Quando penso a come alla fine mi hai ridotto tu, non capisco dove mi ci avresti, sì, portato tu.
Vasco.

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Quando penso a come alla fine mi hai ridotto tu, non capisco dove mi ci avresti, sì, portato tu.
Vasco.

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Non so se potrò mai riuscire a superare del tutto questo dolore.
Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque,anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno.
Susanna Casciani (via onestep-away)
oh, merda.
(via pastinathings)
Allora ho pensato che forse stavo facendo l'errore giusto e ho cominciato a correre.
David Grossman, Che tu sia per me il coltello (via luomocheleggevalibri)
Ho cominciato a stringerti.
(via coralloblu)
A correre da te.
(via pastinathings)
Mi ha accarezzato i capelli e il mio cuore ha martellato così forte che ho pensato: se mi bacia muoio.
Stefano Benni (via quelmareciavevafregato)

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A volte bisogna avere il coraggio di mettere fine a ciò che fa male. Spesso vedo persone andare avanti in situazioni, contesti e relazioni che fanno male, solo perché hanno paura di stare peggio. Ma bisogna avere coraggio. Per non accontentarsi di una situazione che non ci rende felici, ma che va bene, perché tanto potrebbe andare peggio, e per capire, invece, che dobbiamo a noi stessi una vita che ci faccia stare bene, non che ci salvaguardi soltanto da un dolore maggiore. È vero che chi si accontenta gode, ma a volte accontentarsi significa privarsi dell'avere di più. Soprattutto quando ci si accontenta di una parola, di un gesto, di una persona, o di una relazione che ci fa stare più male che bene, perché non si ha la forza di metterle fine per la paura di non sapere cosa accadrà dopo. È vero, potresti proteggerti da una situazione peggiore, ma potresti anche privarti di una migliore. Perché nella vita è inevitabile soffrire, ma se sono più i dolori delle gioie bisogna porsi delle domande. Siamo noi a scegliere che vita vogliamo vivere. E a volte bisogna necessariamente scegliere. Anche se scegliere è sempre difficile. Tu cosa vuoi scegliere? Un momentaneo dolore immenso o un placato dolore eterno?
Ascolti gli altri per cercare di capirli e ascolti tutte le cose orribili e meravigliose che fanno a se stessi e alle persone che li circondano, e alla fine ti sarai esposto molto più tu di quelli che hai cercato di ascoltare.
John Green - Città di carta.
Bisogna avere paura di ciò che si desidera, perché può realizzarsi.
"Quando meno te lo aspetti" - Chiara Moscardelli.
Chi si accontenta muore.
Be proud of yourself. Remember the nights you crumbled under the weight of your pain, and the mornings you fought to open your eyes, and won. Remember how you put yourself back together, brick by brick; remember the ache in your shoulders as you laid each stone. Remember that life is often the more difficult choice, and that it takes a special kind of bravery to choose it anyway.
ironedout (via wnq-writers)

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Passate a leggere la mia storia.❤️
E ora io ho bisogno di te per dormire la notte basta che mi stringi forte, tutto va a posto.
J-Ax (via soniamencarelli)
🌙🍃
(via cancellarsi)
.
(via nonhopauradiresistere)
Non penso che a te, Principessa.
Che vita di merda.
È che sei tu. E quando si tratta di te, io non lo so che mi succede. Per quanto io cerca di trattenermi, se si tratta di te io sono felice.
Carlos Ruiz Zafón, ioetesiamounacosasola (via ioetesiamounacosasola)
Quanto triste sono se ho pensato a Liam Payne appena l'ho letta?
(via r-est-a)

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[…] E t'amo, t'amo, ed è continuo schianto.
Giuseppe Ungaretti, Giorno per giorno. (via comefiorialvento)
Non ti piaceva quando ti chiamavo amore durante il sesso. Volevi solo essere chiamata per nome, mentre ti tiravo i capelli e carezzavo la schiena. Eva. Ripeterlo ad alta voce mi provoca ancora qualche spasmo, ancora qualche fremito, dove solo tu sai dove. Avevi una pelle bellissima. Bianca, friabile, così trasparente che quando la luna ti toccava, temevo saresti sparita insieme alla sua luce. Mi piaceva essere rude con te, mi piaceva quando le mie mani lasciavano segni rossastri sulla tua pelle di vetro. Mi piaceva baciare quegli stessi segni, morbidi e violenti al tempo stesso. Tu riuscivi a ricordarmi chi ero davvero, perché con te, non avevo bisogno della mia maschera. Tu riuscivi a toccarmi, tu mi guardavi e vedevi me. Eva. Dio, a distanza di tempo, il tuo nome riesce ancora a scavarmi dentro. Quando avrei voglia di sentire ancora la consistenza del tuo corpo fatto di nuvole, di sentire ancora il tuo sapore sulla mia bocca e sul mio sconcio desiderio. Hai sempre avuto il gusto di stelle e sogni proibiti. E adesso sei tu ad essere proibita, proibita dove involontariamente io ti ho condotta: lontana da me.
‘Lettere mai scritte.’ di Mena d'Atri (via saporedimare)