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Io non ce la faccio mica ma come si fa? la Memoria, mi dicono non dimenticare tutto vero, ma come posso io parlare o ripubblicare immagini o articoli di un fatto che ha la mia età la mia età i miei capelli bianchi i miei denti usurati il mio fiato che non è più quello di un tempo le mie ginocchia che devo stare attento quando salto da un muretto alto e parlo di me perché non ci riesco mica a parlare di un fatto che ha i miei anni ottantacinque (85) morti centinaia di altre vite sfasciate tre fasci dimmerda su cui esercitare il diritto a indignarsi nessun mandante. Riesco solo a pensare all’orologio quell’orologio a ripensare alla tristezza muta che mi piglia quando passo di là anche se me ne accorgo dopo riesco solo a pensare a quel filmato in cui c’è Pertini che a un certo punto scoppia a piangere e penso alla polvere ai morti no ai feriti no a morti dentro no mi suona solo in testa l’ipnotica sigla del vecchio Tg2 ché già da sola sa di cronaca nera di fusoliere spezzate di bombe di piombo di sangue di auto coi vetri rotti di Cinisi di via Caetani di Palermo via Carini e via Pipitone o di isole sconosciute e ormai celebri del Tirreno e quella musica sintetica di eroina e tritolo quel 2 gonfio che si traslava trascinando la sua scia e moltiplicandosi, come le bugie di stato mentre la sigla si concludeva trionfante e io lì, terrorizzato ma era la paura di una vita fa ché a malapena la ricordo eppure questa roba di cui non so parlare di cui non voglio già era successa da tanti anni e già lo sdegno s’era così ingigantito che era impossibile dargli una forma figuriamoci adesso che ne han parlato anche troppo continuando a raccontarci poco e a non dirci niente
Quarantacinque (45)















