eu achei que te amava, como a gente pode se enganar tanto?
adeus.

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eu achei que te amava, como a gente pode se enganar tanto?
adeus.

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_mjavy_
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Non solo bulli
Oggi a scuola ho visto un bambino seduto al banco da solo…
Oggi ho visto lo stesso bambino piangere nel bagno della scuola…
Oggi non era più seduto da solo c’erano tanti bambini con lui…
Oggi sono tornato a casa senza l’astuccio nuovo…
Oggi il mio occhio è solo un po’ gonfio ma non è colpa sua…
Non è colpa sua…non è colpa sua…NON È COLPA SUA!
Non si parla mai abbastanza di fenomeni come il bullismo e come aiutare le vittime di questo problema sociale, ma siamo davvero sicuri di aver letto correttamente la storia? Non avremmo forse dimenticato un particolare? Forse uno dei protagonisti della storia?
Parliamo di vittime, ma pensiamo ad esse unicamente come a chi ha subito su di sé le azioni del bullismo, ma i bulli? A loro chi ci pensa? E loro, loro non sono forse anch’essi delle vittime? Perché tutti abbiamo il tempo necessario per pensare a come una vittima di bullismo diventa vittima, ma non ne abbiamo mai a sufficienza per pensare a come un bullo diventa bullo?
Solo molto raramente un bullo nasce tale, ovvero con la voglia e la forza di fare del male unicamente per il gusto di farlo senza uno scopo o una ragione scatenante alle spalle, per quanto riguarda la restante maggioranza, beh non possiamo certo permetterci di fermarci a questo.
I bambini e le bambine “bulli” non sono sempre stati tali, spesso erano bambini come gli altri, senza pensieri, pieni di affetti ed amici, contenti delle loro vite, ma poi…qualcosa si spezza, qualcosa smette di funzionare e da una bella fiaba si passa al bianco e nero ed i bambini smettono di essere felici, smettono di sorridere, smettono di avere amici, smettono di essere bambini… di essere loro stessi…
Diventano l’ombra di loro stessi e Gianni smette di dare i calci al pallone, ma Gianni ha preso a calci Mario; Diego smette di giocare insieme Carla, ma gioca con Carla; Lucia smette di sorridere, ma Lucia ha uno sguardo cattivo, Carlotta smette di dire al papà che gli vuole bene, ma insulta sempre Luca perché gli dice che è per il suo bene… potrei andare avanti così ad elencarli per ogni nome presente nel mio e nel vostro immaginario e farvi partecipi di quanto siano cambiati, ma non basta…non basta dirvi che sono cambiati, se non riescono, non riesco a farvi capire perché hanno dovuto farlo.
Tutti loro non sono cambiati unicamente perché volevano farlo o dovevano farlo, ma spesso lo hanno fatto perché questo era la sola scelta che gli restava:
Gianni è diventato un bullo perché aveva iniziato a prendere qualche chilo ed i suoi compagni di calcetto lo prendevano in giro; Diego è diventato un bullo perché a casa il suo papà giocava sempre così con la sua mamma e la mamma piangeva, però dopo voleva ancora più bene al papà; Lucia è diventata una bulla perché Lucia per anni si era sentita deridere ed era stata esclusa per la sua positività, il suo essere gentile; Carlotta è una bulla perché il suo papà è volato in cielo per un tumore e lei aveva voluto tanto bene al suo papà e lui le diceva sempre che le voleva bene e non l’avrebbe mai lasciata eppure se n’era andato senza nemmeno dirle dove.
Questi non sono che pochi esempi di quello che può celarsi dietro a coloro che per noi non sono altro che i bulli, perché a differenza di quello che succede per le vittime troppo spesso non ci preoccupiamo di loro, gli lasciamo lì accantonati in un angolo, come i cattivi della situazione. Con questa mia affermazione non voglio smacchiare ciò che hanno macchiato con le loro azioni ed i loro errori, ma semplicemente mi piacerebbe ci si approcciasse al fenomeno in maniera differente, occupandoci anche dei bulli oltre che delle vittime.
Troppo di rado vogliamo ascoltare le loro storie, troppo di rado crediamo loro e cerchiamo di capirli ed aiutarli a ricostruirsi, eppure le loro storie esistono, sono vere, sono importanti e sono loro…senza più false armature di paura dissimulata in finto coraggio e sicurezza.
Ci sono diverse storie: ci sono coloro che hanno situazioni famigliari difficili (padri o madri violenti, violenza domestica, separazioni, divorzi ecc.), ci sono coloro che hanno subito delle forti perdite a causa di morti o semplicemente di figure mancanti, situazioni di alcolismo o droghe, situazioni di molestie, problemi alimentari e così via.
Ora vi porterò quello che in un futuro forse, se arriverò a realizzare il mio sogno, potrò considerare come il mio primo caso ed il mio primo piccolo successo professionale e personale.
Ai tempi nei quali io frequentavo le scuole medie avevo un bullo, che chiameremo Brunpiergiorgiobaudo, un ragazzo più piccolo di me, dato che io ero stata bocciata ero più grande di un anno, tuttavia lui ad altezza era il doppio di me. Bene lui era il mio bullo e per diversi mesi, forse anche un anno e qualche mese, non ricordo esattamente, mi tormentava verbalmente e occasionalmente anche fisicamente ed anche se talvolta mi ribellavo, ne avevo soggezione.
Un giorno però successe qualcosa, un lavoro di gruppo di arte ed immagine, ero finita in gruppo con lui ed un’altra compagnia, lui era triste e non mi fece né disse nulla…gli chiesi cosa avesse, mi guardò stranito e non mi rispose, pianse… dopo un po’ mi raccontò la sua storia famigliare (che non riporterò per rispetto della privacy di Brunpiergiorgiobaudo) ed io gli sorrisi rimanendo ad ascoltare.
Ascoltai molto quel giorno ed ascoltai molto nei giorni e nei mesi a venire, Brunpiergiorgiobaudo smise di farmi soggezione, Brunpiergiorgiobaudo non era più tanto grande, ma era più piccolo e fragile di me, Brunpiergiorgiobaudo non mi faceva più del male, Brunpiergiorgiobaudo era ora mio amico e mi difendeva sempre…
Basta ascoltare, BASTA ASCOLTARE…
Pensiamo anche a loro, perché ascoltare spesso può fare la differenza, parlare può fare la differenza,esserci può fare la differenza.
Non solo bulli…
PERSONE
-umi-no-onnanoko (@umi-no-onnanoko )
Liam’s comment on the For You music video on YouTube - 06/10

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06.10.20: recap
harry is in LA
louis is MIA
ashtonirwin: Here’s the tale of how I got my solo artist name.
At the beginning of my album writing process I really wanted to have an artist name, or a band name... my project was called “BLUSH” for about 3 months & “FLETCH” for about 2 months. After trying to get the Trademark etc and having no luck, because of several bands and groups that had existed already, I gracefully allowed myself to just stick with my actual name for the project. I thought “well I’m already in a great band, why would I start another one” and in my heart it was time to just be me and stop playing a character. The album title SUPERBLOOM lasted the WHOLE process, I came up with the title alongside the first song we made. It sounded to me like my favorite 90’s record that never existed. Here in these images you can see BLUSH and FLETCH (another potential artist name) written on my song book.
All these photos were taken by the mystical @kaykay , her style of photography and incredible lens work really captures the essence of my true self. She is my favorite photographer.
Making Waves: The Art of Cinematic Sound.
(2019) Midge Costin.