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❣ Chile in a Photography ❣

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La Piadina, il prosciutto crudo, lo squacquerone e la rucola (perché gira e rigira ci si complica la vita con ideali, utopie ed obiettivi cantati ad endecasillabi e poi si piange tornando a farsi coccolare dalla vecchia, scontata, prosaica e nostalgica vita di una volta).
Scendeva a fare colazione la mattina presto perché a lui servivano 10 minuti per capire qual’era il suo croissant preferito, ma cambiava sempre e giustificava dicendo che sorprendere le abitudini era il miglior modo per sentirsi vivi. Poi tornava in soffitta e si riaddormentava. Credeva che riaddormentarsi dopo mangiato era un po’ come essere leoni che si riposano dopo aver cacciato una gazzella, così, ad occhi chiusi, leccandosi i baffi, tanto tutto il resto corre comunque. Diceva che la routin era la cosa che più lo spaventava. Scendeva le scale una alla volta, saltellando e poi le rimontava due a due, ansimando. Odiava i mezzi pubblici. Adorava le bambine bionde che parlano dassole tanto il mondo ascolta solo loro, ma l’idea di un figlio lo legava all’abitudine e questo lo spaventava, ma si vedeva bene con in braccio un pargolo, era fotogenico. Cambiava sempre la disposizione degli specchi dentro casa, perché la luce ha bisogno di muoversi e illuminare tutte le pareti, altrimenti col tempo ingrigiscono e pure svegliarsi con la luce sempre dalla stessa parte sviluppa un carattere monotono. Amava tutte le idee che incontrava per strada, le prendeva idealmente per mano e idealizzava con loro un futuro ideale, anche se aveva un tic che lo portava a tenere le mani in tasca di fronte ad una sconosciuta. Non sapeva mai dove metterle quelle mani. La natura aveva dato un braccio di troppo e comunque da qualche parte, o sul fianco, o sulla testa o addosso a qualcuno lo dovevi mettere. Individualmente un braccio è abbastanza. Ma poi gli istinti inventarono la speranza, la superstizione, le mani congiunte, la preghiera, il lavoro, gli scioperi e di conseguenza le braccia conserte. Le gambe no invece, quelle le riteneva essenziali entrambe. Doveva spostarsi, viaggiare, partire per poi lamentarsi delle assenze e correre per inseguire i problemi o, nella migliore delle ipotesi, lasciarli alle spalle. Era solito aspettare e l’attesa era la cosa che odiava maggiormente. Pensava che la complicazione della vita fosse un dono di bellezza che pochi riescono a comprendere eppure sapeva che le cose semplici erano quelle che mettevano in pace. Allora fece pace con l’altro braccio e assieme aprirono una bottiglia di vino. Se tutta questa pace provocherà una forma cronica di epatite sarà solo una banale complicazione.
Talk Is Cheap
ma i bastardi li vedo bene si, quelli sono ancora al loro posto pazzi di rabbia perché per una volta li abbiamo smascherati, e non ce la perdoneranno mai nei secoli dei secoli e allora è guerra, non farmi i tuoi discorsi miti, la mitezza è un privilegio grande ma il dolore la avvelena in un attimo, io esco da quella galera e la città è peggio che mai, al gente cade per terra, parla da sola, vomita e crepa e tutti passano e non hanno visto niente, e si affrettano a dare nuovi eleganti nomi alla loro corruzione, e ogni tanto parlano dell'uomo comune, ipocriti, l'uomo comune che vi piace è stupido e avido come voi, così lo vorreste, un vigliacco che può ammazzare per vigliaccheria, mentre loro ammazzano per necessità, per i loro divini soldi, Lucia, sono loro ora gli estremisti, violenti assassini estremisti dell'ideologia più ideologia del secolo, un'economia più sacra di una religione, più feroce di un esercito, ricordatelo bene con un brivido quando tutto salterà in aria (...) magari ci fosse qualcuno, magari ci sarà davvero Lucia, questa è la speranza e io intanto brucio e non c'è nessun patto da firmare né col diavolo né con la rassegnazione; Lucia, siamo un'altra cosa da sempre fortunatamente e non guardarmi così no, non ho finito, te lo dico io chi ha ucciso Leone, forse uno di questi che una volta facevano i compagni e hanno spacciato per anni e dicevano che erano i fascisti, col cazzo, vieni con me a vedere chi sono, oppure hai paura, scusami, non venirci, son posti schifosi (...) e ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità giù nell'acqua e su fino al più altissimo porco non ci credi? dimmi di sì, io brucio dentro questa storia e non ne vedrò la fine, ma scopriremo la verità, perché se c'è solo un po' di verità c'è speranza e chi l'ha fatta brillare ha fatto abbastanza e non importa se poi non si salverà, salvarsi per avere cosa, questo mondo dove continuano a insultare chi è debole, Lucia, se penso a tutte le persone pulite che ho incontrato e continuano a offenderle Lucia, le uccidono, non ci sono parole per questo delitto, non si può sopportare tutto questo, capisci Lucia quando sono nella mia stanza e qualcuno urla anche con gli occhi si può urlare Lucia, Lucia mi chiedo che cosa è successo , perché fingete di non vedere (...) e dopo quanto veleno ti senti addosso Lucia, e allora pensa se non fosse così, se non ci credessi più, se fossi perbene Lucia saremmo una coppia normale, io e te, al ritorno dal cinema andremmo a casa e non saremmo perduti in una città di notte, ma quelli per bene forse sono perduti lo stesso Lucia, ma se almeno ascoltassero, ma se capissero che l'altra metà di verità per quanto si può raccontare solo urlando è l'altra metà necessaria, non si può tagliare via non si può dimenticare, alla fine solo il dolore esiste come esisto io, un matto per strada, un matto è una persona che non sa dove andare, niente di più Lucia, tu puoi capire, tu che sei benedetta tra le donne, tu che mi hai visto felice, tu che sei coraggiosa tu che a volte mi hai lasciato solo come un cane tu che adesso per favore scendi non guardarmi ti dico, questo è un sentiero per comici spaventati guerrieri e io non voglio né vincere né perdere voglio solo che tu mi ricordi e che dopo mi anneghino nello zero di quelle medicine e mi chiamino come vogliono e tornino a raccontare le loro storie, non sono vere, manca metà, tu lo capisci cara, almeno tu e allora scendi per favore.
"Vengo con te" disse Lucia.
Comici spaventati guerrieri, Stefano Benni

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luglio
CORNERS
take this Waltz
Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro.E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai.
E Laura diceva, mi ricordo, che questo faceva male ahimè davvero molto male come ti stringessero da dentro le budella e te le graffettassero e punzecchiassero, insomma tanti scorpioncini appesi al tubo digerente così che poi dovevi per guarire cercare un disinfestatore che ti imponesse i fluidi, magari girando mezzitalia e trovatolo fare poi sala d’attesa in compagnia di melanconici stultiferi biliatici neurotici et altri disperati con artrosis e acciacchi d’ossa, persino invasamento del Maligno.
E l’Angelo, anche ciò mi rammento e ve lo passo, questa scoglionatura che dà sul neroduro la chiama Scoramenti, al plurale perché quando arriva non vien mai in solitudine. Si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina; cioè chi sei? cosa fai? dove vai? qual è il tuo posto nel Gran Trojajo? cheffarai? e poi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo né cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la cacca mia, cioè i disturbi dubitativi della decadenza.
E contagia. Ostia se contagia.
Pier Vittorio Tondelli

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d.a.q.c.m.