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Devo adeguarmi al mondo, no mi dispiace non sono così, o il mondo si adegua a me oppure restiamo due cose separate

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Fatca: le banche italiane si adeguano all’Agenzia delle entrate americana
Fatca: le banche italiane si adeguano all’Agenzia delle entrate americana
Nelle more dell’approvazione dal parte del Senato della legge di ratifica sui Fatca (l’accordo intergovernativo volto a censire i contribuenti americani all’estero), gli istituti di credito italiani hanno già avviato le procedure sui clienti aventi i requisiti per essere considerati, secondo il fisco a stelle e strisce, tuttora cittadini Usa.
L’adempimento da parte degli operatori finanziari…
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Datori di lavoro e Sindacati adeguano normative per i lavoratori che osservano il Ramadan
Il Ramadan nel 2014 è cominciato il 29 giugno e si concluderà il 27 luglio; i fedeli musulmani hanno l’obbligo, dall’alba al tramonto, di astenersi dal bere, dal mangiare, dal fumare, dal fare sesso. I lavoratori musulmani in Italia sono 700mila; di conseguenza la loro presenza ha già determinato in molte aziende accordi interni specifici su orari di lavoro che tengono conto delle pause di preghiera. Il ramadan è lungo un mese, e cade nei mesi più caldi dell’anno. Questo per i lavoratori può essere una fonte di impedimenti, lavorare nei cantieri edili e nei campi senza poter bere può creare problemi seri: disidratazione, ipoglicemia, perdita di coscienza. Con un aumento del rischio di incidenti sul lavoro. Ed ecco che in alcune regioni dove la presenza di lavoratori musulmani è molto alta sono stati predisposti piani specifici di intervento.
In Umbria, la direzione territoriale dell‘Inail di Perugia e Terni ha realizzato un depliant informativo per le duemila imprese edili della regione che contiene una serie di sintetiche indicazioni da seguire per aumentare il livello di sicurezza sul lavoro. Per esempio, tenendo conto del ramadan nella distribuzione dei carichi di lavoro, prevedendo pause e momenti di recupero, tenendo comunque sempre a disposizione dei lavoratori bevande idrosaline. E informando i dipendenti, anche con l’aiuto di mediatori culturali, sui rapporti tra il lavoro e il digiuno; e anche indicazioni di primo soccorso in caso di malore.
In provincia di Treviso un’analoga attività di informazione è stata realizzata dalla Cgil per le trentamila azienda dell’area che impiegano lavoratori immigrati. I datori di lavoro devono verificare chi tra i loro dipendenti seguirà il ramadan, a darne specifica comunicazione al medico competente, e a distribuire i carichi di lavoro tenendo conto della particolare situazione nella quale si trovano i lavoratori musulmani.
L’Agenzia e il Redattore Sociale Cristiana Bartolucci, responsabile del Cesf, Centro edile per la sicurezza e la formazioneIn generale ha dichiarato: “si registra da parte dei datori di lavoro un atteggiamento comprensivo. Non ci sono resistenze o barriere, i nostri datori di lavoro sono abituati, basti pensare che il 40% degli ingressi in edilizia sono di lavoratori stranieri. Non c’è solo il Ramadan, i datori sono abituati alle interruzioni per la preghiera, ad esempio”.
Fonte: Imola oggi
IoCombatto.it