MaTerrE: è stato solo l’inizio.
Dopo 4 anni, a novembre 2018 si è ufficialmente concluso il progetto MaTerre [per chi ancora non sapesse cos’è, qui trova il racconto delle varie tappe].
[Plage Louka, Bizerte]
Più che di fine, preferisco parlare di inizio. Sì, perchè è da ora che comincia la vera sfida del progetto: favorire l’impiego e lo sviluppo della Tunisia del Nord- Ovest, attraverso attività di turismo responsabile.
Questi anni di lavoro sono serviti a mappare il territorio e a individuare soggetti che potessero partecipare al progetto, a metterli in rete, ad accompagnare lo sviluppo di nuove startup, a iniziare a far conoscere le potenzialità di questa regione.
All’interno del progetto sviluppato da CEFA Onlus, SocialLAB si è occupata di tutta la parte di comunicazione digitale, in particolare di tre aspetti:
1) attività di formazione, sia alle startup che ai responsabili CEFA, sull’utilizzo dei social media per la promozione della propria realtà e di una meta turistica. Tutte le imprese che hanno partecipato al progetto hanno una pagina Facebook, alcune un canale Instagram e tutti hanno realizzato un video di presentazione della propria attività per Youtube (potete vederli qui).
2) realizzazione del sito web di MaTerrE e formazione sull’utilizzo.
3) coinvogimento di alcuni influencers che potessero testare il circuito e raccontare il progetto e la Regione, ognuno con il proprio linguaggio. Qui e qui il racconto dell’esperienza.
[gruppo influencer]
Adesso che il circuito turistico è definito e testato, è necessario lavorare affinchè la Kroumirie et Mogods inizi a essere promossa e riconosciuta come meta di viaggio, non solo in Europa, ma anche dagli stessi tunisini. Il progetto MaTerre, infatti, ha anche obiettivi sociali e culturali, tra cui quello di iniziare a diffondere un modo alternativo di fare turismo tra gli stessi tunisini:
Proponendo una tipologia alternativa di viaggio, queste piccole realtà stanno compiendo una innovazione non solo nel settore, ma anche nel pensiero: stanno cioè generando un cambiamento e un impatto sul territorio; offrono esperienze nuove e diverse ai loro connazionali, abituati al turismo di massa; donano una visione nuova della propria terra e della tradizione, che viene riscoperta dagli stessi abitanti; fanno luce su alcune problematiche nazionali, provando a creare una cultura, per esempio sul rispetto dell’ambiente
[se volete, qui trovate l’articolo completo che ho scritto per LucidaMente].
[preparazione del mlewi, pane tipico]
Ecco con quali strumenti promuoveremo la regione, dentro e fuori la Tunisia:
1) il sito web > www.materre.tn: multi - sito composto di due parti:
>> Un sito generale dedicato al progetto MaTerrE che racconta gli obiettivi, le tappe, gli itinerari e i prodotti turistici della regione; è possibile scaricare nella sezione Gli itinerari turistici - per il momento solo in francese - la Guida del Viaggiatore, la Guida Gastronomica e l’itinerario La Tunisia del Nord- Ovest tra mare e montagna (grosso modo il viaggio che abbiamo fatto con gli influencers).
>> 6 siti (per il momento), ognuno dedicato a una delle startup del MaTerrE: dalle escursioni in montagna, a piedi o in bicicletta, con Mohammed Azizi di Base Nature, allo snorkeling a Sidi Mechreg con Imed Abbasi di Eco-Rand, passando per gli oggetti artigianali realizzati da Mehr Arfaoui di Kroumira, gli oli essenziali e i prodotti naturali di Sara Ncibi (Flora Natura) e Amel Marzouki (Tunaroma), fino al miele di Radhoine Hediri (L’abeille de la montagne).
[Foresta di Ain Draham, querce da sughero]
Il sito vuole essere una vera e propria vetrina della regione, un portale turistico alla scoperta delle sue bellezze e specificità, rivolto a un pubblico locale (tunisino e in generale del Maghreb) e internazionale. Perciò è stato sviluppato in due lingue (francese e italiano) ed è in arrivo anche la versione in arabo.
2) il video promozionale, realizzato da Stefano Bellumat (Joe Barba) e Corrado Measso visibile qui;
3) il reportage radiofonico di Jonathan Ferramola per Radio Città del Capo (qui, nella sezione episodi, potete ascoltare tutte le puntate);
4) il reportage della travel blogger Valentina Miozzo, consultabili sul suo blog viaggiarelibera.com
Ecco perchè preferisco parlare di inizio e non di fine: il lavoro da fare è ancora molto, sia in loco - l’obiettivo è quello di ampliare l’offerta, aggiungendo a quelle esistenti nuove realtà e nuove tappe della Regione - sia per promuovere il progetto fuori dalla Tunisia.
#Staytuned: il viaggio è appena iniziato.
[le foto sono di Lorenzo Burlando, scatatte durante la missione influcer a settembre 2018].
[escursione a Melloula]












