lie to me
A stalwart of British acting, with an incredibly varied talent, from the hilarious Hercules Shipwright in Cabin Pressure, to long suffering Giles in Buffy, even Frank N Furter in Rocky Horror on stage, Anthony Head, you shall be missed.

titsay

ellievsbear
Sade Olutola
wallacepolsom
Sweet Seals For You, Always
RMH
Alisa U Zemlji Chuda
Misplaced Lens Cap
sheepfilms
dirt enthusiast
trying on a metaphor

tannertan36
Show & Tell

Andulka
he wasn't even looking at me and he found me

Product Placement
almost home
NASA
seen from United States
seen from United States
seen from China

seen from United Kingdom
seen from United States

seen from United States

seen from Israel

seen from United States
seen from Croatia
seen from United States

seen from Türkiye

seen from United Kingdom
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia

seen from United States
seen from Germany

seen from United States

seen from Brunei
@lukish25
lie to me
A stalwart of British acting, with an incredibly varied talent, from the hilarious Hercules Shipwright in Cabin Pressure, to long suffering Giles in Buffy, even Frank N Furter in Rocky Horror on stage, Anthony Head, you shall be missed.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Outcast - Il reietto. by Robert Kirkman
Outcast - Il reietto. Vol. 1: Un'oscurità lo circonda by Robert Kirkman My rating: 4 of 5 stars Cosa strana la vita: non è mai uguale, i cambiamenti sono continui e a volte non ti rendi nemmeno conto di quanto hai lasciato indietro o evitato, per poi scoprire che in qualche modo ti piace da matti. Prendete i miei gusti personali in fatto di horror: fino a poco tempo fa la risposta era "vade retro". Ho già i miei di problemi, non sento la necessità di infilarmi in una stanza buia col rischio di cagarmi addosso, io che ho sempre avuto paura della mia ombra. Ma poi succede l'impensabile. Un anno e mezzo fa esce Alan Wake 2. Non un semplice videogioco, ma un horror survival psicologico che chiude il cerchio di un primo capitolo che aveva segnato la mia adolescenza. Il primo non faceva così paura, lo giocai senza patemi. Ma questo secondo? Merda, questo mi ha fatto gridare male e tirare giù i santi dal paradiso. Eppure, dovevo sapere come andava a finire. Così ho preso il coraggio a due mani, ho stretto il pad e ci ho giocato ininterrottamente per tre mesi. Un passo alla volta, attento al minimo rumore, ai movimenti improvvisi, ai mostri fisici e a quelli immaginari che si insinuano nella mente del protagonista e nella mia. E lì è scattato qualcosa. Ho scoperto che questo genere mi piace un botto. Ne voglio ancora. E la domanda ha iniziato a martellarmi in testa: cosa cazzo mi sono perso in tutti questi anni? Questa lunghissima premessa serve a spiegare come sono finito nella lista del "recupero horror che Luca ha lasciato indietro", e perché tra i vari titoli sia spuntato Outcast – Il reietto, firmato da quel genio di Robert Kirkman. Otto volumi totali, una roba fattibile e recuperabile ovunque, disegnata divinamente da Paul Azaceta — un nome che ha già girato in Marvel e nell'universo di Hellboy — che qui tira fuori un tratto pazzesco, sporco e arricchito da un uso del colore denso e caratteristico che ti si incolla agli occhi. Sono partito con la lettura e questo primo volume me lo sono fatto fuori in una sola sera, come fossi posseduto dall’entità che infesta le pagine del fumetto. Kirkman non perde tempo: mette subito le basi, presenta i personaggi e ti dice chiaramente che se stavi cercando una gita di piacere puoi alzare i tacchi e andartene da un'altra parte. Insomma, setta i toni in modo brutale, prende i classici della narrativa sulle possessioni demoniache, li stravolge e ti sfida a proseguire nel buio. E chi sono io per non farlo?
Outcast - Il reietto. Vol. 2: Una vasta e infinita rovina by Robert Kirkman My rating: 3 of 5 stars Kirkman si gioca la carta del "tocca che ti fidi di me, perché mi serve ancora un po' di tempo". Non succede infatti molto in questo secondo volume, naturale proseguimento del primo che, forse forse, con un paio di capitoli in meno poteva integrarsi perfettamente nell'enorme introduzione raccontata precedentemente. Kyle inizia a mettere insieme i pezzi, il reverendo inizia a capire che forse non tutto è proprio così divino come sembra e un quadre generale più ampio sta iniziando a prendere forma. Quindi mi fido di te Robert, e proseguo interessato.
Outcast. Il Reietto Vol 3. Questa Piccola Luce by Robert Kirkman My rating: 4 of 5 stars La Storia inizia a prendere forma, mi fa volare via il reverendo fermamente convinto si tratti di esorcismi legati alla religione, alla presenza di Dio, del Diavolo e di tutto ciò legato alle sacre scritture. E invece no. Le tavole di Azeceta tengono botta da tre volumi e non accennano a calare di qualità. Così come il peso che Kyle Barnes si porta sulle spalle. Cliffangherone finale da manuale, sotto con il quarto volume.
Outcast - Il reietto. Vol. 4: Sotto l'ala del diavolo by Robert Kirkman My rating: 4 of 5 stars Eccoci arrivati al giro di boa, e menomale che Kirkman ha deciso di schiacciare il piede sull'acceleratore, perché dopo due volumi decisamente interlocutori — dove la storia sembrava quasi girare in tondo per prendere tempo — con Sotto l'ala del diavolo si torna a respirare quell'aria malata e tesa dell'inizio, ma con una marcia in più. A metà strada di questo viaggio horror il quadro comincia finalmente a farsi chiaro. Non siamo più solo alle prese con il "demone della settimana" da scacciare a suon di pugni e preghiere; qui i pezzi del puzzle iniziano a incastrarsi sul serio. Kirkman comincia a svelare le sue carte, la mitologia dietro le possessioni si fa più densa e capisci che c'è un disegno molto più grande dietro a tutto quello che sta succedendo. E poi, ragazzi, quanto si menano le mani in questo volume! La tensione accumulata nei capitoli precedenti esplode in una violenza fisica e psicologica che ti tiene incollato alle pagine. Ma il vero colpo di genio a livello di trama è l'ingresso a gamba tesa di Amber. La bambina smette di essere solo un elemento di contorno o un peso emotivo per Kyle: qui capisci, anzi intuisci con un brivido, quanto sarà fondamentale la sua figura per l'evoluzione di tutta la storia. Visivamente, Paul Azaceta e il comparto colori continuano a viaggiare a livelli celestiali. Quel tratto sporco, quelle gabbie di vignette claustrofobiche e quell'uso dei colori così denso e cupo sono ormai il marchio di fabbrica dell'opera. Riescono a rendere palpabile il marciume di quella cittadina, come se l'oscurità stesse letteralmente colando dalle pagine. Arrivati a questo punto, con le risposte che iniziano a intravedersi e la minaccia che si fa sempre più vicina, la curiosità mi è schizzata ufficialmente alle stelle. Non si torna più indietro. View all my reviews
bonus:
buffy the vampire slayer 3.18 → earshot
Ciao Tony :(
London, 2023
Fourth Wing by Rebecca Yarros
My rating: 4 of 5 stars Facciamo una premessa doverosa, di quelle che si fanno al bancone del bar dopo il terzo giro: sono stato costretto a leggere questo libro da mia moglie. Mi ha teso un’imboscata degna del Generale Melgren e ci sono cascato dentro con tutte le scarpe, scoprendo il magico e torbido mondo del Romantasy. E la cosa più bella è che non solo ne sono uscito vivo, ma ne voglio ancora. Seconda premessa, ancora più onesta: non avevo mai sentito nominare il termine "Romantasy" in vita mia, e ho appena scoperto che i romanzi per donne arrapate mi divertono da morire. Se cercate Tolkien o il world-building millimetrico di George R.R. Martin, avete sbagliato accademia. Fourth Wing è una gigantesca, tamarrissima giostra estiva. È una lettura di svago pura, da godersi senza pretese intellettuali. Ma se accettate le regole del gioco, vi assicuro che è dannatamente divertente. Rebecca Yarros ha preso tutte le saghe fantasy umanamente conosciute negli ultimi vent'anni, le ha messe in un frullatore e ci ha aggiunto delle scene di sesso esplicito lunghe dieci pagine l'una. Roba che mi ha fatto ridere di gusto ma anche riflettere, perché a quanto pare oggi tra i giovani (ammettere di non essere più giovane fa molto male) va un casino così. La protagonista, Violet, è la classica ragazza debole sulla carta ma cazzuta nei fatti, circondata da draghi giganti e da un assortimento di manzi da copertina con più addominali che linee di dialogo. I protagonisti, però, funzionano e sono ben caratterizzati per il ruolo che devono ricoprire. La storia, per ora, regge il colpo. Diciamo le cose come stanno: il mondo è abbozzato. Molto abbozzato. È una critica che si legge ovunque sul web e c’è poco da fare, è la verità. La geografia e la politica del regno sembrano scritte su un tovagliolo di carta durante un aperitivo. Ma sapete che vi dico? Per ora, STICAZZI. Non siamo qui per studiare la geopolitica di Navarre, siamo qui per vedere i draghi che inceneriscono la gente e i cadetti che si accoltellano in corridoio. Anche il grande "colpo di scena" finale? Se avete letto più di tre libri in vita vostra, lo vedete arrivare con almeno cento pagine di anticipo. Ma il bello di Fourth Wing non è il quando, è il come. È l'intrattenimento puro nel vedere come la Yarros ti trascina fino a quel punto, tenendoti incollato alle pagine nonostante la prevedibilità. Quindi? Un guilty pleasure in piena regola. Questa maledetta pervertit… volevo dire, l'autrice, ha pianificato una saga bella lunga (si parla di cinque libri) e sono già pronto a calarmi nel fango del secondo volume. Se cercate la letteratura alta cambiate corsia, se cercate draghi, mazzate e tensione erotica alle stelle, benvenuti al quadrante dei cavalieri. View all my reviews

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Broken by Don Winslow
My rating: 5 of 5 stars Dimenticate la compattezza claustrofobica di Corruzione. Broken è una boccata d'aria fresca, ma l’aria è quella carica di salsedine della California o quella gelida delle strade di New Orleans. È Winslow che si prende una pausa dalla tragedia greca per ricordarci perché lo amiamo: perché sa creare personaggi che non vorresti mai smettere di frequentare. La magia qui non sta solo nei sei racconti, che oscillano tra la vendetta brutale e l'ironia più nera. Il vero colpo di genio è che Winslow ha deciso di abbattere i muri del suo giardino narrativo. Veder interagire Chon, Ben e O (Le Belve) con un mostro sacro come Frankie Machine è come vedere due epoche del crimine che si stringono la mano. Non è un semplice fan service, è la prova che nella testa di Winslow esiste una geografia coerente del peccato. Quando il surfista Boone Daniels incrocia la strada di Neal Carey, senti un clic: il suono di un ingranaggio perfetto. Ma il vero pregio di questo libro è la sua totale accessibilità. Non serve aver passato anni a studiare i suoi romanzi precedenti per godersi il viaggio. A Winslow basta un paragrafo, un paio di battute secche, e quel personaggio che non avevi mai visto prima ti sembra di conoscerlo da una vita. Ha la capacità unica di inquadrare un’anima in tre righe di dialogo. Per i neofiti è una trappola perfetta. Dopo dieci pagine avrete una voglia matta di recuperare ogni sua singola opera. Per i veterani invece scoprire questi intrecci rende la raccolta preziosa. È come ritrovare vecchi compagni d'armi in un bar dopo anni; un brivido di nostalgia che trasforma un libro in un arazzo dove ogni filo è al posto giusto. Questi racconti sono schegge. Alcuni pezzi tagliano in profondità, come il racconto che dà il titolo alla raccolta — una storia di perdita e vendetta che ricorda quanto possa essere spietato il distintivo. Altri pezzi brillano di una luce diversa, quasi comica, dimostrando che Winslow sa anche farti ridere mentre ti descrive come si nasconde un cadavere. Broken è il giro d’onore di un autore che ha capito tutto. È la mappa di un mondo dove i cattivi hanno un cuore e i buoni hanno spesso le mani sporche. Se i suoi romanzi sono le grandi guerre, questo libro è il diario di trincea: intimo, frammentato e maledettamente reale. View all my reviews
Kaiju No. 8 - La Rece Totale
Kaiju No. 8, Vol. 16 by Naoya Matsumoto My rating: 5 of 5 stars
Quando è uscito il primo volume di Kaiju No. 8, molti pensavano al solito shonen sui mostri giganti. E invece, col cazzo. Naoya Matsumoto ha preso i cliché del genere e ci ha infilato dentro Kafka Hibino, un protagonista che non è il classico ragazzino prescelto, ma un trentenne che pulisce budella di kaiju e sogna ancora di stare in prima linea. È questo che lo rende un personaggio indimenticabile: è uno di noi che non ha mai smesso di crederci. Arrivati alla fine di questa corsa pazzesca con il numero 16, il giudizio non può che essere strepitoso. È un manga che sa cosa vuole raccontare e, soprattutto, sa quando è il momento di finire. In un mercato pieno di storie che si trascinano per decenni come cadaveri eccellenti, avere un’opera che inizia, spacca tutto e si conclude in sedici volumi è una benedizione assoluta. Il finale è perfetto: volutamente aperto, ma capace di chiudere un ciclo narrativo in modo netto e onesto. Ti lascia quel brivido lungo la schiena, quella sensazione che il mondo continui a girare anche dopo l'ultima pagina, senza il bisogno di spiegarti ogni singolo atomo. È una storia asciutta, densa, che non ti fa perdere tempo in filler inutili. Tutto il percorso è un gioiello di dinamismo puro, con combattimenti che bucano letteralmente la pagina. Senti la pressione del vapore che esce dalle tute potenziate e l'impatto di ogni colpo contro creature dal design pazzesco. Matsumoto mastica la cultura dei film di mostri classici e la sputa fuori con un amore immenso, infarcendo tutto di citazioni stupende e coreografie da urlo. Ma oltre all'azione c'è il cuore: Kafka, Kikoru, Hoshina e Ashiro non sono macchiette, ma compagni d'armi con un'anima vera, personaggi che impari a rispettare e che non dimenticherai facilmente. È un manga che ti prende per la gola dal primo capitolo e ti molla col sedicesimo lasciandoti con un sorriso ebete e la voglia di ricominciarlo da capo. View all my reviews
crime 101 (2026) | dir. by bart layton
Crime 101
Adattato da un racconto breve del "Don", mi è piaciuto un botto.
Belle le atmosfere, bravi tutti gli attori, omaggia Michael Mann senza strafare.
Ne esce un noir bello dritto come non ne vedevo da un po’.
Se vi piace il genere guardatelo che merita. E leggete Broken di Don Winslow.
Tutti sanno by Jordan Harper
My rating: 3 of 5 stars
Primo libro di Jordan Harper che leggo, me l'avevano pompato un sacco e finalmente mi ci sono messo con calma e attenzione. Partiamo dalle cose forti: - La sua scrittura funziona. L'influenza di Ellroy è evidentissima, Harper lo aggiorna all'era dei social media, dei leak e del movimento #MeToo. Le frasi sono brevi, secche, ripetitive ma con senso specifico. - Los Angeles è descritta come un organismo parassitario. Non è una città di sogni, ma una fabbrica di incubi alimentata dal potere e dallo sfruttamento. Harper descrive perfettamente quell'atmosfera di "sole e marciume" tipica del noir californiano. E la cosa mi è andata parecchio a genio. - È un libro sporco, cinico e terribilmente attuale: Il titolo dice tutto: il dramma non è che nessuno sappia delle mostruosità che accadono, ma che tutti sanno e nessuno parla perché il sistema è troppo potente. È una critica feroce alla complicità collettiva. Quindi perché tre stelle e non quattro o cinque? Le prime cento pagine volano via, la costruzione della trama e la parte centrale sono ben orchestrate ma il finale ragazzi. Mi è caduto sul finale mannaggia. L'inizio e la parte centrale vivono di un'atmosfera densa, quasi asfissiante. Nel finale, Harper sembra aver premuto troppo l'acceleratore per chiudere i conti, perdendo quella profondità psicologica che aveva reso Mae un personaggio così interessante all'inizio. Passare dal "noir procedurale del marcio" al "thriller d'evasione" rompe l'incantesimo. e francamente non me lo aspettavo. L'ho chiuso con un pizzico di delusione e la consapevolezza che di James Ellroy ne nasce uno ogni tanto. View all my reviews

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Nicholas Brendon, best known for bringing the loyal and self-effacing Xander Harris to life across all seven seasons of Buffy the Vampire Slayer, has sadly passed away at the age of 54. Brendon passed in his sleep, of natural causes, as confirmed by his family in a heartfelt statement.
His family announced news of Brendon’s death in a statement shared with The Hollywood Reporter:
“We are heartbroken to share the passing of our brother and son, Nicholas Brendon. He passed in his sleep of natural causes. Most people know Nicky for his work as an actor and for the characters he brought to life over the years. In recent years Nicky has found his passion in painting and art. Nicky loved to share his enthusiastic talent with his family, friends and fans. He was passionate, sensitive, and endlessly driven to create. Those who truly knew him understood that his art was one of the purest reflections of who he was. While it’s no secret that Nicholas had struggles in the past, he was on medications and treatment to manage his diagnosis and he was optimistic about the future at the time of his passing. Our family asks for privacy during this time as we grieve his loss and celebrate the life of a man who lived with intensity, imagination, and heart. Thank you to everyone who has shown love and support.”
BUFFY THE VAMPIRE SLAYER | 2.19 “I Only Have Eyes for You”
Mi hai fatto ridere, mi hai fatto piangere, soprattutto mi hai tenuto compagnia e fatto crescere.
The first day of kindergarten, you cried because you broke the yellow crayon, and you were too afraid to tell anyone. You've come pretty far. Ending the world, not a terrific notion. But the thing is, yeah, I love you. I love crayon-breaky Willow and I love scary, veiny Willow. So if I'm going out, it's here.
BUFFY THE VAMPIRE SLAYER - 5.16: The Body // 6.22 Grave
Ciao Nick, sei stato una parte fondamentale della mia adolescenza.
Batman: La Città dei Gufi by Scott Snyder
My rating: 3 of 5 stars La guerra è in strada, ma il fiato è più corto. Dopo lo schiaffo in faccia del primo volume, eccoci qui a chiudere i conti. Se La Corte dei Gufi era un horror psicologico che ti faceva dubitare pure di come ti chiami, La Città dei Gufi trasforma tutto in una guerra totale tra i tetti e i vicoli di Gotham. Diciamocelo subito: spacca? Sì. Spacca come il primo? Non proprio. Il ritmo forsennato che ci aveva tenuti incollati alle pagine nel labirinto qui accusa un po' di stanchezza. La storia tiene, eh, ma l'effetto sorpresa è svanito e l'insieme sembra meno compatto, meno "necessario" rispetto all'inizio della saga. Però, ragazzi, ci sono dei momenti che da soli valgono il prezzo del biglietto. I capitoli 11 e 12 sono pura dinamite narrativa. E poi c'è quella trovata, quel colpo di scena che ti fa saltare sulla sedia: Lincoln March. È lui? Non è lui? È un Wayne o è solo l'ennesimo inganno della Corte per finire di distruggere la mente di Bruce? È un dubbio che ti rode dentro e che aggiunge quel pepe che serviva alla narrazione. Interessante anche la digressione su Mr. Freeze. Snyder prova a sporcare un po' le origini di Victor Fries, dandogli una sfumatura diversa, più malata e ossessiva. Non male, davvero, anche se a tratti sembra un po' un corpo estraneo rispetto alla guerra principale contro gli Artigli. I disegni di Capullo rimangono una garanzia assoluta. Vedere Batman con l'armatura pesante che respinge l'invasione dei killer della Corte è una goduria visiva che poche altre testate DC possono offrire. Quindi? Nonostante qualche calo di giri e un ritmo meno serrato del capitolo precedente, La Città dei Gufi rimane una storia che vale assolutamente la pena leggere. Chiude il cerchio su una delle saghe più iconiche degli ultimi vent'anni e ti lascia con la consapevolezza che Gotham non sarà mai più lo stesso posto solare (si fa per dire) di prima.
View all my reviews
Notturno bus by Giampiero Rigosi
My rating: 4 of 5 stars Notturno Bus -il film- è uno di quei rari casi in cui il cinema italiano moderno è riuscito a catturare quell’atmosfera "notturna e piovosa" tipica del noir senza risultare una macchietta. Sono molto legato a questo film, lo riguardo almeno una volta all'anno ed era parecchio tempo che volevo recuperare il romanzo, soprattutto dopo aver scoperto che Rigosi ha partecipato alla sceneggiatura del film. Tuttavia, leggere il romanzo di Giampiero Rigosi è un’esperienza diversa, quasi geometrica. Se il film punta molto sul carisma sornione di Valerio Mastandrea (Franz) e sul fascino misterioso di Giovanna Mezzogiorno (Leila), il libro è una macchina narrativa oliata che si muove su binari precisi. Il punto di forza di Notturno Bus è la sua architettura. Rigosi non scrive capitoli tradizionali, ma costruisce il romanzo per sequenze rapide, quasi cinematografiche, che si incastrano perfettamente. La narrazione è frammentata. L'autore salta continuamente da un gruppo di personaggi all'altro (i "buoni" per caso, i sicari, i poliziotti corrotti). Questo crea un effetto di simultaneità: mentre Franz guida il bus nel buio di Bologna, i servizi segreti stanno già stringendo il cerchio. Ogni sequenza aggiunge un tassello. Non c'è spazio per lunghe introspezioni psicologiche descrittive; conosciamo i personaggi attraverso quello che fanno e come reagiscono al caos. La struttura a sequenze serve a mappare una Bologna che non è quella dei portici turistici, ma una città di snodi, raccordi e depositi di autobus, dove ogni scena è una stazione di posta di una fuga disperata. I personaggi sono tutti validi. Nel romanzo, figure come Garofano e Diolaiti (i due poliziotti) o i sicari hanno una dignità narrativa che nel film viene sacrificata per esigenze di minutaggio. Nel libro senti il peso del debito di gioco di Franz in modo più asfissiante: non è solo un tratto del personaggio, è una morsa che giustifica ogni sua scelta azzardata. In conclusione, se il film è una ballata notturna malinconica e affascinante, il libro è un meccanismo a orologeria. Leggere Rigosi dopo aver visto il film non rovina la sorpresa, ma permette di vedere "dietro le quinte" del complotto, capendo meglio come i fili di Leila e Franz si siano intrecciati in quella notte bolognese. È un noir che non cerca la poesia a tutti i costi, ma la trova nel rumore dei motori diesel e nel riflesso delle luci dell'abitacolo sul parabrezza.
View all my reviews

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Batman, Volume 1: La Corte dei Gufi by Scott Snyder
My rating: 5 of 5 stars Pensavate di conoscere Gotham City? Pensavate che Bruce Wayne, con i suoi satelliti, i suoi droni e i suoi anni passati a pattugliare ogni vicolo marcio, avesse il controllo totale? Sbagliato. La Corte dei Gufi è il momento in cui Batman scopre di essere un ospite a casa sua. È una storia affascinante e tremendamente dark, che scava non nel fango dei vicoli, ma nel marmo dei palazzi. Snyder tira fuori dal cilindro una leggenda metropolitana, una filastrocca per bambini che si rivela essere un incubo di secoli: una società segreta che comanda Gotham nell'ombra, mentre Batman faceva finta di essere il padrone. L'atmosfera è da brividi. Non è il solito scontro tra guardie e ladri. È un horror psicologico dove Bruce viene trascinato in un labirinto (letteralmente!) e torturato finché non dubita della sua stessa sanità mentale. C’è una sequenza, il labirinto degli specchi, che è un trip allucinante: Capullo ribalta le tavole, ti costringe a girare il fumetto tra le mani, ti fa sentire perso e fuori di testa esattamente come Bruce. È geniale, è disturbante, è pura arte narrativa. Greg Capullo disegna un Batman muscoloso ma agile, con un tratto che esplode nelle scene d'azione e ti gela il sangue quando appaiono gli Artigli. Questi assassini sono fottutamente spaventosi: macchine da guerra silenziose, vestite con armature che sembrano uscite da un incubo steampunk, pronti a colpirti nel sonno. I colori sono cupi, saturi, perfetti per una Gotham che sembra osservarti da ogni finestra buia. Ma il vero "problema" è che arrivi alla fine del volume e ti ritrovi con il fiato corto. Un finale aperto che è un vero e proprio schiaffo in faccia. Non puoi chiudere il libro e andare a dormire. No. Devi correre, subito, a prendere il secondo volume (La Città dei Gufi), perché la guerra è appena iniziata e vuoi vedere Bruce che brucia tutto pur di riprendersi la sua città. Erano anni che volevo recuperare questa saga. È il miglior punto d'inizio possibile per il Batman moderno. È elegante, è brutale, è un mistero che ti artiglia lo stomaco e non ti molla più. View all my reviews
"Get a new one. Now... Please" He just wants his Dad back :(
Batman: The Court of owls