Mai come in questi giorni mi ritrovo a desiderare l'autunno con una nostalgia profonda.
Datemi la nebbia che scende la sera e cancella i contorni delle cose. Datemi il vento che fischia tra le strade. Datemi i vetri appannati, la pioggia che batte sul davanzale, le giornate corte, quei pomeriggi in cui il buio arriva presto e la casa diventa un rifugio.
Datemi il cappotto, le sciarpe, il cielo grigio e perfino quelle mattine fredde che obbligano a fermarti in un bar per bere qualcosa che riscaldi.
Ma risparmiatemi questa estate.
Perché non c'è nulla di romantico in un caldo che toglie il respiro. Non c'è nulla di bello in città trasformate in forni a cielo aperto. Non c'è nulla di piacevole nell'uscire di casa e sentirsi investiti da una vampata che sale dall'asfalto, dai muri, dal cemento.
Non chiamatela bella stagione.
La bella stagione è quella che ti invita a vivere. Questa ti costringe a resistere.
È pesante l'aria. È pesante la luce accecante. È pesante perfino fare due passi. È pesante guardare fuori dalla finestra e vedere tutto immobile sotto un sole che non concede tregua.
I condizionatori non risolvono tutto,perché il problema non è soltanto dentro casa. È il mondo là fuori che sembra aver perso il suo equilibrio. È il paesaggio che si secca, è la città che ribolle, è quella sensazione continua di vivere in una condizione che non ci appartiene.
Perché noi non siamo abituati a questo caldo.
Non siamo cresciuti con temperature che sembrano appartenere ad altri continenti. Non siamo fatti per trascorrere settimane chiusi a cercare riparo da un sole che rende tutto faticoso.
Abbiamo la sensazione di vivere una vita che non è la nostra, una stagione che non riconosciamo più.
Io continuo a sognare un pomeriggio di novembre. Un temporale freddo. Una finestra chiusa. Una coperta sulle gambe. Una tazza calda tra le mani.
Perché tra una stagione che accoglie e una che aggredisce, io non ho dubbi da che parte stare.
Aspetto il vento, la pioggia, la nebbia e il primo cappotto. E aspetto soprattutto il giorno in cui uscire di casa tornerà a essere un piacere e non una prova di resistenza.
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