La cesura semiotica è la castrazione dei polesani. Mormoravano mille non più mille. Il lunedì mio fratello Gianni non va più alla scuola italiana, ma a quella croata. Decreto. Il mercoledì l’osteria non è più di nonna, ma dello Stato. Decreto. Il martedì la mia casa non si trova più in via Piave, ma in via Katalinića Jeretova. Decreto. Quanti colpi di mano contro la memoria, tutto rinominato, tutto ribattezzato. La gente non sa pronunciare le parole delle nuove insegne dei negozi, ma tutti zitti, altrimenti si rischia la tiritera che tuttavia ci accompagnerà tutta la vita, di essere la quinta colonna dell’irredentismo, di essere fascisti.