Questa Europa bigotta: si occupa di intrattenimento per adulti mentre il continente cade a pezzi
Mentre l'Europa affronta le sue crisi più profonde – inflazione galoppante, guerre ai confini, sistemi sanitari al collasso e un ceto medio sempre più impoverito – i legislatori europei sembrano ossessionati da un unico grande nemico: il porno online.
A partire dalla Francia, dove Pornhub è stato bloccato per presunta inefficienza nei sistemi di verifica dell’età, si è aperto un fronte moralista che si sta rapidamente estendendo ad altri paesi UE. L’obiettivo dichiarato è “proteggere i minori”, ma l’effetto reale è un attacco frontale alla libertà individuale, all’autonomia lavorativa dei creatori di contenuti per adulti e, più in generale, a un settore economico completamente legale.
Il grande inganno: la tutela dei minori
L’idea che vietare l’accesso a Pornhub protegga realmente i più giovani è semplicemente ridicola. In un mondo in cui basta un'app come Telegram per trovare contenuti non moderati, spesso illegali e altamente disturbanti, la censura delle piattaforme regolari è un palliativo ipocrita. I minori non spariscono dal web, e nemmeno i loro accessi ai contenuti vietati: cambiano semplicemente piattaforma, andando in ambienti ancora più tossici e meno regolamentati.
I veri danneggiati? I lavoratori del sesso
Molti creatori e creatrici di contenuti per adulti – spesso donne, persone LGBTQ+, soggetti neurodivergenti o con disabilità – stanno perdendo l’unica fonte di reddito autonoma e dignitosa che avevano. Parliamo di camgirl, performer, educatori sessuali, attori softcore o semplici artigiani digitali dell’erotismo. Questo blocco non colpisce solo l’hard, ma l’intera filiera dell’intimità digitale, comprese le forme più etiche e consapevoli.
L’Europa ha ben altri problemi
Nel frattempo:
l’Italia ha intere province senza pediatri e ospedali pubblici,
la Germania è scossa da una nuova ondata di disoccupazione,
la Francia è sull’orlo di una crisi istituzionale,
e l’Est Europa è dilaniato tra guerre e fughe di massa.
Eppure, l’ossessione dei parlamenti sembra ruotare attorno a chi si spoglia in webcam o gestisce un profilo OnlyFans. Il tutto mentre multinazionali energetiche, lobby finanziarie e trafficanti di dati operano indisturbati.
Una crociata puritana 2.0
Ciò che stiamo vivendo è una nuova crociata, mascherata da politica per la “salvaguardia dei valori”. Ma i valori veri – quelli europei – sono altri: la libertà, il pluralismo, l'autodeterminazione del corpo e del lavoro.
In un'epoca in cui l’Europa rischia l’irrilevanza geopolitica, ha senso combattere il porno invece della corruzione? Davvero vogliamo una Commissione Europea che censura le piattaforme erotiche ma lascia proliferare la propaganda d’odio e le fake news sui social network?
L’Europa non cadrà per colpa di Pornhub. Ma potrebbe crollare sotto il peso della sua ipocrisia, della sua censura selettiva e della sua incapacità di rispondere ai veri bisogni dei cittadini.
Perché, mentre Bruxelles si indigna per una clip erotica, fuori c'è un continente che si svuota, si impoverisce e – peggio ancora – si disinnamora della libertà.
















