E poi un giorno, mi capita di incontrare e pranzare con l’idolo della mia adolescenza: ANDREA GIANI.
L’uomo che nel 1993 portò via l’unico scudetto che poteva vincere la Misura Milano allenata da Lozano. E così mi trovo a scrivere di pallavolo, dopo tanto, tantissimo tempo.
L’intervista condotta da Rossella Guido di cisonopersone.com è stata l’occasione per incontrare l’uomo dei record. Il fenomeno che, partito dal canottaggio è diventato il Cristiano Ronaldo della pallavolo italiana.
Nessuno come lui. Un palmares impressionante. Ha vinto tutto quello che c’era da vincere, più volte, tranne l’Olimpiade. Cosa che ancora brucia.
Andrea in questa intervista parla di tutto, dei legami, dell’organizzazione dello sport in Italia, parla della sua famiglia e dei valori che l’hanno portato a diventare l’uomo che è oggi e del campione che è stato nel passato.
Adesso allena la Powervolley Milano ed è il selezionatore della nazionale tedesca. Dice che l’esperienza all’estero è fondamentale per qualsiasi atleta che voglia diventare un grande campione. La mentalità, la prestanza fisica, la tecnica, ma anche l’apertura mentale sono doti fondamentali per i campioni di domani.
La più grande soddisfazione? Vedere un giovane che cresce e diventa professionista.











