In questo bar ho sentito le canzoni più vere, quelle che parlavano di me.
A quel tavolo ho ascoltato le più struggenti parole dei The Fratellis, le poesie di Nick Cave, la cattiveria dei Nirvana e la dolcezza degli Oasis.
Quella birra sapeva di vita, di giornata finita, di amici veri, di sincerità devastanti e promesse non mantenute.
Mi spiace che tu te ne sia andato, forse sarebbe stato diverso se a quel tavolo ci fossi stato tu, e non lei; le parole allora sarebbero state diverse, come i sentimenti e il mio finale.
Si, il finale, volevo arrivare qui, alla fine, perché prima o poi ci arrivano tutti, anche noi.
Questo bar chiude sempre troppo presto, non riesco mai a finire ciò che ho iniziato, che sia un discorso o una birra; ma che differenza fa? Sempre a metà rimane.
E noi? Anche noi siamo rimasti a metà, siamo finiti, abbiamo chiuso troppo presto, non abbiamo finito quello che abbiamo iniziato, che sia stata una scopata o una relazione; ma che differenza fa? Sempre a metà é rimasta.
Il nostro finale è arrivato con la stessa velocità con cui arriva il “fine primo tempo” nei film di Lars Von Trier, quelli sono film che ti fanno battere il cuore, che ti tengono sveglia la notte.. Dio quanto amo quel regista!
E ora, in questo stesso bar, al solito tavolo e con la birra di sempre, è arrivato il momento di tirare le somme, di dirsi addio, di saldare i debiti; perché quando ferisci qualcuno è così, devi cercare di rimediare, devi perdonarti, devi dire “vorrei che restassimo amici” giusto per dare l’illusione che tu ci sei, che ci sarai e non te ne andrai.
È così che si esce dalla vita degli altri in punta di piedi, piano, silenziosamente; mentre le cose dentro al cuore ritornano al proprio posto; solo allora te ne vai, sperando sempre che dopo andrà meglio, perché sei cresciuta dentro, sei tornata te stessa; e ci crederai, fino in fondo, sorriderai per te stessa, per gli altri, come prima, più di prima.