La vera eredità di Federico Frusciante non è solo nei titoli dei film che ha consigliato, ma nel metodo: quella carica vitale, quasi rabbiosa, di chi non vuole "spiegare" il cinema, ma vuole trasmetterti un incendio.
Per il cinema di genere italiano, Federico è stato un faro nella notte: la sua capacità di rivendicare la dignità di un cinema che l'Italia "ufficiale" e snob aveva spesso relegato in serie B o dimenticato. Per lui, Mario Bava non era solo un regista di genere, era un inventore di mondi, un artigiano della luce che con due lire creava l'incanto e il terrore. E Lucio Fulci era il "poeta del macabro", uno che osava andare dove gli altri si fermavano.
Del Toro ha costruito la sua intera poetica sulle fondamenta gettate da Bava e perfezionate dagli effetti materici di geni come Carlo Rambaldi che, come tutti sanno, è il padre di E.T., ha lavorato a King Kong e si è preso cura pure della mia bestia preferita.
Tutta roba nostra, gente.
Essere "liberi come lui" è una sfida enorme. Federico era un pezzo unico, uno che si era costruito uno spazio (la sua videoteca, il suo canale) dove riusciva a NON rispondere a nessuno se non alla sua coscienza cinefila. Per noi, nella vita di tutti i giorni, è difficile essere così radicali, ma possiamo onorarlo smettendo di essere tiepidi. Se un film emoziona, dirlo con forza. Se un videogioco mi tiene sveglia fino all'alba, devo tradurre la sua forza in qualche modo. La cultura non è un esercizio accademico, è un'esperienza viscerale. Parlare di arte al bar, in ufficio, sui social, senza usare paroloni, ma con la verità di chi ha vissuto quell'opera sulla propria pelle forse è un inizio.
Onorare la memoria significa avere il coraggio di dire: "Tutti dicono che questo film è un capolavoro, ma per me è senz'anima", oppure "Questo b-movie che nessuno caga è puro genio". Essere "liberi" inizia dal non farsi dettare il gusto dagli altri.
Lui creava ponti tra cinema, musica e fumetto. Io adoro fare lo stesso. Ho unito Clair Obscur a Sinners parlando di entrambi per tutta la scorsa estate, facendo storcere il naso ai cinefili che ancora guardano al videogioco con supponenza.
Federico era autentico perché non era "confezionato". La sua voce roca, la maglietta nera, l'incazzatura facile (che però non sfociava mai nella mancanza di rispetto: guardate che non è facile): erano segni di umanità .
Per onorarlo, non bisogna cercare la perfezione formale. Se bisogna raccontare qualcosa a qualcuno, bisogna farlo con la spontaneità di un'amica (c'è una persona che mi ispira ogni giorno e che conosco da dieci anni buoni: più dolce di Federico, cinico quanto lui ma, per me, imprescindibile), con i dubbi e le passioni del momento.
C'è qualcosa di profondamente umano anche nello scoprire che un "gigante" o un punto di riferimento ha le nostre stesse passioni quasi "fanciullesche". Michela (Murgia) ha sempre citato It come suo romanzo preferito. E' incredibile quanto il ka-tet sia vasto e universale. Sapere che un uomo così viscerale, tecnico e a tratti intransigente come lui provasse quella pura ammirazione da fan per Stephen King lo rende immediatamente più fragile, più vero, più vicino.
In fondo, King e Frusciante parlavano la stessa lingua: quella delle storie che fanno paura perché toccano verità profonde, quelle che non hanno bisogno di filtri per arrivarti allo stomaco.
Forse è per questo che Dio ci fa prima piccoli e vicino al suolo. Forse è perché sa che dovremo cadere spesso e sanguinare molto prima di imparare quell'unica, semplice lezione. Si paga per quel che si ottiene, si ottiene ciò per cui si paga...e prima o poi quel che ti appartiene torna a te.