Ovviamente non sto postando una foto con un vip ma con un Magistrato "femminista" (dicono in molti), umano, dico io. Per via della mia esperienza personale e non solo, ho perso fiducia nella magistratura molto tempo fa. Mi sono imbattuta nel Dott. Roia, casualmente, grazie alla scrittura ed all' impegno che ci accomuna. Ovvero , di combattere con ogni arma lecita, la violenza di genere. Ascoltare un uomo, che ha strumenti e competenza, parlare in quel modo, del femminicidio. Degli orrori dei magistrati. Delle radici culturali, profondissime che ha questo fenomeno, esistito da sempre ma che ora emerge in maniera prepotente. Mi ha commosso e riempito il cuore. Per la prima volta nella mia vita, ho abbracciato un Giudice, come si abbraccia un padre e lui ha ricambiato allo stesso modo. Perché così bisognerebbe affidarsi ad un giudice giudicante, che decide per te e per il futuro dei tuoi figli. Sentendosi compresi e protetti. Con noi ieri era presente Erika Patti, mamma di Federico e Davide, uccisi per mano del padre nel 2014. Dopo anni di denunce e richieste di aiuto, inascoltate. Condannato all' ergastolo. Un applauso? No. Non dovremmo arrivarci alla condanna, giusta o meno. Dovremmo fare in modo, che tutto questo, venga fermato alla prima denuncia. Con provvedimenti seri e finalizzati alla protezione. É stata una serata molto importante. Sotto tantissimi punti di vista. Noi continuiamo a lottare. #nonunadimeno #9maggio2018










