#Repost @ajema (@get_repost) ・・・ [SOLENIDADE DE POSSE DA AJE/MA] Aconteceu, nesta quinta-feira (13), na Assembleia Legislativa do Maranhão, a solenidade de posse da nova Coordenação Geral e Conselho Fiscal, do biênio 2020-2021, da AJE/MA. A entidade passa a ser presidida pelo empresário Fábio Henrique em substituição a Shirley Cunha. Para esta nova gestão, contamos com a participação e contribuição de todos os associados, para que juntos continuemos o legado de fomentar o empreendedorismo jovem no Maranhão. . . . #ajema #solenidade de posse #gestao2020 #2021 #associativismojovem #saoluis (em Assembleia Legislativa do Estado do Maranhão) https://www.instagram.com/p/B8kGLZfJY4TazXImXE1Ln0aX-Hq62-T-4yYQN80/?igshid=1oxt0pjhzjt2n
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#Repost @ajema • • • • • [A AJE MARCA MINHA VIDA] Nesses 15 anos a AJE/MA contou com o trabalho e a dedicação de jovens empresários maranhenses. Para homenagear àqueles que passaram por nossa entidade e deixaram sua marca, convidamos os ex-presidentes para deixarem um recadinho para vocês. Aperte o play e veja o que o ex-presidente e um dos fundadores da AJE/MA, Mateus Porto, tem para nos falar. Vem pra AJE! #ajema #aajemarcaminhavida #mudanca #jovensempresarios #empreendedorismojovem #maranhao (em Associação dos Jovens Empresários - Aje-Ma) https://www.instagram.com/p/Bw198L5h5wdBXT2mxAp9n_8y6uss730zYTa_hc0/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=9bfdap12cde9
PURGAS EN EL MINISTERIO DE DEFENSA General de División (R.) Rafael Dávila Álvarez
PURGAS EN EL MINISTERIO DE DEFENSA General de División (R.) Rafael Dávila Álvarez
La ministra de Defensa en una visita a nuestras tropas en Afganistán
Recordarán el caso del vicealmirante Alfonso C. Gómez Fernández de Córdoba que fue cesado de su cargo por la ministra de Defensa, luego enviado a la reserva por real decreto del Consejo de Ministros y recientemente vuelto a la actividad en la Armada por auto del Tribunal Supremo. He seguido el caso e informado a ustedes…
[TRADUZIONE] Uber Drivers Organize Themselves in Seattle, Other Drivers Look to Do Same
Una veduta di Seattle. Credit: Bala Sivakumar, Flickr.
Di seguito, la traduzione in italiano di un articolo segnalato dal prof. De Martin, riguardante la situazione Uber in Seattle e dintorni. Buona lettura!
Circa 9 mesi fa, Daniel Ajema, uno studente di legge dell’età di 33 anni, che lavorava “in nero” per Uber, incontrò un suo collega nel parcheggio di una stazione di rifornimento. L'uomo era appena stato licenziato per aver ricevuto valutazioni negative da parte dei passeggeri. Ma, essendo un imprenditore privato, come ogni altro autista per la rete di trasporto, non aveva fatto alcun ricorso alla società. Cosa ancor peggiore, l'uomo e sua moglie avevano investito 39 mila dollari per comprare un SUV, necessario per lavorare in società. Ajema ricorda l'uomo quasi sull’orlo della disperazione. Che cosa poteva fare?
Due domeniche fa (18 Maggio 2014, ndr.) , un paio di centinaia di driver Uber cercarono di dare una risposta, formando un gruppo di lavoro con l'aiuto del sindacato Teamsters, chiamato “Drivers Association App-Based”. Il gruppo, non aveva i pieni poteri di un sindacato, ad esempio, la leadership non poteva votare a favore di uno sciopero da parte dell’intera società. Ma grazie l’approvazione di circa un terzo degli autisti di Seattle, sperò di far valere la sua influenza al fine di garantire una maggiore trasparenza e reattività da parte della società da 12 miliardi di dollari.
Queste le parole di Ajema: “Ci considerano membri della società, e sostanzialmente noi chiediamo una vera collaborazione”. Il gruppo lavora affinché la società modifichi la propria politica sui licenziamenti, e fissi un regolare colloquio prima che il contratto venga terminato. Vorrebbero che Uber prendesse in considerazione anche il loro parere prima di cambiare le politiche di assunzione e gli standard sui prezzi senza alcun preavviso.
“Noi non siamo necessariamente a sfavore del sistema di valutazione”, in cui i passeggeri stimano la qualità della corsa su una scala a 5 stelle, “ma dovrebbe esserci una sorta di colloquio prima che gli autisti perdano i loro investimenti”, dice Ajema. Uber fornisce feedback e incontri ad-personam con lo staff per aumentare la quantità di drivers a sua disposizione, ma spesso e volentieri, valutazioni basse possono provocare la cessazione della collaborazione di un conducente con la società.
Brooke Steger, direttore della sede di Uber in Seattle, affermò nel Seattle Times che, nessun impiegato sarebbe stato soggetto a provvedimenti disciplinari, nel caso in cui avesse aderito all’associazione. Questo ovviamente non significa che Uber fu felice della formazione del gruppo. In una dichiarazione alla TechPresident, la portavoce di Uber, Eva Behrend, descrisse l’associazione come “un tentativo alquanto vano della leadership del Teamster’s Local 117, di riempire le loro casse e pagare i loro salari a sei cifre.”
D’altra parte Paul Zilly, dal Local 117, non si accostò a tale dichiarazione. “A questo punto, né i singoli driver né l'associazione hanno pagato i soldi per i Teamsters,”. Ha aggiunto inoltre che la struttura da realizzare, sarebbe stata simile a quella che i Teamsters hanno con l'associazione taxi Seattle, e che "se tale esperienza dovesse essere in qualche modo istruttiva, noi spenderemmo migliaia di dollari in più all'anno rispetto quanto raccolto col costo del servizio pagato dall'associazione. "
Avviare per bene l’associazione rappresentava dunque una sfida per Ajema e i suoi colleghi. La società infatti, esitò non poco a fornir loro la lista degli autisti, e la stessa applicazione Uber non permise una facile comunicazione tra di loro. Così, decisero di colpire in basso per raccogliere interesse. "Siamo dovuti andare in posti molto frequentati come l'aeroporto, o fermare i conducenti sulla strada", dice Ajema. In questi mesi, hanno raccolto richieste di partecipazione da oltre 500 autisti, tenendo riunioni a scadenza settimanale per coordinare le operazioni. Nel corso della riunione del 18, proclamarono i leader e perfezionarono il regolamento.
Secondo Zilly, è un processo che potrebbe essere ripetuto. "Le preoccupazioni e i problemi che queste persone devono affrontare sono le stesse anche altrove", dice, "non mi sorprenderebbe se in un futuro non troppo lontano si verificassero altri tentativi come questi."
Zilly potrebbe avere ragione. Infatti, dalla formazione dell’associazione, Ajema ha ricevuto feedback positivi da altri autisti Uber, convinti della sua idea e volenterosi di formare organizzazioni simili in tutto il paese, in particolare in Colorado, Washington D.C e Boston. Anche i drivers della California lo hanno contattato con l'idea di formare un’associazione regionale che dovrebbe estendersi su tutta la costa occidentale.
Ironia della sorte, Ajema sarà proclamato organizzatore nel giro di un paio di mesi, nel momento stesso in cui inizierà il suo ruolo di procuratore a Seattle. Ma sembra che lo sforzo di organizzare i lavoratori nella cosiddetta "sharing economy" sia solo all'inizio.
Afferma Zilly: “Questo rappresenta un nuovo modello di organizzazione, e una nuova esperienza."
- Autore dell'articolo: Sam Roudman per TechPresident
- Originale: Uber Drivers Organize Themselves in Seattle, Other Drivers Look to Do Same