A rispondere come meglio non si poteva alle nauseabonde dichiarazioni di Roberto Vannacci sui femminicidi è una madre. Si chiama Vera Squatrito.
Sua figlia, Giordana Di Stefano, aveva vent’anni.
Il 7 ottobre 2015, a Nicolosi, è stata uccisa con 48 coltellate dall’uomo che era stato il suo compagno e il padre della sua bambina. Giordana lo aveva denunciato per stalking.
Lui l’ha ammazzata alla vigilia del processo.
Da dieci anni Vera porta il nome di Giordana nelle scuole d’Italia, ha fondato un’associazione, ne ha fatto una battaglia di civiltà. E oggi, con parole straordinarie, ha risposto così a Vannacci:
“Generale Vannacci, abbia il coraggio di chiedere scusa.
Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio, uccisa con 48 coltellate dall’uomo che diceva di amarla, un femminicidio compiuto con premeditazione e crudeltà, una ferocia che ha distrutto per sempre la nostra famiglia.
Chieda scusa alla sua bambina, privata della madre da una violenza assassina. Una bambina costretta a crescere con un’assenza che nessun amore potrà mai colmare completamente.
Chieda scusa a tutte le donne uccise perché donne, ai figli che restano, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle e alle famiglie condannate a un vero e proprio ergastolo del dolore.
Le parole hanno un peso. Quando si minimizza la violenza contro le donne o si svilisce la gravità del femminicidio, si manca di rispetto a chi è stato ucciso e a chi ogni giorno convive con una ferita che non guarirà mai.
Mia figlia non tornerà. Nessuna scusa potrà restituirci il suo sorriso, la sua voce, il suo abbraccio. Ma il rispetto per la sua memoria e per tutte le vittime dovrebbe essere un dovere morale per chiunque ricopra ruoli pubblici.
Si vergogni ogni volta che pronuncia parole che feriscono chi ha già pagato il prezzo più alto. E ringrazi la vita se non ha mai dovuto ricevere quella telefonata che spezza il cuore e divide l’esistenza in un prima e un dopo.
Noi familiari delle vittime sappiamo cosa significa vivere una condanna senza fine. Ogni giorno è una sentenza che si rinnova. Per questo chiediamo rispetto, responsabilità e umanità.
Per Giordana, per sua figlia, per tutte le donne che non possono più parlare e per tutte le famiglie che portano addosso il peso insopportabile della loro assenza. Si vergogni!”.
Grazie, Vera Squatrito.
Mentre un generale costruisce un partito dicendo che il femminicidio non esiste, una madre da dieci anni gira le scuole d’Italia a spiegare ai ragazzi cos’è davvero. La differenza tra i due la vedono tutti.
Siamo con lei.
















