanza. Per tua fortuna aveva tutti i vestiti addosso, fatta eccezione per un gilet lungo rosa dalla pelliccia di un azzurro brillante, appoggiato all'attaccapanni in un angolo della camera. Esitasti qualche secondo per poi chiuderti la porta alle spalle.
A quel punto vi guardaste per qualche secondo, in silenzio. Non sapevi minimamente cosa dire o cosa fare. Alla fine fu lui a prendere l'iniziativa e parlare.
Domandò alzandosi dal letto e avvicinandosi a te. Ci provasti a sostenere il suo sguardo per più di due secondi, ma fallisti miseramente. Quelle sue luminose pupille rosa e quel suo sguardo così sicuro ti mettevano troppo in soggezione. Nessuno ti aveva mai guardata in quel modo.
《Non preoccuparti, adesso ci riscalderemo un po'~》
Ti sorrise maliziosamente accarezzandoti una guancia. Quel tocco ti fece rabbrividire e in risposta riuscivi soltanto a stringere il tuo maglione rosa pastello, nervosa. Il tuo sguardo vagava freneticamente dal parquet bianco alle pareti rosso bordeaux, cercando invano di scappare. Tuttavia non potevi certo fermarlo o andartene, in teoria eri entrata lì per quello. Inoltre i due fuori che stavano aspettando di sentire qualcosa per poter esultare non ti avrebbero di certo lasciata uscire facilmente, per non parlare di Lust. Gli avresti fatto buttare un'ora di lavoro ed era davvero un sacco di tempo, avrebbe avuto tutte le ragioni per arrabbiarsi.
Eri così presa da tutti questi pensieri e dall'ansia di quello che sarebbe potuto accadere di lì a poco che quasi non sentisti la voce dello scheletro.
Il suo tono di voce era cambiato, non era più provocante come prima, ora era normale e tranquillo, anzi quasi preoccupato. Fu quel suo cambio a darti la forza per guardarlo e notasti subito che le sue pupille non erano più di un rosa brillante ma erano diventate bianche. Anche il suo sguardo era cambiato, adesso era molto più rassicurante. Sembrava una persona totalmente differente insomma.
《E-ecco... sì, c-cioè... insomma, heh...》
Lui ti osservò per qualche altro secondo, per poi allontanare la mano dal tuo viso. Evidentemente aveva capito che non volevi essere lì, anche se alla fine era abbastanza palese.
Riuscisti a dire soltanto, portando lo sguardo sulle tue scarpe.
Dovevi sembrare davvero patetica ai suoi occhi, pensasti. Lui invece abbozzò un piccolo sorriso intenerito.
《Capisco... quindi ti hanno costretto loro a venire qua, mh?》
《Già, non hanno voluto sentire ragioni...》
《Beh, sei stata fortunata, piccola! Se non vuoi stare qui puoi uscire, tranquilla》
Ti sorrise e anche tu ricambiasti, decisamente felice e grata che lui avesse compreso la situazione. Lust si allontanò da te, andando verso il letto. A quel punto il tuo primo istinto sarebbe stato quello di andartene ma ti bloccasti prima ancora di fare qualsiasi movimento.
Si voltò guardandoti interrogativo.
《Non posso andarmene così... l-loro hanno pagato questa stanza, insistito così tanto e poi-》
Annuisti nuovamente. Lui sospirò.
《Beh, allora... direi di dargli quello che vogliono sentire~》
Si avvicinò di nuovo a te, sotto il tuo sguardo confuso. Non avevi idea di cosa volesse fare ma, a differenza di prima, adesso non avevi paura di lui. Ti mise una mano sulla spalla e ti spostò delicatamente da davanti la porta. Per un attimo pensasti che volesse uscire fuori a parlare con i tuoi amici e stavi per fermarlo ma, invece, si fece comparire improvvisamente da sotto le sue costole una strana sostanza dello stesso rosa delle sue pupille che si estendeva fin dentro i suoi pantaloni neri. Ricreava la forma di un bacino umano anche se sembrava più morbido e gelatinoso. Ti affascinò molto, non avevi idea che uno scheletro del genere potesse avere anche quei poteri e ti domandasti a cosa potessero servirgli. Tuttavia la risposta non tardò ad arrivare.
Si accarezzò la parte del corpo appena creata, i suoi occhi si accesero di nuovo di un rosa brillante e notasti che anche i suoi zigomi si fecero leggermente rossi. Infine schiuse la bocca per far uscire un gemito di piacere.
E poi continuò, aggiungendone altri, alcuni più acuti e forti e altri meno. Sembravano tutti tremendamente realistici e abbastanza femminili. Tu sussultasti per la sorpresa diventando subito rossa come un pomodoro e ti allontanasti all'istante, guardando altrove, completamente in imbarazzo. Ti chiedesti come facesse a replicare certi versi così bene ed in modo così naturale senza fare niente di eccitante, inutile dire che per te sarebbe stato impossibile.
Il suo "concerto" erotico durò per un po' di tempo, minuti che ti sembrarono interminabili, e alla fine si concluse con un orgasmo -ovviamente finto, anche se nessuno fuori avrebbe potuto intuirlo-. Riprese fiato e, con il tempo di un battito di ciglia, le sue pupille erano già tornate bianche e il rossore sparito dal suo viso. A quel punto ti guardò con un sorriso divertito.
《Adesso non dovrebbero darti più fastidio~》
Annuisti velocemente, ancora un po' rossa in viso.
Tuttavia eri davvero troppo interessata a toglierti le curiosità che ti erano frullate per la testa in quei momenti, quindi trovasti il coraggio di continuare.
《Però... come hai fatto a... i-insomma...》
Ti schiaristi la voce e iniziasti a gesticolare con le mani nel tentativo di far capire quello che volevi dire. Ti imbarazzava anche soltanto pronunciare la parola "gemiti" a voce alta. Non sapevi davvero come, proprio tu, fossi potuta nascere in un universo del genere.
Lust ti guardò per qualche secondo, probabilmente godendosi la scena di te totalmente imbarazzata che cercavi inutilmente di dire determinate cose, per poi scoppiare a ridere genuinamente divertito.
《Torna sempre utile saper fingere qui, piccola!》
Dopodiché il suo sorriso si affievolì, diventando un po' più serio.
《Non sai mai chi ti capita...》
Percepisti un velo di amarezza nella sua voce e nel suo sguardo, ma sparì subito dopo. Ti sentisti quasi in dovere di cambiare argomento.
《E... posso toccarla...?》
Domandasti timidamente, indicando la pancia gelatinosa che si era creato poco fa e che c'era ancora. Era da quando l'avevi vista la prima volta che ti eri chiesta come fosse fatta.
Lui sembrò confuso e un po' spiazzato da quella domanda, come se non ci fosse abituato. Ti guardò per poi abbassare lo sguardo sul suo bacino artificiale.
《Ah, c-certo, guarda che sono qui apposta eh~!》
Disse ridacchiando e avvicinandosi a te. Voleva sembrare sicuro ma in realtà si notava che era anche leggermente imbarazzato.
Lo toccasti con un dito, premendo delicamente e, per tua sorpresa, al tatto quella strana sostanza rosa era molto meno gelatinosa di quello che sembrava. Anzi, era abbastanza rigida anche se molto morbida, tuttavia era davvero liscissima tant'è che il tuo dito scivolò subito sulla sua pelle. Lo sentisti rabbrividire a quel tocco e quando alzasti lo sguardo su di lui lo scopristi intento a trattenere una risatina.
Vedendo quella sua buffa espressione ti si allargò un piccolo sorrisetto beffardo sul volto.
《Soffri il solletico per caso...?》
《Z-zitta, e non dirlo a nessuno, intesi?! Ne va della mia reputazione!》
Ridacchiasti, in effetti quelle reazioni e quelle espressioni non si addicevano per niente al personaggio di lui che ti eri immaginata la prima volta che l'avevi visto.
《Va bene, va bene, non lo dirò a nessuno, tranquillo~》
Gli sorridesti dolcemente, allontanando la mano.
《Ma adesso... che facciamo per tutto il tempo che ci rimane?》
《Beh, tu forse saprai un sacco di cose su di me, ma io non so neanche il tuo nome!》
Disse mettendosi a sedere sul letto e allungando la mano verso una bottiglia di vino già aperta sul comodino.
《Direi che hai un bel po' di cose da raccontare... e un sacco di tempo a disposizione~》
Si versò un po' della bevanda in uno dei due calici che erano vicino alla bottiglia.
Ti sedesti a fianco a lui e passaste il resto della vostra ora a farvi domande e parlare di un sacco di cose diverse. Alla fine quell'esperienza, contro tutte le tue aspettative, si rivelò davvero una bella serata.
Quando riapristi gli occhi venisti accecata dalla brillante luce del camerino di Lust. Ti guardasti intorno un po' confusa e ancora frastornata dal risveglio, l'ultima cosa che ricordavi è che eri dietro le quinte del palcoscenico mentre adesso eri nuovamente seduta sul morbido pouf del camerino.
《Finalmente ti sei svegliata, cominciavo a darti per morta~》
Lust richiamò la tua attenzione. Ti guardava seduto sulla poltroncina davanti lo specchio, con il gomito appoggiato sulla piccola scrivania dove teneva qualche trucco e la testa sorretta dal palmo della mano. Notasti che le sue pupille erano ancora a forma di cuore, la cosa ti fece sorridere. Le trovavi davvero belle.
《Te l'ho sempre detto di non addormentarti così in giro... poi potresti ritrovarti con uno sconosciuto in tutt'altro posto!》
Ti rimproverò con un sorriso, indicando prima sé stesso e poi il camerino.
《Cavolo, scusa, devo essermi appisolata mentre aspettavo che finisse lo spettacolo... quanto ho dormito...?》
Mormorasti stropicciandoti un occhio. Quel gesto però ti fece notare che Lust aveva messo il suo gilet sopra di te come fosse una coperta, per tenerti al caldo. Non riuscisti a non arrossire lievemente a quel pensiero, era stato davvero carino da parte sua.
《Per un bel po', visto anche che il mio spettacolo è finito! È piena notte adesso...》
Sbarrasti gli occhi a quell'informazione.
《C-che?! Oddio, ma allora devo tornare a casa...!》
Ti affrettasti ad alzarti, prendendo il gilet di Lust.
Si alzò anche lui per poi avvicinarsi a te, tu gli restituisti il suo gilet.
Ti sorrise e solo in quel momento le sue pupille tornarono al loro normale bianco. Lui ti offrì un suo braccio, che tu abbracciasti, e in un attimo vi ritrovaste davanti la porta di casa tua. Ormai ti eri abituata al teletrasporto, per fortuna, anche se le prime volte furono davvero... tragiche.
Lasciasti il suo braccio.
《Già, grazie mille ancora, per tutto!》
Vi guardaste per qualche attimo. Il silenzio attorno a voi creava una strana atmosfera intima e quasi romantica. Al buio poi le pupille di Lust sembravano brillare ancora di più, illuminandogli di poco gli zigomi. Furono proprio i suoi occhi a trattenerti lì invece di entrare in casa, non avevi mai fatto caso al modo in cui ti guardava. Non avresti saputo spiegarlo, ma era come se volesse abbracciarti, proteggerti solo con lo sguardo. Sentivi i suoi occhi addosso, ma in un senso positivo, diverso da come facevano tutti gli altri abitanti di quell'universo. Nel senso che lui osservava qualsiasi lineamento del tuo viso come se volesse memorizzarne ogni dettaglio, per ricordarti anche quando te ne saresti andata o nei momenti in cui non fossi stata insieme a lui. Come se volesse portarti dentro di sé per tutta la giornata.
Il tuo cuore saltò un battito non appena lui pronunciò il tuo nome. Ti prese una mano, delicatamente.
《È da tempo che... insomma...》
Distolse lo sguardo, decisamente imbarazzato. Sembrava stesse cercando parole che non trovava o che non sapeva come fare a tirare fuori. Era la prima volta da quando vi conoscevate che lo vedevi in quello stato. Di solito eri tu quella imbarazzata, insicura ed impacciata dei due. Il tuo cuore cominciò ad accelerare pian piano i battiti ad ogni secondo che Lust passava a decidere cosa dire.
《No, ecco... non sono bravo con le parole, heh...》
Abbozzò un sorriso nervoso e finalmente riportò lo sguardo su di te. Avvicinò di poco il viso al tuo portando una mano sulla tua guancia.
Sussurrò guardandoti negli occhi, il suo pollice sfiorò le tue labbra. Ci mettesti qualche secondo per realizzare tutta quella situazione, nel mentre le tue guance si fecero così calde che avrebbero potuto andare a fuoco. E proprio a causa di quei tuoi secondi di silenzio Lust iniziò a dubitare della tua risposta e la sua tipica sicurezza cominciò ad abbandonarlo.
《L-lo so lo so, forse sarebbe stato più romantico e spettacolare se l'avessi fatto e basta, però-》
Non gli desti modo di continuare perché lo baciasti prima che potesse dire qualsiasi altra cosa. Non volevi che si allontanasse, che cambiasse idea o che ti lasciasse, per niente al mondo. Lui inizialmente sbarrò gli occhi sorpreso ma subito dopo ti strinse a sé, ricambiando quel bacio tanto dolce quanto pieno d'amore e desiderio.
Sapevi che le sue labbra avevano baciato mille altre persone prima di te, ma eri sicura che a nessuna l'avevano chiesto prima. Fu quello che rese quel bacio così unico e vero, solo vostro. Un bacio con il quale Lust riuscì a dirti tutto quello che non era riuscito a dire prima.
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