Casa numero 1. Porto del Carmen, Lanzarote, Canarie.
Quei sorrisi che non vedevo da una vita!
Xuebing Du
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
Cosmic Funnies

JVL
art blog(derogatory)
RMH

ellievsbear

⣠Chile in a Photography âŁ

pixel skylines
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
Sweet Seals For You, Always
Lint Roller? I Barely Know Her
trying on a metaphor

PR's Tumblrdome
$LAYYYTER


â
Claire Keane
occasionally subtle

#extradirty
seen from Brazil

seen from France
seen from Ukraine

seen from Germany

seen from Brazil
seen from Brazil

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Pakistan

seen from Singapore

seen from Colombia
seen from Brazil
seen from Italy
@prontapartenzavia
Casa numero 1. Porto del Carmen, Lanzarote, Canarie.
Quei sorrisi che non vedevo da una vita!

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch ⢠No registration required ⢠HD streaming
2. Kuala Lampur-Kota Baru
La mattina successiva saremmo dovuti partire per Kota Baru con un volo domestico delle 7.30. âSvegliaâ doccia cacca vai parti e boom! Se col cavolo! Fu cosĂŹ che ci siamo ritrovati a girare come due zombie nell'areaporto per ben 9 ore, ed io ho speso un botto di soldi per prenotare un volo sostitutivo per entrambi!!! Nel chiedere spiegazioni e cercando di capire per quale motivo a Dave non fosse stato dato un biglietto e dove poter lasciare la borsa, abbiamo ritardato e perso l'opportunitĂ di spedire la valigia in quanto chiusa la desk dei bagagli per il volo. Roba da matti. Vai in un chioschetto per chiedere info, ti dirigono da unâaltra parte e ti danno un numero per metterti in fila presso un altro chioschetto. Molto allâitaliana insomma. Posso dire di conoscere l'aeroporto KL come le mie tasche ora. Dopo ore ed ore buttate a mangiare noccioline in giro per lâaeroporto, siamo finalmente riusciti ad arrivare alla nostra prossima ed effettivamente prima destinazione. Kota Baru. Lo stato piĂš islamico della Malesia.Â
L'avventura continua con la bellissima notizia della scomparsa della valigia di dave. GiĂ proprio cosĂŹ, ad un passo dalla vittoria ci siamo rotti la gamba. Ma porca Eva! Non so cosa fosse peggio, se il fatto che lui abbia un accento nordico angolassone incomprensibile o la mancanza di alcun tipo di rassicurazione e conoscenza della lingua da parte delle assistenti di volo. Le donne malesi sono minute e parlano a voce bassa bassa, come se fossero estremamente timide. Dai tratti bellissimi e della pelle cappuccino, ma corde vocali zero.Â
Valigia zero. Lasciamo i dettagli e dicono che ci riconnetteranno, mah speriamo! La prima cosa che ho visto uscita dall'aeroporto ĂŠ stata una figlia salutare la mamma con un bacio sulla mano. Questa scena mi ha lasciato un segno. A dirla tutta, le mamme degnano di essere baciate sulla mano! Â
Entrambi incazzatissimi e frustrati per questa situazione riusciamo finalmente ad incontrarci con la professoressa con la quale avremmo collaborato nei progetti di ricerca, Zalina. Ecco da qui inizia la vera avventura. Arriviamo all HotelVilla a Kota Baru, la nostra casa per i prossimi 5 giorni. Un alloggio molto meno lussuoso del Sara Sama, ma sono comunque contenta solo del fatto che ho un bagno ed un letto tutto per me! Â
First Day
Arrivata dopo 13 ore di volo, con un naso sanguinante, entrambe le chiappe interamente addormentate e puzzante di vino e vomito. Ancor prima di partire la mia vicina di volo ha iniziato la sua serie di rigurgiti involontari. Tre episodi di vomito che ci hanno accompagnato per ben tutto il tragitto. L'ho aiutata con fazzoletti ed acqua, in cambio lei mi ha ceduto il suo pranzo. Beh meglio di niente! Fra l'odore di vomito troppo forte, le mie gambe troppo ingombranti e i bambini troppi chiassosi, non avevo alcuna speranza che sarei riuscita a chiudere occhio. CosĂŹ ho deciso di provare a bere un po' di vino rosso, anche per inaugurare un po' l'inizio di questa esperienza. Si, l'ho inaugurata cosĂŹ bene che mi sono rovesciata tutto addosso e per l'intero viaggio mi sono sentita una barbona da tavernello.Â
Eh vabbè. Ancora non sapevamo quello che ci avrebbe aspettato una volta atterrati. All check in di Londra, Dave decise di lasciare che il suo bagaglio arrivasse direttamente alla localitĂ â di destinazione del giorno seguente in Kota Baru, mentre io optai per averlo a Kuala Lumpur per la notte stessa.Â
Arrivati alle 7 di sera, dopo diversi tentativi fatti per orientarci allâinterno dellâaeroporto, ci siamo avviati verso l'hotel Sama Sama, alloggio offerto causa ritardo dalla compagnia aerea Malasian Airline. Very Posh. Il tizio della reception parlava quasi sottovoce ed io, col fatto che avevo appena passato 13 ore in aereo con i tappi, non sentivo una ceppa. Cosi dopo una conversazione sottobaffo fra lui e Dave, avevo capito che avremmo dovuto condividere la camera. Ecco un altro shock. Non solo avevo i vestiti coperti di vomito, mo pure la libertĂ di scorreggiare nel letto mi devono togliere!Â
Faccio un lungo ed intenso respiro e me ne esco con una battuta poco divertente sul russare, cosi tanto per sdrammatizzare. Ed ecco come a 25 anni scopro di russare. A quanto pare sullâareo Dave mi ha sentito a fasi alterne loud and clear. Evidentemente l'etĂ inizia a farsi sentire.Â
Il cielo però decise di graziarmi ed una volta ricevute le chiavi delle camere, mi resi conto che saremmo stati in due camere diverse. Che gioia ragazzi! Voi non immaginate! E fu cosĂŹ che passai la mia prima notte insonne in Malesia in una delle camere d'albergo piĂš lussuose in cui io sia mai stata. Mi sentivo una principessa! Perfino la televisione mi dava il benvenuto!Â
In tutto ciòâ, nonostante la doccia da mille e una notte, i bagnoschiuma agli oli di cazzi e mazzi ovviamente non sono riuscita a chiudere occhio per via del fuso orario, ma grazie al telecomandino touch al lato del letto dal quale potevo controllare luci, aria condizionata e televisione, qualcosa da fare l' ho trovata. Ah per non parlare della cena a buffet che ci hanno offerto! Mai visto cosĂŹ tanta roba in vita mia ragazzi! Sembrava un matrimonio, e non sto esagerando! Dal sushi a tutti i tipi di curry che potete immaginarvi, dolci a go go con fontane di cioccolato e tartine.Â
Aprite il sipario che inizia la fiesta!
Risveglio
Facciamo un salto nel futuro.
 anzi nel presente. Parliamo di oggi.Â
Questa mattina mi sono svegliata. Nel vero senso della parola. Questa mattina ho aperto il mio Occhio.Â
La luce delle sei del mattino me lâha messa nel di dietro ancora una volta e mi sono svegliata rendendomi conto del fatto che la mia testa non aveva affatto riposato.Â
Che novitĂ eh?!Â
Cosi una volta alzata, ho recitato qualche volta NMRK fissando un piccolo punto sul muro bianco, cercando di liberare la mente. Non riuscendoci come volevo, mi sono subito distratta ed ho intrapreso le mie solite routine quotidiane.Â
Ho aspettative alte anche sul modo in cui medito, ovviamente!Â
Come si libera la mente?
Nel fare i miei bisogni mattutini (lo so questo particolare potevo benissimo ometterlo) stavo leggendo e sottolineando dei passi importanti di un libro sottolineando e scarabocchiando. Il capitolo del giorno era dedicato ad esplorare i tipi di persone con tendenze dipendenti, al disturbo dellâ ossessivitĂ e dei comportamenti compulsivi (OCD).Â
Insomma na cosa leggerina pe inizia er sabato mattina Sare!Â
Ehhh vabbè, straight in again!Â
Per farvela breve...Nel leggere il tutto mi sono resa conto ed ho imparato un sacco di cose nuove e vorrei condividerle.
Pronti tutti?
Professor time!
Nel momento in cui percepisco una situazione come emotivamente instabile succede qualcosa nella mia testolina: lâAmigdala prende il sopravvento.Â
Questa manda dei segnali immediati al resto del mio corpo percependolo come se fosse in pericolo. Oltre ad essere responsabile del fatto che possiamo scappare da una situazione rischiosa o pericolosa, ci obbliga anche a ricordare i nostri traumi infantili.
Lâamigdala è specializzata nelle questioni emozionali. Se viene separata dal resto del cervello, il risultato è una evidentissima incapacitĂ di valutare il significato emozionale degli eventi.Â
Allâinterno dellâamigdala prevalgono emozioni come: la rabbia, la paura e lâistinto di sopravvivenza.
Essendosi formata nei miei primissimi anni di vita, non ne posso alterare il contenuto e non la posso controllare! La cosa bella eâ che funziona come un archivio della memoria emozionale e quindi depositaria del significato stesso degli eventi!Â
AllâAmigdala è legato qualcosa di piĂš dellâaffetto: Tutte le passioni dipendono da essa.
Senza lâ Amigdala la nostra esistenza sarebbe spogliata da ogni significato personale. Â
Allo stesso tempo, peroâ posso attivamente mettermi in contatto con la parte frontale del mio cervello, quella che razionalmente pensa e ragiona.Â
Nel momento in cui il cervello riconosce che il mio istinto eâ quello di svolgere il mio solito rituale compulsivo per scaricare i pensieri negativi, ma io non agisco immediatamente, sto cambiando la direzione degli eventi!
Nellâastenermi dallo stimolo, la âCorteccia  Prefrontale dorso-lateraleâ, che denomineremo âIl capoâ dice : â Ok Sara, dai oggi lo ignoriamo!â E cosi temporaneamente mi distraggo e riesco a scacciare lâansia o i pensieri negativi.Â
Nel far questo, lâAmigdala, sconvolta dallâavvenire, manda un segnale dâallarme SOS alla âSegretariaâ del Boss, la âCorteccia Cingolata Anterioreâ. Come ben sappiamo eâ sempre la Segretaria a fare il lavoro sporco per il capo... cosi che questo segnale inviato come First Class, eâ come un cocktail chimico , ricco di âdesiderio dâazione e motivazione al fareâ. Â
Con una dose di Dopamina.Â
A questo punto noi percepiamo solo una piccola quantitĂ â dâansia. Una quantitĂ tale da poter essere gestita con tenace forza di volontaâ.
Non finisce qui, percheâ le segretarie fanno sempre un passo in piĂš.Â
Visto che lâAmigdala non chiede quasi mai aiuto alla Segretaria, questâultima confusa e disorientata si mette in contatto con unâaltra parte del cervello. Cosi  per avere piĂš informazioni sullâavvenuto, la Segretaria chiama lââIppocampoâ, parte dedita ad incanalare memorie del passato immediato e remoto. Questa gli urla:  âAiuuuutoooo che succede qui? Riesci a spiegarmi qualcosa tu rovistando nei tuoi archivi?â. Cosi facendo lâIppocampo manda in risposta alla segretaria un pacco con su scritto:Â
âCara Segretaria,Â
Eâ con mio immenso piacere che ti dono questâ intera scatola piena âzeppa fino al colloâ di file. Ognuna di questi testimonia quanto terribile sia stato questo evento in passato! Il pericolo eâ altissimo.Â
Lâunica soluzione e via di fuga risiede nellâ agire Segretaria, come dâaltronde, si eâ sempre fatto!Â
Nevroticamente suo,
Ippocampo.
Inorridita dallâapparente pericolo nel quale mi trovo, la segretaria prepara unâ altra lettera (con DoubleDose di Dopamina) richiedendo la firma del âBossâ, cosi da poterle rilasciare il permesso per mettere in atto il rituale compulsivo. E nonostante il capo avesse inizialmente preso una decisione diversa, lâalto contenuto di dopamina gli da cosi tanto alla testa che la lettera viene firmata, vince lâAmigdala e io ricasco di culo nel mio rituale compulsivo di controllo.
Tornando a noi ed al mio momento illuminante sul wc. Ho preso Cumpare (il mio cellulare ha un nome, ovvero si, non giudicare) per mandare un messaggio alla mia dolce mammina, e nel frattempo mio padre mi aveva mandato due foto di disegni che avevo fatto quando ero bambina. Nel primo avevo stampato lâimpronta della mia mano in rosso alla tenera eta di 3 anni, e nel secondo vi era una  letterina scritta per il suo compleanno allâeta di 10. Non so voi, ma essendo cresciuta in una famiglia cattolica, il chiedere scusa ed il sentimi in colpa sono stati aspetti alquanto fondamentali nel corso della mia vita. Credo che questo abbia avuto unâimportanza storica per me, in quanto questa letterina era una vera e propria sottomissione e richiesta di perdono. Non andrò nel dettaglio, ma in qualche modo mi sono resa conto del fatto che giĂ da bambina mi sentivo estremamente responsabile per lâinfelicita di mia madre e cosi chiedevo scusa a mio padre perchĂŠ sentivo che era colpa mia se loro litigassero. Non era compito mio sistemare i loro problemi, eppure sono cresciuta con questo tipo di concezione e lâho riprospettato in tutte le relazioni che ho avuto. Purtroppo o per fortuna ho rimosso tantissime cose, e a quanto pare anche lui visto che dice di non ricordarsi di tutti questi litigi, ma sta di fatto che di certo non spettava a me soccorrere o penarmi per nessuno dei due. I genitori sono essere umani e come il resto degli esseri umani, anche loro sono imperfetti. Ora allâeta di 25 anni vedo, capisco, accetto e cresco.Â
Câeâ chi si lava le mani 10 volte prima di uscire di casa per paura di prendersi qualche virus, chi svuota lâintero frigorifero in due secondi perchĂŠ si sente vuoto dentro, chi chiama il proprio partner 30 volte prima di andare ad un incontro di lavoro, chi cammina solo su marciapiedi per paura di essere investito, chi fuma 40 sigarette al giorno per rasserenarsi, chi usa buste bustine per proteggere tutti i suoi averi... potrei continuare a vita. Queste sono cose estremamente comuni. Nessuno eâ perfetto, e nessuno potrĂ mai essere perfetto. Non possiamo cambiare il passato e non per questo dobbiamo farcene una colpa. Possiamo peroâ usare le imperfezioni a nostro vantaggio, in modo da studiarle, capirle ed offrirle come aiuto per coloro che come me hanno incontrato difficolta simili ed ora hanno bisogno di sostegno e dâaiuto.Â
Arrivederci e grazie, ora vado a crescere un pochettino, quanto basta!!Â
Una donna e´ rinata.
òE poi quellâemozione profonda. Accompagnata dalla soddisfazione dâaver finalmente cambiato, o azzarderei dir salvato, la vita ad un altro essere umano.Â
Una sensazione incredibilmente appagante. Mi sentivo come una miniera dâoro, una cascata di coralli preziosi, una valle di diamanti rari.Â
Mi sentivo portatrice di Luce e Speranza.
Parlo con voi...Voi che vivete per lo sfarzo, il consumo, voi che non guardate oltre il toccabile...voi che non vi sentite mai abbastanza...Avete mai provato a salvare una vita?Â
          â°ââŽ
Una sera, il padrone di casa e capo di Teens Watch mi raccontò di una giovane tossico dipendente alla quale mancavano pochi giorni di vita. Rifiutata dallâunico ospedale psichiatrico della regione, in quanto considerata senza alcuna speranza di guarigione, ora vagava moribonda fra il centro, le foreste nere e le strade deserte del vicinato; tentando ripetutamente di togliersi la vita. Affetta da diverse malattie ed infezioni varie, sottopeso e digiuna da oramai settimane, questa ragazza aveva una debole speranza di vivere.
Uno dei momenti piu difficili da gestire era il mio arrivo al centro di rehab. Ecco la biancaaaa, o meglio dire la banca!!! Come sempre quella mattina mi trovai di fronte una decina di ragazzi fattissimi seduti a random per la sala. Sentivo i loro sguardi sulle mie scarpe.. percepivo il loro bisogno incontrollabile di riconoscimento. Per cosa avrebbero usato il denaro? Per aiutare a distruggersi.
Non erano i soliti 8 bambini che mi seguivano fin casa urlando Jambooo, i quali accontentavo ripetutamente con caramelline fruttose (alla fine sono tornate stra utili, Thank you Mamma!). Questi ragazzi erano adulti, piĂš grandi di me, con occhi e fare moribondo. Divorati dalla droga, ormai lâeroina li aveva resi degli zombie. Alcuni di loro mi descrissero tutte le sensazioni che provavano quando si iniettavano la sostanza, gli effetti durante e dopo. Quel che piĂš mi rimase impresso fu il dopo. Anche solo a qualche ora di distanza dallâaver preso una dose molti sentivano un forte dolore muscolare, nausea e vomito, crampi allo stomaco, dissenteria, brividi e pelle d'oca,  e poi una vera e propria voglia di arrendersi alla vita e porne una fine. Non câera via dâuscita da questo male. Avrebbero fatto di tutto.Â
In modo diverso fra loro, ma con simile dinamica mi raccontavano storie inventate per far si che in me scattasse un senso di compassione e pena, e gli donassi del denaro per comprarsi lâeroina. Purtroppo, a causa del mio debole animo ed ingenuitĂ fu difficile non farsi fregare.Â
Ecco, complimenti Sara, giĂ non chai una lira per conto tuo, in piĂš vai in Africa per fare del bene e finisci col contribuire al traffico d'eroina sporca. Complimentoni. Pensavo Katherine fosse genuina nel raccontarmi dei suoi traumi personali, invece anche lei.. unâattrice nata! Mi avevano detto di stare attenta, ma come sempre ho dovuto fare di testa mia....
Almeno spero sia stata roba bbona!Â
Quel giorno ricordo di essermi sentita un po delusa con me stessa per esser cascata in una trappola dal cartello con su scritto DANGER evidenziato di rosso.
Ma allora sei cojona!!!
Cosi, per controbilanciare la situazione il cielo decise di venirmi in contro, e mi donò una delle esperienze piÚ bella della mia vita.........
         UN UOMO NUDO!!!!
NOnonononononono no...ma di meglio!
                             â°ââŽ
Trovata una sedia fra loro, mi fermai ad osservare il linguaggio del corpo di una ragazza seduta lontano dal resto del gruppo. Era vestita con una sporchissima canotta di colore beige con sopra un cardigan giallo che le scendeva dalla spalla destra. Lo portava cosi, non aveva le forze di sistemarlo. Era minuta. Questo lasciava intravedere le sue ossa sporgenti e la sua pelle sottile. Ed estremamente visibili, le cicatrici estese lungo tutto il suo braccio erano alquanto evidenti. Purtroppo i segni che l'eroina lascia sul corpo di un tossicodipendente sono inequivocabili.
            â°ââŽ
Questa ragazza fu lâunica a non notare la mia presenza. Era persa fra se mentre fissava il terriccio rosso africano del giardinetto. Istintivamente presi una sedia e mi sedetti alla sua destra. Non aveva voglia di parlare, non era di tante parole, probabilmente non aveva nemmeno lâenergie per formulare una semplice frase. Iniziai a parlarle io e nel momento in cui le dissi delle mie origini Italiane, si aprĂŹ completamente. Parlava poco lâ italiano, ma quel che bastava da far si che nessuno ci avrebbe capito.
La sua pelle era cosĂŹ sottile, i polsi, le mani, i piedi, le gambe, tutto il suo corpo era ricoperto da cicatrici. Decisi di portarla fuori per prendere un poâ dâaria. A dirla tutta volevo allontanarmi dal resto del gruppo che non faceva altro che parlare di eroina. Lâ aiutai a camminare, facendole fare un passo alla volta, senza mai lasciare la presa del suo esile braccio. Trovammo un po dâintimitĂ , le presi una sedia ed io mi sedetti su di un sasso fuori dal cortile, rimanendo al suo fianco.Â
Tre passi e la guardai cercare di riprendere fiato. Qualcosa mi diceva che lei non mi avrebbe raccontato balle. Da lei avrei imparato.
         â°ââŽ
Onestamente parlando, non sapevo dove e come questo episodio sarebbe andato a finire. Non avevo pre-elaborato come sarebbero andate le cose con M., se alla fine sarei stata in grado di aiutarla, se si sarebbe tolta la vita di fronte ai miei occhi, o se ne sarebbe uscito qualcosa di buono. Non sapevo nulla, per me era tutto nuovo, cos mi lasciai andare, ed ancora una volta il mio istinto mi illuminoâ la via.
Parlammo per ore ed ore e le cose che mi disse le terrò con me, per sempre. Mi parlò della vera africa, della miriade di ingiustizie che avvenivano quotidianamente dietro le quinte. Della foresta dove le donne venivano sfruttate a prestarsi sessualmente e farsi di sostanze varie.Â
Le si sentiva ascoltata, importante, accettata. Mi parlò di lei, di quello che amava fare prima dâentrare nel malvagio giro, ben 13 anni fa. Veniva trattata come uno scarto, una matta, dicevano che la droga ormai le aveva mangiato tutti i neuroni. No. No. In lei io vidi la luciditĂ ed intelligenza che nemmeno la moglie del capo del centro aveva. Lei sapeva quello che stava dicendo, sapeva quello che stava succedendo. Si era solo lasciata andare al male. Il cervello ancora funzionava, non era affatto troppo tardi. Ora dovevo solo trovare un modo per farle riacquistare le forze, altrimenti anche il cervello si sarebbe spento. Non voleva mangiare, non aveva appetito ed ogni cosa che mangiava il corpo lo rifiutava. CosĂŹ le chiesi:
âSe potessi scegliere una cosa, qualsiasi cosa, che vorresti mangiare, cosa sarebbe?â
E lei rispose dopo pochi secondi: âPorridgeâ Ovvero farina di fiocchi dâavena.
E cosi....
Neanche il tempo di finire la frase che sfrecciai al supermercato, tornando con chili di Porridge, litri di latte e caramelle per tutti. Chiesi alle donne che lavoravano nel centro di cucinarlo immediatamente, e dopo ore passate seduta su un sasso in cortile con M., il porridge era pronto. Ne divoro´ ben due tazze,  accompagnato da due tazze di latte. SHOCK!Â
Per un momento pensai che avrebbe vomitato tutto, ma aiutandola a respirare con costanza, il corpo infine accetto´ i nutrimenti. Vedevo un accenno di sorriso, un accenno di luce nel suo sguardo.Â
          â°ââŽ
Ora mancava solo una cosa. Get rid of the devil in her hair. Voleva tagliarsi i capelli, non li lavava da mesi e si sentiva cosĂŹ sporca dâesser convinta che li risiedesse il diavolo. Sotto braccio la accompagnai.
50 centesimi e una rasata professionale!
Aspettai fuori e feci una foto al parrucchiere!
Ricordo il suo sorriso una volta uscite da li, ma sopratutto ricordo il suo fortissimo abbraccio.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch ⢠No registration required ⢠HD streaming
Wonderwoman e lâEroina
Dal primo momento in cui ho messo piede nella comunitĂ locale dedicata a chi fa abuso dâeroina (Heroin Injecting drug users- IDUs) aka Rehab Centre âTeens Watchâ non sapevo veramente dove mettere le mani.
â°ââŽ
Era una situato in mezzo al nulla, dove artigiani lavoravano il legno e battevano il ferro rigorosamente senza alcun tipo di protezione. Anzi, no, alcuni avevano gli occhiali da sole.
Sega elettrica, fili pericolosi e occhiali da sole mi sembrano unâaccoppiata alquanto sicura non siete dâaccordo?
Uscita secondaria del centro, sul piazzale di terriccio rosso dove giovano spesso a calcetto le squadre locali.
Per quanto riguarda il centro in se, vi era un tavolo centrale con alcuni dipendenti dai volti poco amichevoli che non rispondevano a nessuna delle mie domande.
"Come posso essere utile?â
"Abbiamo già ´ fatto tuttoâ
"Posso dare una mano a sistemare qualcosa?â
âNo sarebbe troppo complicato spiegarlo in Ingleseâ
Eh ma allora vaffâŚ.
Insomma avevo capito che fra tutti i membri del centro, nessuno mi avrebbe aiutato ad.. aiutare. CosĂŹ dopo poche ore, non sentendomi allâaltezza delle mansioni che effettuavano, in quanto per quanto potessi osservare e provare a replicare le azioni, spesso quello che facevano non rientrava nelle mie competenze, decisi di usare le mie risorse per farmi strada.
Idea!!Â
Ok, sono Psicologa o no? Allora uso le mie conoscenze ed empatia per crearmi da sola un ruolo allâinterno di quella comunitĂ .
Era assurdo, volevo imparare, volevo che qualcuno mi spiegasse qualche cosa, qualsiasi cosa.Â
Invece zero.
 Il primo giorno me ne sono andata dopo poche ore scoraggiata ed avvilita. Mi sentivo come se avessi perso un giorno prezioso cercando di capire come poter darmi da fare, avendo di fronte stranieri ostili e poco comunicativi. Fra queste vi era anche la mia padrona di casa, nonchÊ moglie del capo del centro.
Tornare a Teens Watch era diventata una prorieta! Non avrei mollato facilmente!
 CosÏ sono andata diversi giorni di fila, per provare nuovamente a capire cosa poter fare.
â°ââŽ
Probabilmente spazientiti, un lunedĂŹ i responsabili del centro mi hanno letteralmente âmollataâ ad una parte del gruppo sullâunica ambulanza della Croce Rossa Keniota (che operava per il villaggio una volta a settimana). Portava i medici (o meglio dire gli infermieri) fra le dens a distribuire aghi puliti, preservativi e fare test per lâHIV.
Esplorando lâargomento..
Da tempo ormai lâAfrica dellâest è divenuta porta dâingresso per il traffico di Eroina verso lâoccidente. Lâuso di questo stupefacente in Kenya è in pericoloso aumento e si sta diffondendo in particolare tra i giovani (beach boys) della regione costiera.Â
Dove si trovava Ukunda?Â
Esattamente sulla costa dell Africa dellâest.
Non aiutavano affatto lâelevato tasso di analfabetismo, povertĂ e disoccupazione.
Oltre che apportare danni permanenti da un punto di vista neurologico, se le condizioni igieniche non sono soddisfacenti, ripetute iniezioni di eroina causano danni alla pelle e alle vene (ulcere, ascessi, collassi dei vasi sanguigni), e possono portare ad infezioni gravi (setticemie, tetano, endocarditi). In questo caso, in Ukunda, vivendo in profonda carenza dâ igiene e cura, conseguenze deleterie e mortali erano inevitabili.
In aggiunta a questo, la comunitĂ accoglieva anche malati di Epatiti B, C e AIDS, causato dallo scambio frequente di siringhe.
â°ââŽ
Raggiunti i tossici nelle loro Drug Dens, Tane/Covi in mezzo ai villaggi, procurandogli cosĂŹ siringhe sterili, preservativi e supporto psicologico, ho provato con tutta me stessa ad interagire con piĂš persone possibile, ma la barriera linguistica non era semplice da affrontare, e questo non agevolava le mie possibilitĂ di aiutare.
â°ââŽ
Ho provato inutilmente ad entrare mentalmente nel loro mondo, a sentirmi come si sentono loro.Â
Osservavo le scene.. C'erano dei ragazzi dal volto deformato che camminavano come degli zombie, finiti.
Alcuni poggiati ai tronchi con un ago inserito nella pelle.
Ho visto pupille diventare bianche per una dose troppo elevate, e ragazzi ritorcersi in mezzo ai rovi per il dolore dato dallâastinenza.
Uno di loro, non capendo quale fosse veramente il mio ruolo, con unâItaliano imparato in spiaggia lavorando come "acrobataâ, ha provato a vendermi 2gr di Marjiuana per 20 cent.Â
`Alla fine...Infatti, quale era il mio ruolo?Â
Oltre che essere lâunica bianca di cultura opposta?
Ma un nero in mezzo a tutti bianchi si sente cosĂŹ?
Mi sono lavata i denti con lâacqua locale rimanendo Cagarella-free!!
Cambiando le mie prospettive, non solo ho cambiato la mia visione del mondo, ma sono diventata ancor piĂš sensibile ed aperta alle sollecitazioni provenienti dalla realtĂ che mi circonda. Tutto questo mi fa riflettere..
Nonostante in Ukunda, la gente vive sulla loro pelle innumerevoli ingiustizie, non perdere di vista le cose piĂš vere e´ un concetto piuttosto alienato. Mentre loro sono in stretto contatto con la natura del loro essere, noi rimaniamo chiusi in una bolla ottusa di auto-convincimenti materialisti, allâinterno della quale cerchiamo costantemente di riempire il vuoto che si crea in noi 'consumando' merci inutili e (detto palese palese) non accontentandoci MAI.
â°ââŽ
Vorreste dirmi che non e´ cosi´?
âł Uno dei tanti banchi sulla strada per tornare a casa dove solitamente mi fermavo per comprare le Banane! (10 Kenyan Shilling a pezzo, ovvero 10cent)
â°ââŽ
Riuscireste a non impazzire non avendo ne´ luce ne´ acqua 24/7?
Lâacqua andava via quando meno me lo aspettavo, poteva accadere una volta insaponate le braccia, come poteva accadere nel momento in cui disperatamente cercavo di tirare lo sciacquone. Eh no!!
LâelettricitĂ invece, solitamente andava via SOLO il GiovedĂŹ.
Ovviamente dopo la seconda settimana, lâho capito. Non che qualcuno mi avesse avvertito.
Dopo la prima settimana era arrivato il momento di...lavare i panni. Ok, alloraâŚGrazie alla mia esperienza da donna tutto fare, pensavo onestamente di saper gia´ lavare i panni a manoâŚ.Basta insaponare le macchie, strofinare bene bene un paio di volte, risciacquare e via. Seâ....Col ca!!!
Per lavare UNA mutanda ho impiegato circa 10 minuti, non so nemmeno io perchÊ´! Strizza, strofina, strizza, strofina, strizza, strofina.
â°ââŽ
Fatto sta che dopo la terza mutanda mi era preso una specie di colpo della strega, cosÏ Francisca con aria alquanto spazientita mi ha mostrato i trucchi del mestiere. Probabilmente le ho fatto pena nel momento in cui mi ha visto ripiegata su me stessa alla Gollum del Signore degli Anelli imprecando con poca classe nella mia madre lingua.
Asciugate mutande e magliette, in un giorno d isole, presa dalla necessita´ dâ esplorare la spiaggia di Diani, mi sono avventurata verso il mare. Wohooo!!!
Erano le 8 di mattina ed il sole sul villaggio di Ukunda era ancora nascosto fra le nuvole. Cosi mi incamminai...
Giunta alla fine della strada che da Ukunda portava alla costa, in lontananza scorgevo il mare... Lo vedo... eccolo...maestoso, infinito. Finalmente.
â°ââŽ
Nonostante dal tuc tuc la strada sembrava essere poca, dopo circa 1h30 di camminata a passo spedito senza guardare in faccia nessuno, sono finalmente giunta sulla costa Keniota. Durante il percorso non vi e´ stato nemmeno un secondo in cui non mi sono sentita osservata o controllata dagli uomini locali.
Oltre che al vero e proprio Oceano Indiano dal colore cristallino, a tratti il mare era formato da tappeti di alghe poco estetiche ed altamente puzzose. Queste scomparivano quasi del tutto una volta raggiunti i Resort in riva.
Passeggiavo per la spiaggia con una borsa pesantissima e completamente vestita. Avevo con me tutto il kit per fotografare la miriade di particolarità ´, Reflex, Action Cam, mini treppiede, braccio per Ipod.
Purtroppo, non sono riuscita a fare nemmeno uno scatto come volevo.. PerchÊ? PerchÊ in spiaggia mi seguivano mille africani⌠Voi pensate che I marocchini sulla riva marchigiana siano accollosi? Beh andate a Diani Beach e capirete cosa vuol dire veramente la parola Accollo! Non solo cercano di venderti favori sessuali (si vedevano innumerevoli signore sui 60 anni con ragazzi pompatissimi di colore), ma anche eroina o Bob Marley cigarettes!
Dovevo assolutamente riposare i piedi visto che dopo 6 km di sfregamento caldo- sudore- scarpe- pelle erano completamente ricoperti di ferite. Non riuscendo a trovare un posto libero da questi famosi Beach Boys, mi sono seduta su un tronco circondato da noci di cocco svuotate e formiche rosse. Grosse, ma grosse, e bruttarelle..Di quelle che pizzicano!Â
Una lotta interna fra la Sara cagasotto che voleva scappare urlando completamente ignuda e la Sara Psicologa che fa Auto-Training.
âł Una volta seduta, sono riuscita a scordarmi dello stress dato dallâ insistenza dei Beach Boys e delle formiche rosse..Â
E guardandomi intorno mi sono resa conto che in effetti..La spiaggia era semplicemente paradisiaca!
Non avevo mai visto km di granelli di sabbia bianchi e soffici come a Diani Beach. Col sole sembrava quasi di camminare su una distesa di piccoli ma preziosi diamanti.
Occasionalmente passavano anche dei cammelli utilizzati per i turisti, trainati da un signore poco sorridente. Poveri cammelloni!Â
Fortunatamente nel giro di qualche minuto ho notato un gruppo di ragazzi sdraiati in spiaggia, câerano altri Bianchi!! In spaggia!!Â
Non ero lâunica europea a volermi sdraiaresu quel kilometrico tappeto bianco in pace col signore e respirare un po di mare!
Ed ecco qui che grazie alla disperazione data dal voler parlare con altri europei, Â sono stata invitata a casa di questi ragazzi, o meglio oserei dire âreggiaâ..
âł Una villa sul mare con 6 posti letto, giardiniere, cuoco, manutenzione, guida, autista, piscina a 250⏠x2 settimane, e pure il pesce fresco appena pescato.Â
Vino, Bacardi, sigarette ed una rinfrescata in piscina con 2 coppie di Strasburgo, hanno reso quel Sabato pomeriggio una vera e propria piacevole avventura! Vorrei poter dire di essermi finalmente rilassata, ma purtroppo rimanevo sempre una donna, sola, con sconosciuti.Â
 ⳠPero´ simpatici questi sconosciuti! Anche se in 6 su un tuc-tuc abbiamo rischiato la vita.
A casa sono tornata con:Â
1- Tanta voglia di vivere....
2- Delle conchiglie fantastiche raccolte con le mie manine care.. E...
3- Una bruciatura allucinante.
âł Oltre a fare la bonazza mostrando un decolte modesto e unâabbronzatura alquanto viola, vi spiego il senso di questa foto.
All'interno dell'Africa gli uomini usano tenere in bocca questi piccoli pezzi di legno appuntiti per tutta la mattina, simili a Stuzzicadenti, con lo scopo di pulirsi i denti. Qui me la sentivo molto African Style anche io!Â
(Pero lo spazzolino e dentifricio li usavo eh.. a dirvela tutta, mi lavavo i denti con la loro acqua, e zero cagarella!! Bomba!! )
Se non ti lecchi le dita.. Godi solo a meta´!
Finita la giornata lavorativa nella clinica, ormai quasi con quotidianitĂ , venivo invitata a casa di Faith, dove oltre ad offrirmi ripetutamente da bere e da mangiare, mi faceva sentire come se fossi nella mia stessa casa.Â
Passavamo i pomeriggi a saltellare, cucinare, cantare e guardare cartoni animati nel suo monolocale, spiaggiate sul divano.Â
âł Questa sono io sorpresa della grandezza degli Avocado venduti sulla costa. Specialmente il nocciolo, paragonabile ad un cervello (secondo me).
â°ââŽ
Nonostante i 10 anni di differenza, io e Faith stavamo cavalcando la stessa onda. Il suo modo di relazionarsi mi ha scosso in profondità : per la dolcezza, schiettezza, genuinità  e generosità .
Pensate vivere in un posto dove culturalmente il 90% delle donne si sposano a 16 anni ed entro il 25 hanno gia una squadra di calcio alla quale badare, e voi.. ne avete 30 e siete single.Â
Direi non semplice come situazione. Cosi, ci divertivamo...
Devo ammettere che essere bianca e´ tornato utile specialmente quando siamo andate a prendere da bere al BidiBadu...
Tutto quanto a GRATISE!Â
 Da lui â
Dopo il triplo giro di Cocktail offerti dal Manager del locale, ci sentivamo un po tutte cosi.. â
Anche con Carol ne abbiamo fatte di risate. Loro stupendamente belle, spontanee e felici di girare con unâ amica Mzungu (e te lo credo, abbiamo bevuto 5 cocktail a testa pagando 2 Euro).Â
âł Carol & Faith
â°ââŽ
Nel corso delle settimane seguenti ormai passavo la maggior parte del mio tempo a piedi nudi sul divano di Faith a mangiare Ugali con le mani.Â
Fra i piatti tipici gustati lâUguali e´ una polenta a base di farina di mais bianco (varietĂ di mais maggiormente diffusa in tutto il Paese, essendo il mais giallo quasi sconosciuto). Si sfalda e mangia con le mani accompagnandola alla Sukuma (verdure stufate e avanzi di carne e pomodoro). Si, avanzi di carne.Â
â°ââŽ
Oltre a questo, molto diffuso il Chai Tea (acqua latte, un velo di the e 2 Chili di zucchero) ed i Chapati, (fogli di pasta di acqua, farina, sale e olio). Il tutto frittissimo ed oliosissimo rigorosamente cucinato nella pentola sul carbone.Â
Escluso per il riso, tutto, e dico tutto va mangiato usando le mani, non le unghie, le mani!
A questo non ci avevo proprio pensato, quanto poteva essere difficile mangiare con le mani?........
Maronna mia!!! Fra leccarmi le dita in maniera poco sensuale ogni volta che portavo qualcosa alla bocca e sporcarmi i vestiti con gocce giganti dâolio, ero veramente ridicola.Â
Strano, zozzo, mi piace!Â
Una volta capito perche amano mangiare con le mani, non ne sono piÚ uscita.
Vogliono usare tutti i sensi a disposizione.Â
Mentre il cibo si cuoce, potete udirlo e sentirne lâodore. Quando lo mangiate, lo vedete e lo gustate. Ma per usare il quinto senso dovete toccarlo.
â°ââŽ
Facevo passi da gigante, e nonostante spesso mi sentivo un pesce fuor dâacqua, grazie a Faith e Carol sentivo rinascere in me una sensazione di speranza e fiducia nei confronti dellâamicizia vera fra donne, priva di pregiudizi, critiche ed aggressivitĂ .
E poi sono svenuta...
Presso la clinica ho assistito David (il principale del reparto di maternita´) per tre giorni consecutivi in una microscopica stanza buia. WOW che esperienza!
Da far rizzare i capelli!! â
Vorrei sottolineare che non potendo permettersi il sistema ad ultrasuoni, le mamme che vengono visitate nella clinica di Ukunda non sanno mai il sesso del bambino, ne hanno una vera e propria idea della salute di questo.
David usava un uno Stetoscopio di Pinard in alluminio per ascoltare i battiti.. Un utensile che non ho mai visto, nemmeno nei film antichi. Nonna lo riconosci?
Non vi nego che inizialmente ho provato forte imbarazzo nel tastare le pance XXXXXL Africane. Queste mammone mi guardavano con aria confusa e perplessa. Mi sentivo cosi intimidita che usavo manine da fata per timore di innervosirle. Il tono con il quale parlano tende ad essere generalmente considerato alto e nonostante inizialmente associavo quello stesso tono di voce ad aggressivitĂ , in alcuni paesi africani è considerato assolutamente normale e non indica alcunâ alterazione emotiva.
Purtroppo con le manine da fata sia le africane che I dottori ci fanno ben poco! Applicando piu´ pressione, ho sentito sotto I miei polpastrelli, I fragili ed immaturi corpicini, ascoltato I fiochi battiti fetali ed accentuato la mia riluttanza nel potenzialmente partorire un domani.
Una vita allâinterno di una pancia. Incredibile madre natura.Â
(Maddai credevo accadesse cosi..)Â â
Una volta fatto questo, il dottore col quale stavo lavorando ha deciso di mostrarmi un video (a ripetizione), di come esattamente muoversi quando ci si trova a dover estrarre il bambino dallâorgano genitale femminile.Â
Allora, donne... LISTEN! Ora provate a chiudere gli occhi ed immaginare nella vostra testa il film piĂš crudo e sanguinolento che abbiate mai visto. Beh, io vi giuro che non ho mai avuto cosi tanta difficoltĂ nel concentrarmi su uno schermo senza volermi nascondere sotto il tavolo e piangere dalla disperazione.Â
Percheeeee sono nata donna?? Percheeeee? Ma che questo devo subire io? Ma siamo matti? Sono in tempo per cambiare sesso? No? Allora adotto! Col cavolo che mi sottopongo a codesta tortura.
Le scene, I dettagli, I particolari, il modo in cui avviene il tutto, mi hanno fatto passare ogni minima minuscola briciola di fantasia restante che avevo nel voler potenzialmente un domani avere un bambino. Fatto sta che nonostante queste rappresentazioni crude ma ahime´...veritiere, mi sono autoimposta di completare la visione del video (questo perche´ alla fine era anche molto interessante). Non credevo ci fossero video ritraenti tanti particolari, in questo modo!!Â
Piuttosto, quale donna da il consenso ad una persona di videofilmare la propria Gina in queste condizioni? Quanto pagano?
Comunque, dopo aver alzato il volume al video, un quarto del centinaio di madri africane musulmane incinte sedute fuori si sono accalcate nella stanza urlando fra loro in Swahili e spingendosi con tantissima foga.
Una confusione della quale non ho mai fatto parte, visto che solitamente:
1- Capisco la lingua e la cultura.Â
2- Non sono lâunica senza un figlio in grembo.
Mentre ero circondata da tutto queste donne, il dottore mi ha detto di osservare la minore operazione chirurgica a mani nude che stave effettuando su una donna. David rigorosamente senza guanti, senza anestesia, con in mano un vero e proprio taglierino, affettava lâ interno del braccio destro della ragazza come se stele sbucciando una mela.Â
Non so come ero riuscita a mantenere ancora in controllo della situazione nonostante lo ZOO che aveva preso luogo in quella stanzina, ma nel mentre osservavo il sangue fuoriuscire.............Salto´ la corrente!Â
Ma NO!!
Quindi col caldo africano afoso, il ventilatore spento, le donne sbraitanti, il sangue spruzzante sulle mani nude di David, non câho visto piĂš (teoricamente e praticamente) e sono svenuta mentre cercavo di uscire dalla stanza.Â
Boom!Â
Andata Sara.
Cosi sono diventata un po lo zimbello della Health Clinic di Ukunda, la âMzungu on the floorâ. Il giorno seguente mi sono autoimposta di riaffiancare David per superare lo shock associato a quella stanza. Lâho fatto non credendo che il Dr. potesse MAI avere video piÚ traumatici di quelli mostratomi il giorno precedente. ...
E invece NO!!Â
Mi sono dovuta fare forza e guardare aborti spontanei ed emorragie interne durante il parto. Sangue, grida e tanta sofferenza. Ma la buona notizia e´ che sono rimasta in piedi.Â
Grandi progressi!
Una vita di Bunga Bunga.
Guardando il telegiornale Keniota noto come gli africani mostrano le proprie emozioni con la stessa intensitĂ con la quale noi mostriamo le nostre. Questo particolare non poco importante mi fa riflettere sulle diversitĂ notevoli che abbiamo con la cara e tanto amata popolazione Britannica. Come si può essere cosĂŹ freddi e diplomatici su tutto? Eppure dopo anni trascorsi in Gran Bretagna, sono diventata anchâio un ghiaccioletto! Della serie..
Anyway....Unâ altra cosa scoperta grazie al telegiornale che guardavo la sera e´stato il modo in cui vengono trattanti I carcerati nelle prigioni. Fra di loro si ride, si scherza, si suonano tamburi e si balla in gruppi misti. Sui loro volti la gioia, la serenitĂ , ed io che non capendo mi chiedo se in prigione questo approccio porti ad esisti positivi. Una terapia riabilitativa piÚ umana su una persona che ha commesso delle ingiustizie, potrebbe essere la chiave alla vera risoluzione dei suoi problemi, o no. Chi lo sa. So solo che ridere e giocare fa tanto bene!
ⳠFra i ricordi piÚ cari che ho, vi e´ questo momento.
 ⳠDavid il figlio e Tabitha, la mia host mother... Sembrano cosi cari e buoni.... Invece..
 La seconda sera ho visto la madre alzare con considerevole aggressivita´ le mani su figlio per sciocchezze, e pure sul gatto!! E come picchiava oh!!! Violenza non necessaria. Alzare le mani non è un modo per aiutarli a costruire il loro senso morale, tanto meno per capire cosa sia giusto o da evitare. Qualcuno glielo vuole spiegare? A quanto pare anche a scuola le maestre ancora menano gli studenti...
Oltre al sottolineare che i concetti come buono o cattivo, giusto o sbagliato non sono innati ma âimparatiâ, queste scene mi hanno letteralmente lasciato a bocca aperta. Â
Tabitha, lâunica cosa utile che e´ riuscita a fare durante il corso della mia permanenza nella sua casa (o meglio casa del marito), e´stata accompagnarmi alla clinica locale il primo giorno di lavoro e letteralmente âmollarmiâ ad unâinfermiera di nome: Faith.
â°ââŽ
Nonostante la sua apparente durezza, con il tempo, Faith e´diventata una delle mie migliori amiche ed esempio sul come gestire il lavoro nella clinica in modo da essere accettata dalle donne locali.
âł Una parte del dispensario della Cinica dove tengono i file dei pazienti.Â
â°ââŽ
Gia´dal primo giorno sono riuscita a farmi piacere presso la Clinica ed il reparto per diagnosi e terapia della patologia da HIV di Ukunda e Faith assieme alla sua amica Carol, che chiamavo Bobo, mi hanno portata al famoso Bar di Diani Beach, â40 Thievesâ.  Ridevano, Scherzavano, mi prendevano in giro per i miei modi di fare occidentali, ma non importava. Sapete perche´? Perche´ nonostante i primi giorni in cui ero leggermente (alquanto) disperata, finalmente mi sentivo di nuovo io.Â
âł Bobo e Faith al bar â40 Thievesâ Nonostante a tratti non capissi ne lingua ne modi di fare, questo non importava perche´ ero troppo incantata ed innamorata di quei sorrisi cosi´ bianchi e...genuini.
Assistere Faith e semplicemente osservarla mentre svolgeva il suo lavoro iniziava a diventare poco interattivo, non facevo quanto avrei volute fare. Cosi, visto la carenza di indicazioni informative ed orientamento sul mio ruolo da parte dellâorganizzazione del Volontariato (bastardiinfami), non restava che pedalare da sola per la mia strada!
Ho iniziato cosi´ a farmi avanti con i pazienti, imparando un po di Swahili la sera e ripetendomi le parole in testa fino alla nausea. Ho visto mamme affette dâ HIV (Human Immunodeficiency Virus) di 17 anni, con figli di 2, i quali corpicini diventano suscettibili a funghi che, generalmente, un corpo sano sarebbe in grado di debellare. Inoltre unâaltra condizione (che tuttâora mi fa venire i brividi) estremamente diffusa, era il marasma infantile (kwashiorkor) la pancia gonfia nei bambini.Â
ⳠPer questo scatole intere di preservativi dati a profusione a tutti, a donne dai 15 ai 75 anni, ma anche per uomini, eterosessuali, omosessuali e chi piÚ ne ha piÚ ne metta!!!
(75 anni e ancora BungaBunga?..BOMBA!)

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch ⢠No registration required ⢠HD streaming
Mimi ni Mzungu (Io sono Bianca)
Superati i confini europei per raggiungere luoghi distanti e terre poco esplorate, sono andata là ddove non vi fossero ne´ resort ne´ turisti, ma in un mondo a se´, nella vera e propria Africa.
âł Lâentrata della casa in cui ho vissuto.
Il mio primo impatto col mondo africano è stato molto piĂš impressionante di quanto avessi potuto prevedere. Per quanto mi fossi informata sul Paese, diciamo che lâimmaginazione non si era rivelata sufficiente.
Fin da subito sono stata travolta da una serie dâ emozioni che mi hanno confuso profondamente. Credo, anzi sono sicura di aver subito un vero e proprio shock culturale, e pure bello forte!!
âł Il mio angoletto e rifugio in camera. Zanzariere? Ci sono Zanzare? Wohoo AUTAN mode: ON!
Ho dovuto abbandonare ogni riferimento relativo alla mia cultura dâ appartenenza per accettare immediatamente la vita in Ukunda.
Ukunda e´ un piccolo villaggio rurale situatosi nella contea di Kwale, adiacente alla famosa Diani Beach sullâ Oceano Indiano. Pensavo di trovarmi fra altri volontari, ma ero lontano, molto lontano, lontano da tutto.
âł Lâorganizzazione mi aveva informato che sarei stata a Diani, lungo la costa, vicino la spiaggia, invece da Ukunda a Diani Beach, ci voleva 1h approx.
âł Tragetto per andare da Mombasa a Ukunda. Â Rende un po lâidea?
Purtroppo non potendo costruire un ponte per mancanza di fondi, per arrivare ad Ukunda si doveva prendere un traghetto straripante di gente di tutti i tipi, dello stesso colore. Un viavai di uomini stanchi dal lavoro e donne che nonostante portavano vasi pesantissimi sulla propria testa e tenevano in braccio i loro bambini allo stesso tempo, riuscivano in qualche modo a camminare con portamento regale ed eleganza sorprendente.
ⳠUna delle mie foto preferite scattata scendendo dal traghetto. Realta´ contrastanti.
Se mi metti un bambino in braccio, un sacco di patate in testa, state sicuri che entrambi finiranno male, molto male. Meglio non provare. Lo dico per la salute del bambino piuttosto.
âł Overview delle strade di Ukunda.
Lasciata la città si incontravano invece i villaggi, con I loro rumori, odori, fogne a cielo aperto, spazzatura messa a bruciare in mezzo alle strade, zanzare e... sporco, sporco ovunque.
La gente, gli uomini, continuamente mi guardavano con quegli occhi neri pieni di curiosità ´, mi fermavo, mi toccavo, mi facevano sentire cosi´ Mzungu.
â°ââŽ
Non trovavo nessun punto di riferimento âoccidentaleâ, una tabula rasa di tutto quello che è sempre sembrato basilare e scontato. Avevo lo sguardo perso dato dalle molteplici novità ´, sentivo la necessita´ di parlare con qualcuno, ma per telefono ci sarebbero volute ore e soldi ( Telefono? Liâ altro che Iphone, un Nokia 3330 e vai una bomba!!).
Non avevo nessuno con cui condividere quello che stavo vivendo, se non Sara.Â
Io e Sara ci siamo trovate da sole diverse volte in viaggio e quindi con un po di coraggio e determinazione, non avevo dubbi che ce lâavremmo fatta anche in questa avventura!Â
To be continued..
âĄ
1: Ready...
    ⳠAlle prese con la preparazione dello zaino.Â
I vestiti sono stati ripiegati in mega salsiccioni, come sempre, per salvare spazio! Nello âsmucinareâ fra le rimanenze estive, ho trovato solo due costumi comodi: Uno leopardato e uno intero da piscina. Praticamente gli OPPOSTI! Eh vabbe´ dai ci sta, in mezzo ai leoni RWROOOORW!!
Fra i consigli sul cosa portare, il piÚ´ inusuale (ma alquanto sensato) e´ stato di Gaetano: â Portati un po di caramelle per i bambini Africani...â Giusto! Ovvio! Come potevo non ricordare di portarmi i dolciumi? Ah, per loro? E a me? Tocca che ne prendo il doppio allora!!
....Diciamo, che io e Maria lâabbiamo preso proprio in parola.....
   ⳠGrazie Maria per il KILO di zuccheri!!Â
Nel giro di una settimana mi conosceranno tutti come âLa Befanaâ di Diani Beach!
Ps. Nella foto non si vede le quantità ´ di medicine che Gaetano mi ha consigliato di portare..Se mi fermano gli dico che vado in Kenya a distribuire farmaci anti-cagarella e carammmelle!! Ci puo stare no? Con staâ faccia poco angelica sicuro mi credono!
Manco a dire che vado in Africa OH!!
Manca solamente un giorno al benedettissimo esame per Medicina, mi sto facendo due palle grosse quanto una casa provando ripetutamente a fare test su test, non riuscendo ad arrivare oltre il 50% TOT SCORE. Sara´ colpa del rumore assordante che fanno le pale del ventilatore alla mia destra (sto diventando matta?), che vi giuro e´ peggio della nonna che russa, o mi manca proprio qualcosa da un punto di vista cerebrale?Â
Nun je la si fa oh!!!Â
Comunque oggi mentre mi rigiravo i pollici, delusa dalla mia totale incapacita´ nel calcolare âsempliciâ funzioni algebriche, ho deciso di dare sfogo alla mia DIY Creativity! Cosi´ ho distrutto dei vecchi braccialetti comprati alle bancarelle della Domenica a Porto Recanati, per utilizzarne le perline ed il filo nero di nylon e crearne qualcosa che mi portasse Fortuna in Kenya.Â
Premettendo che bruciando le estremita´ dei braccialetti mi sono anche ustionata il polso, ora (causa bolle dâacqua) il mio bel gabbiano sembra anche aver fatto le ova (per non essere volgair)!Â
Oh.... REGA´, fra poco si parte!! YUPPI YEH WOO WAA. Basta.
Torna ai test Sara...Â
Sul divano di 4 Brasiliani a Dublino - Irlanda.
We all need space; unless we have it we cannot reach that sense of quiet in which whispers of better things come to us gently. Our lives are over-crowded, over-excited, over-strained. This is true of all classes; we all want quiet; we all want beauty for the refreshment of our souls. We should live amongst the worldâs beauties, and they should speak peace to us in our daily lives. Â
Hill, Octavia (1883) Homes of the London Poor.
Viaggiare con mezzi poveri mette in relazione il viaggiatore sia con la popolazione locale che con tutte le varie sfaccettature culturali del posto. Purtroppo la gente spesso non comprende come io (ma come tantissime altre ragazze) decida di viaggiare con estrema spontaneità dormendo da sconosciuti e cercando quando si può di risparmiare anche sulle piccole cose. Le decisioni che prendo sul come viaggiare potrebbero sembrare ad alcuni iniziative molto rischiose (come il Couchsurf), ma con la giusta attenzione scoprirete che non lo sono poi cosi´ tanto come credete.
Câeâ da dire che di base ci deve essere anche una predisposizione da parte del viaggiatore ad intraprendere un cammino non sempre illuminato, perche´ il viaggio comporta spesso girare un poâ alla cieca e guidare verso mille incertezze!
âł Lâincertezza di Sara in Francia sul dove diamine ha messo le chiavi.
Perche´ trovo piĂš divertente andare a dormire a casa di un ragazzo che potrebbe derubarmi durante il sonno, che essere servita e riverita in hotel (per caritĂ non rifiuterei mai un invito a Miami sia ben chiaro!)?Â
PerchÊ´ ho 23 anni che voglio vivere, e perchĂŠ nonostante la condivisione sia inizialmente forzata, l'esperienza e scambio interculturale che si viene a creare utilizzando Couchsurf può essere semplicemente unico. I vantaggi di Couchsurf sono molteplici, fra questi vi e´ il fatto che prima di prenotare ovviamente si puo´ studiare intensamente il profile dellâoste, con foto e descrizioni. Naturalmente nel caso in cui la persona abbia un profilo senza esperienze precedenti, con recensioni negative, descrizione non abbastanza dettagliata o delle foto un po âinusualiâ, posso tranquillamente evitare di essere ospitata e cercare altro. Nessuno mi obbliga!
Essendo un programma nato per il libero scambio dâospitalitĂ , spesso per "ripagare" lâoste ho portato prodotti tipici anglosassoni (giusto il the) o Italiani (eh direi già ´meglio!) e loro mi hanno fatto da guida turistica mostrandomi le chicche delle città ´che solamente un locale può conoscere.Â
Beh, mi sembra un win-win! ă
Per non parlare delle volte in cui mi sono trovata in situazioni in cui sentivo cosÏ´ a casa, che ho condiviso pranzo e cena con lâoste per poi uscire con i suoi amici e nemmeno pagare da bere! Una vera e propria convivenza improvvisata (ed avvantaggiata dal fatto che sono donna MUAHAHA)!Â
Inoltre vorrei aggiungere che vivere un posto insieme ad una persona del luogo mi permette di avere consigli e dritte anche sulla sicurezza: quali comportamenti evitare, da quali zone stare alla larga. Paradossalmente cio´ che inizialmente sembrava essere una situazione insicura e pericolosa, diventa poi nel viaggio una muraglia di sicurezza. (Sempre rimanendo molto attente e sveje mi raccomando belle di casa!!)
â°ââŽ
Prima vera e propria esperienza di Couchsurf lâho fatta con la mia carissima amica polacca, Ola in Irlanda a Dublino. Fra esami e consegne ci siamo prese 2 giorni per staccare dal ritmo frenetico universitario e farci una piccola dose dâ avventura. Abbiamo visto poco, ma siamo finite in una casa con ben 4 Brasiliani: Rodolfo, Samuel, Michel e Pedro. Grazie a loro abbiamo potuto avere unâesperienza piĂš autentica delle cittĂ che abbiamo visitato, evitato potenziali guai in zone pericolose, e fatte nuovi amici da poter andare a trovare in Brasile!
    ⳠRodolfo, Michel e Simon che gustano la pasta preparata da Ola seduti sul divano piu´comodo del mondo!Â
â°ââŽ
Questa capitale Irlandese è ricca di monumenti, di quartieri e di musei da visitare, ma il particolare fondamentale che rende Dublino unica è la sua atmosfera, percepita parlando con gli irlandesi, che sono molto estroversi ed amichevoli! Nei pochi giorni che avevamo, abbiamo visitato quasi niente, ma comunque ne e´ valsa la pena! Alla fine chissa´ quando ci ritornero´ in Irlanda!
ⳠKilmainham Gaol, La prigione piu´ antica di Dublino.
Mi ha ricordato un po le descrizioni delle Prigioni di Stephen King!
Link alla storia della Prigione!
La vedete la faccia sulla âUâ ?Â
     âłÂ Guinness Storehouse: La Fabbrica della Guinness.
Self guided museum dove si impara come viene prodotta la birra Guinness.  Per poi consumarne una pinta (incluso nel prezzo) fresca e leggera (SBEM un mattone sullo stomaco peggio di 10 banane) al Gravity Bar, un bar che si trova allâultimo piano dal quale si vede lâintera città ´.Â
    ⳠCausa afflusso turisti (ma no?), noi quel poco di birra che i nostri piccoli pancini sono riusciti a sostenere lâabbiamo consumata quiiii! Due matte!!Â
â°ââŽ
Il vero divertimento di questa piccola sosta a Dublino e´ stato il tempo trascorso con i nostri nuovi coinquilini, un gruppo di ragazzi simpaticissimi e molto alla mano. Ho scoperto che i Brasiliani sono caciaroni quanto noi, se non di piu´!
Abbiamo passato la Domenica a giocare a Uno e letteralmente âsbudellarciâ dalle risate guardando âImpractical Jokersâ (link ad uno dei video)Â
SlĂĄn go fĂłill Dublin â
Overdose di Fragole a Francoforte - Germania.
Col fine di risparmiare sul costosissimo volo estivo Roma-Londra e per esplorare un posto nuovo, a fine Luglio, poco prima della mia laurea, ho deciso di fare un piccolo scalo in questa fantastica città tedesca. Era tanto tempo che non viaggiavo da sola ed un po di sightseeing con la mia cara ed amata Canon era proprio quello che ci voleva!
 La maggior parte delle mie foto catturano ll panorama della cittĂ , la famosa skyline di Francoforte, costituita da grandi e affascinanti grattacieli moderni. Mi ha ricordato un poâ Manhattan, infatti non a caso Francoforte è anche chiamata, dai tedeschi, âMainhattanâ â la Manhattan sul Meno, dal nome del fiume che la attraversa.
â Bellissima anche al calar del sole â
Grazie al Meno che separa la città in due parti, non mi sono preoccupata di munirmi di cartina, perdersi e´ stato praticamente impossibile! (Quanto ne vado fiera quando viaggio senza la mappa :P ).
La riva al fiume e´ stato forse il particolare che piĂš ha catturato la mia attenzione,  non solamente per le passeggiate super rilassanti guardando la luminosa e sorprendente skyline della cittĂ , ma anche per il Flohmarkt! Una sorta di mercato delle pulci dove ho trovato veramente di tutto! (ed ho preso due capi particolarissimi stile egiziano ad 1⏠lâuno, Donne avete sentito?!?). Il fatto che le bancarelle fossero cosĂŹ particolari ha reso la mia passeggiata una delle piÚ´ divertenti ed intrattenenti del viaggio.
Dopo lunghi ripensamenti, ho deciso di fidarmi del web ed ho visitato anche "Una delle tappe che non può mancareâ, la Main Tower, uno dei grattacieli che utilizza un ascensore ipersuperveloce che raggiunge la sommitĂ della torre, dalla quale si gode di una vista mozzafiato su tutta la cittĂ .Â
Pensavo per qualche motivo che fosse gratis, ma dopo essere stata sottoposta ad un security check dieci volte peggio di quello che fanno in aeroporto, mi hanno chiesto di sborsare solo 5Â europei. Si Signore, Agli ordini Signore (Come sono fiscali questi Tedeschi!!) Comunque non mi sono assolutamente pentita di pagare, anzi...Â
   Sono sopra un grattacielo pappappero!!! E poi inizio´ a piovere... â
                                        WuaWuaWuaWuaaa..
Ho alloggiato da Alessandro, un ragazzo Italiano di Crema che aveva vissuto anche lui a Roma, conosciuto grazie a Couchsurf. Un grande incontro! Alessandro viveva un po´fuori dal centro, vicino ai campi di fragole, luogo tranquillo ed ideale per il tipo di viaggio che volevo fare.
Quasi mi dimenticavo di dirvi quanto erano buoni i Lamponi e le FragoleâŚ
Oh mamma!! âĽÂ
(Si, come sempre non ho resistito e mi sono arrampicata, graffiata tutto il braccio destro e caviglia, ma ho fatto una scorpacciata di Lamponi dolcissimi)
Nel girare per la lussuosa citta´ col sorriso stampato in volto alla vista di tutta quella bella frutta fresca e bancarelle dâartigianato, mi sono fatta regalare tantissime fragole, una da ogni banchetto diverso!! Alla fine non ne ho comprata nemmeno una perchÊ´ a forza di spizzicare mi sono bella che saziata!
Gnam Gnam Gnam!
Anche a lui le bancarelle sono piaciute parecchio!!Â
â°ââŽ
Per contrastare questâultima foto molto attraente vorrei menzionare un piccolo ma fondamentale dettaglio che ha reso questo viaggio ancor piu´ interessante..
Tanto per dare libero sfogo alla mia fantasia da donna single, ogni giorno eleggevo un fidanzato diverso, ma non riuscivo mai a decidermi. I tedeschi li´ erano tutti altissimi, dal viso curato, capelli biondi, carnagione chiara, zigomi alti ben delineati e sguardo blu intenso. Perfino il loro linguaggio del corpo abbinato all' elegante modo di parlare ed osservare, sono stati indizi rivelatori del fatto che potrei tranquillamente trasferirmi in Germania.Â
Tornero´ a Francoforte? Forse.. Magari optero´ per Berlino la prossima volta.. Chissa´... Sicuramente lâ organizzazione tedesca aiuta qualsiasi viaggiatore che vuole esplorare la citta´ partendo da solo.Â
Mi sono tenuta molto stretta con le descrizioni, ma per ora ho scritto quello che piu´ mi e´ rimasto a cuore!
        Auf Wiedersehen Frankfurt â

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch ⢠No registration required ⢠HD streaming
Salterai?
Rincontrando vecchi amici e facendo lunghe camminate per le strade affollate di Roma, capto principalmente due cose: Lâ aria pesante che a malapena si respira ed i volti cupi degli Italiani, seguiti da lunghe lamentele su tutto cio´ che non va.
Ma come? Di che vi lamentate? Almeno voi qui câavete il sole!! Si scherza su´!
Per quale motivo vi sentite cosi´ infelici? Cosa vi manca esattamente?
Avete famiglia, salute, cibo e soldi per campare? Non basta eh... eppure spesso dovrebbe bastare ed avanzare.
Anchâio spesso e senza nemmeno rendermene conto, cado in loop infinito di negatività ´, in cui trovare lo spiraglio dâuscita diventa una vera e propria lotta contro me stessa. Finche´ non mi accorgo che sono IO a non voler trovare una soluzione ai miei problemi e quindi di conseguenza mi concentro sulle limitazioni, i danni, i disagi ed i fallimenti, recandomi cosi solo frustrazione, tristezza e rabbia. E non va bene no?
Lâinsoddisfazione in Saraâs Weird World, e´paragonabile ad una stanza piccolissima. Un piccolo sgabuzzino buio e stretto. Nel momento in cui mi concentro solo sugli aspetti negativi di quello che mi accade, disperdo tutta la mia energia nellâ oscurità ´ di questa stanzina, non riuscendone piu´ad uscire e rimanendoci chiusa dentro fino al punto di sentirmi soffocare. Puo´ capitare, credo sia parte del pacchetto: âUmani istruzioni per lâusoâ.
Capisco anche che il lamentarsi possa successivamente diventare anche una questione dâabitudine. Beh unâabitudine demmerda (scusate il mio francese). Ed ora siamo giunti al punto focale di una questione drammatica e dirimente. Ci si lamenta...Spesso...Senza pudore...E Allora: Non vi piace dove state, ne´la vita che fate? E cambiatela! Non avete mica 50 anni con figli e bambini!
Basta procrastinare!! Basta rimandare i propri sogni!! Sfruttate la vostra energia, le vostre passioni, per fare del bene a voi stessi! Un modo si trova, per fare tutto!! Starsene seduti al bar sotto casa a lamentarvi con i soliti quattro tizi, vi causerĂ solo ed esclusivamente immobilitĂ personale e questa a sua volta, non solo vi impedira´ di trovare soluzioni per reagire, ma generera´ in voi (e spesso chi vi circonda) un forte senso dâ inoperositĂ .
Tutto questo popo´di cose per dirvi che mi sono stancata di vedere gli sguardi dei miei coetanei persi nel vuoto mentre mi dicono con passivita´: âAh sa´, tu stai in Inghilterra e non me puoi capi´, ma io qui non soâ feliceâ. Io vi capisco benissimo cari ragazzi, non cerco assolutamente di sminuire i vostri problemi, ma sto solo cercando di farvi aprire gli occhi su una cosa: Nelle vostre mani avete il potere di cambiare, potete scegliere di disintossicarvi da questâ epidemia di massa di insoddisfatti cronici o rimanere al bar sotto casa. Spetta a voi ora, cosa farete?
Are you going to Jump?
â°ââŽ
Questione viaggio!!
Lâorganizzazzione di volontariato (LV) mi ha chiesto piu´soldi di quanto ci fosse scritto sul sito! La cosa mi puzza un pochettino, ma ho chiesto chiarimenti! Vi faro´ sapere...
Finalmente sono riuscita a ritirare la ricetta per il vaccino vs la malaria. Non sapete che storia! Il farmaco piu´comunemente usato si chiama Lariam (vi prego non lo prendete), ma tra gli effetti collaterali vi sono psicosi e depressione acuta. Neeeext!!!
Cosi´ mi hanno prescritto il Malaron, che se lo voglio ci devo spendere come minimo 200⏠!
Macchestaiadi´!
Giuro.
La mia risposta e´stata questa: Preferisco prendermi la malaria! (Hanno riso un poâ). Quindi ora stiamo cercando di vedere un po come risolvere la faccenda. Ma non posso fare affidamento su Autan, vestiti lunghi e reti per le zanzare?
VIQ: Shall I bring some munchies for the monkeys?
Porto un po di zozzerie per le scimmiette? (e me)
1-Â HUH?Â
2-Â How the hell does this determine whether I will be a good Doctor?Â
I have 15 seconds to solve this.
Freaking how
3- HUH?Â
Abstract sto ca**o