Mentre oscillava tra lโessere e il non essere, gli si bruciรฒ la carne sul fuoco.
Una cosa tipica degli intellettuali. Bruciare la carne sul fuoco, intendo. Perchรฉ gli intellettuali sono fatti cosรฌ. Sono come Amleto e come Leopardi, il quale confessava che, per sua natura, non era โlontano dal dubbio anche sopra le cose indubitaliโ (โZibaldoneโ, I, 94, 1). (Tipo fermarsi a pensare se stappare un Barbera, un Bourbon o una Pepsi su quella carne bruciata o troppo cotta).
O come la vedova Begbick, che affermava che โtra le cose sicure / la piรน sicura รจ il dubbio.โ (Bertolt Brecht, โUn uomo รจ un uomoโ, IX)
Persone indecise a tutto, insomma.
Persone che credono di potere dubitare di ogni singolo frammento della realtร , ma non della realtร del loro dubbio. (Questo era Gide in โLes faux-monnayeursโ).
Persone convinte, come Mauriac, che โil massimo segno dellโintelligenza รจ il dubbioโ. E si sentiva, senza molti dubbi, intelligente assai, mentre lo scriveva. (Anche se il giorno dopo me lo immagino giร titubante di fronte allo stesso foglio che lo aveva fatto esaltare il giorno prima.)
O come Camus che sostenevaย di avere
โ[โฆ] orrore di tutte le veritร assolute,
delle loro applicazioni totali,
dei loro presunti detentori dโogni risma.โ
Persone piene di se e di ma, insomma.
Persone come me, che ritengono che sia meglio essere dilaniati dai dubbi che impietriti dalla certezzaโฆ
Poi, perรฒ, questi intellettuali non hanno mai smesso di lamentarsi della sicumera degli sciocchi e hanno sempre considerato la prevalenza dei cretini il problema dei problemi dei nostri e di tutti i tempi.
โThe fundamental cause of the trouble is that in the modern world the stupid are cocksure while the intelligent are full of doubt.โ
Bertrand Russell, โMortals and Othersโ (1931-35)
Che in italiano vuol dire, piรน o meno:
โLa causa fondamentale del disastro del mondo moderno รจ che gli stupidi sono arroganti e sicuri di sรฉ mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.โ
Qualche anno prima, Yeats era uscito con una visione simile in โThe Second Comingโ (1919):
โThe best lack all conviction, while the worst / are full of passionate intensity.โ
Traduco anche qui alla meno peggio:
โI migliori mancano di ogni convinzione, i peggiori / sono pieni di appassionata intensitร .โ
Mentre, qualche anno dopo, fu lo stesso Bertrando a riprendere ed approfondire da par suo lo sprezzante concetto:
โOne of the painful things about our time is that those who feel certainty are stupid, and those with any imagination and understanding are filled with doubt and indecision.โ
(โNew Hopes for a Changing Worldโ, 1951)
โUna delle peggiori cose dei nostri tempi รจ che coloro che si sentono sicuri di sรฉ sono stupidi e quelli che sono dotati di immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e incertezze.โ
Sulla scia forse inconsapevole di Bertrand Russel, Emil Cioran aggiunse dubbi ai dubbi sostenendo che โsoltanto chi non ha approfondito nulla puรฒ avere delle convinzioniโ; mentre Borges, dal canto di una delle sue labirintiche biblioteche, lasciรฒ scritto che โla dudaย [il dubbio]ย es uno de los nombres de la inteligencia.โ
E giร โฆ, come dargli torto e come dar torto pure al don Alessandro nostrano, che affermรฒ in una parentesi della โStoria della colonna infameโ che โรจ men male lโagitarsi nel dubbio, che il riposar nellโerroreโ?
Anche perchรฉ fanno tremendamente pauraย le persone che non hanno dubbi e vomitanoย pensieri che non lasciano spazio a discussioni.
Quelli dei punti fermi e dei punti esclamativiโฆ
Si arriva, cosรฌ, in mezzo a tanti tentennamenti, al punto che gli intelligenti vivono dilaniati dai dubbi e, dubitando di tutto, dubitano anche delle loro stesse capacitร cognitive; mentre gli stolti, sovrastimandosi, si riconoscono unโintelligenza che non hanno e si muovono nel mondo con una tale sicurezza di sรฉ che finiscono per convincere anche gli altri (stolti) di possedere competenze e capacitร di cui sono del tutto o molto sprovvisti.
Oggi anche la psicologia moderna dร man forte a questo concetti, nella misura in cui categorizza tanto i ciucci presuntuosi quanto gli intelligenti autocritici nellโambito della distorsione cognitiva conosciuta come โEffetto Dunning-Krugerโ, dal nome dei due studiosi che hanno misurato sperimentalmente la propensione degli incompetenti a sopravvalutarsi e, di conseguenza, a comportarsi in modo supponente, assertivo e decisionista.
Insomma, Dunning e Kruger hanno dimostrato una cosa che era nota almeno da un paio di millenni, arrivando alla conclusione che il mondo รจ pieno di una massa di ignoranti che, per dirla col Socrate di Platone, โsโillude di sapere e ignora cosรฌ perfino la sua stessa ignoranzaโ, laddove, รจ risaputo, il saggio โsa di non sapereโ e si fa sopraffare dai dubbi e dalle incertezze.
Anche perchรฉ, come precisava Voltaire, โbisogna essere dei grandi ignoranti per rispondere a tutto quello che ci viene chiesto.โ (โLe philosophe ignorantโ, 1776)
Personalmente reputo che questi concetti, per quanto tragicamente giusti, contengano in sรฉ un che di paradossaleโฆ
Intendo dire che se, per ipotesi, togliessimo agli intelligenti i loro dubbi e le loro indecisioni, si trasformerebbero ipso facto in stupidi e arroganti come quegli altri lร che hanno in mano le leve del mondo.
E se per accidente lโintelligente-pentito, una volta salito al potere, riprendesse a dubitare, rischierebbe di diventare cosรฌ problematico da risultare immobile di fronte alle scelte che gli si parassero dinanzi. Come se si trovasse stretto in una camicia di forse che gli impedisseย lโespletamento di qualsiasi azione o funzione.
Sarร per questo che resta da millanta anni inapplicato il sogno platonico di uno Stato ideale governato da una casta di filosofiโฆ. E sarร per ciรฒ stesso che in giro si continuano a vedere tanti cretini di successo capaci di prendere in brevissimo tempo decisioni sbagliate e dannose, pur di non fermarsi a pensare e rischiare, cosรฌ, di spargere sulla terra il seme sovversivo e destabilizzante del dubbio.
โFermare la diffusione del sapere รจ uno strumento di controllo per il potere perchรฉ conoscere รจ saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.โ (Dario Fo, daย โLa Repubblicaโ del 13 giugno 2004 )