Farò un po di pulizia qui , siete on?
taylor price
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
DEAR READER

⁂
Alisa U Zemlji Chuda

Origami Around

JVL
will byers stan first human second
occasionally subtle

if i look back, i am lost

Andulka

★
Cosmic Funnies
Xuebing Du



❣ Chile in a Photography ❣

Love Begins

Kiana Khansmith
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@lady-varys
Farò un po di pulizia qui , siete on?

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Per tutti voi
Goditi la vita,
sorridi,
esci,
urla,
corri,
sii forte,
mostra alla gente chi sei.
Sii felice,
mostrati felice,
fatti credere pazzo,
ma mai triste.
Sii allegro,
spensierato,
gioioso.
Sorridi,
sorridi sempre,
a tutti,
contro tutti,
a chi ti ha fatto del male,
ma soprattutto a coloro
che ti hanno fatto del bene.
Esci,
conosci,
esplora.
Perché meriti
compagnia,
amici di ogni tipo,
che tu facciano state bene,
sempre.
Lotta,
sempre
e non arrenderti mai,
ottieni ciò che vuoi
e non mollare mai.
Fai tutto questo
e anche di più,
fai ciò che ti dice la testa
e vai dove ti porta il cuore.
Fai cose che ritieni giuste,
ma fai anche quelle,
che sai che sono sbagliate,
l'importante è che
non te ne penti mai.
Sorridi sempre
e soprattutto
goditi la vita.

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Un grande professore universitario docente di filosofia, come sua consuetudine ormai da 20 anni, arriva in aula e scrive alla lavagna.
COME O AMATO TE NON O MAI AMATO !!!
Con una voce triste come non mai, chiede ai suoi alunni. Cosa ho scritto?
Tutti imbarazzati tacciono. Dai, dice il prof è facile da leggere. Una ragazza si alza e legge:
COME HO AMATO TE NON HO MAI AMATO!!!
Bene,dice il professore. Ieri sera ho invitato a cena una donna che è stata capace di farmi sentire nel profondo del mio cuore queste parole. Ci siamo frequentati per 2 mesi. Le nostre anime hanno vibrato insieme, tutto era meraviglioso. Ieri volevo chiederle di sposarmi. L'ho portata a cena. Tutto era favoloso. Lei era favolosa. Sentivo la mia voce strozzarsi in gola. Ho tirato fuori il mio quaderno ,ne ho strappato un pezzetto e come si faceva da bambini le ho scritto:
COME O AMATO TE NON O MAI AMATO !!!
Come un bambino,mi aspettavo di vedere sorgere un sorriso sulle sue meravigliose labbra. Il suo viso si è spento. Ha iniziato a piangere. Si è scusata perchè non riusciva a trattenersi ed è andata via. Incredulo, l'ho rincorsa . Volevo, DOVEVO sapere perchè di quella reazione. Alla fine mi ha risposto: Tu sei un grande professore di filosofia. Io una stimata professoressa di lettere. Come puoi aver commesso quell'errore ? Non riesco a crederci , NON RIESCO !!!
Avrei potuto spiegargli che lo avevo fatto consapevolmente solo per fingere di essere tornati bambini. Per dimostrarle che l'amore che provo per lei è capace di trasportarmi a quando non sapevo distinguere una O da una HO. Ma in quell’ attimo ho capito. Amarsi non è essere perfetti. Amarsi non è fare sempre la cosa giusta. Lei cercava un amore perfetto. Io non l'avrei mai resa felice. Sono stato zitto.
RAGAZZI CERCATE DI NON AMARE LA FORMA AMATE IL CONTENUTO
Come foglie in Autunno.
Magari distraendoti riesci a non essere così spenta poi non voglio entrare nei tuoi dettagli privati anzi già è tanto che ti disturbo qui
Sai credo mi manchi solo l'amicizia che avevo con il mio bianco.
Mi mandate un segno? Anche in anonimo, dai. Che cosa tenera!
♂: Sono un ragazzo che ha una cotta per te
♀: Sono una ragazza che ha una cotta per te
∞: Sono una persona che ha una cotta per te
✂: Non cancellare mai il tuo blog
✌: Sei fantastico/a
♡: Amo il tuo blog
❁: Sei bellissimo/a
✓: Ti odio
☹: Sei brutto/a
☀: Voglio scoparti
♬: Vorrei che fossimo vicini
♧: Vorrei che fossimo amici nella vita reale
☆: Sto passando quello che stai passando tu
☮: Mi ispiri
☾: Dovremmo baciarci, sarebbe fantastico
✖: Ti darei un grande abbraccio
Ne avrei bisogno
Perché non posti più?,scusa il mio essere invadente ma oltre le foto di te stessa (di cui non ho interesse giuro) ciò che condividevi era interessante
Sono un po spenta in questo periodo

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Appena vedi questa foto esprimi subito un desiderio, il primo che ti viene in mente, quello più prezioso, quello a cui non fai altro che pensare. Poi reblogga e fammi sapere se si è avverato.
Depressione
Non so esattamente cosa stia accadendo attorno a me. C'è qualcosa che mi segue, che mi guarda. Quel qualcosa… Io so cos'è, e non ha denti lunghi, o un aspetto spaventoso. Non è un mostro. Beh, forse lo è: credo che ad inseguirmi sia una parte di me. La sento quando parla, odio quando sussurra, io mi giro, ma non c'è niente. Non so se capite la situazione: sono sempre stato di poche parole, un tipo solitario, sto da solo per scelta. Ma ora… È un obbligo. Resto chiuso in casa, non possono vedermi così; oltretutto, voglio evitare di trovare ragioni per cui incolpare i miei compagni e conoscenti di quello che mi sta accadendo. Devo stare lontano dal mondo normale in cui ero abituato a vivere, non posso lasciare la mia pazzia prevalere tra le persone.Beh, visto che io sono sempre stato lo stupido senza amici, non è che mi interessi molto la loro felicità o la loro incolumità, ma è un altro discorso. Prima di recludermi nel mio mondo, pensavo di vivere nella solitudine, e a dir la verità, all'inizio la sensazione di essere seguito, per non dire desiderato, mi aveva attratto come non mai. Sono mesi che aspetto un qualcosa da quella voce… Non è mai arrivato.Avrei voluto iniziare qualcosa di speciale, me stesso con me stesso, per quanto sembri assurdo. E adesso non so più cosa voglia lui, che cosa voglio IO.Voglio… Voglio fare del male? Voglio che tutti sentano la mia stessa voglia di morte, o di qualcosa di più nella vita? Non mi interessa degli altri, però datemi una risposta. Mi sento… al limite, al limite di questo incubo. Prendo un coltello, inizio ad incidere la mia spalla… Lentamente trapasso la pelle con la lama; è quasi poetico vedere la pelle aprirsi, e il liquido rosso scendere… Il silenzio regna, spezzato dal rumore delle mie urla, che danno un tocco in più a quella melodia che stavo creando.
Così faccio scendere la lama, lentamente, andando sempre più in profondità. Prima di arrivare al gomito, un pezzo di pelle pende dal coltello. Dopo averlo fissato, lo metto in bocca: sapore metallico di sangue. Guardo dentro l'enorme taglio sul braccio, il sangue esce velocemente. Con la forza che mi rimane, afferro con le unghie una vena. È difficile all'inizio, vedo male, e ci metto un po’ prima di pizzicarla. Sai quando da piccolo tentavi di staccare un adesivo e grattavi il foglio con le unghie per tirarlo via? La sensazione è proprio quella.E per quanto stia tentando DISPERATAMENTE e INCESSANTEMENTE di tirare via quel filo rosso in secondi che sembrano ore, non riesco a completare il lavoro. Così, una volta afferrata, tiro. Tiro con tutte le mie forze, sento qualcosa strisciare fuori dal mio braccio, lentamente. Vorrei vedere, ma il dolore sta annebbiato la mia vista. Finito il lavoro, mi metto a ridere. È da tanto che non rido. Non sento qualcosa osservarmi, o stupidi sussurri.Ed è questo che porta nel mio cuore la speranza di poter stare bene finalmente, dopo anni in cui ero costretto a nascondere il risentimento che questo mondo malato ha creato in me.
Sento il sollievo, qui, appoggiato sulla mia scrivania, sopra quel bagnato e appiccicoso pezzo di legno dove ho completato la mia missione.Non erano gli altri sbagliati. Ero io
“Perché tuo padre è quell'uomo che ti ha insegnato ad andare in bicicletta tenendoti il sellino da dietro per non farti cadere. E’ quell'uomo del quale ti ricordi solo all'ultimo momento di farti una foto con lui ai tuoi compleanni e se invece al suo ti scordi di farti gli auguri non ci rimarrà male perché lui lo sa che non l'hai fatto apposta. Sappi che quell'uomo, quando uscirai per la prima volta con un ragazzo, non dormirà tutta la notte aspettando il tuo ritorno, e il giorno dopo non ti chiederà com'è andata non perché non gli interessa ma perché ha paura che tu ti sia trovata bene con un ragazzo che con te non c'entra niente. E’ quell'uomo che quando trovi una sua foto da giovane, ti sembra sempre fichissimo e ti dispiace di non averlo potuto conoscere allora quando faceva lo scemo con tua madre. E’ un uomo che ogni volta che esce con la macchina spera che piova per incontrarti e darti un passaggio. Tuo padre è quell'uomo che quando tornavi troppo tardi ti sgridava ma dentro ti voleva solo abbracciare. Può litigare con chiunque per tutta la vita ma con te vorrà sempre fare pace in un attimo perché è quell'uomo che ti amerà come non ha mai amato niente nella sua vita. E ricordati, che se una volta quando sarai una donna, dovessi attraversare un momento difficile in cui ti sentirai sola come mai ti è successo e non troverai nessuno accanto, dovrai girare la testa per guardare dietro di te. E troverai un solo uomo. Tuo padre. - Cit.”
Di sicuro non il mio ,mi sarebbe piaciuto
“Sono il bullo della 5 D,quel ragazzo di cui tutti hanno paura,quel ragazzo che nessuno vorrebbe avere contro ma ecco,nessuno mi conosce. Oh,no,nessuno mi conosce. Odio la mia classe,la mia vita,è tutta così grigia ma c’è solo una cosa che può migliorarmi la giornata,il suo sorriso. Sono sempre stato quello che con le ragazze ci giocavo solo,che ho sempre creduto che l’amore fosse solo un illusione dei sognatori.. finchè non lo sono diventato anche io. Nella mia classe,fra tutte quelle pettegole,c’è una ragazza diversa dalle altre,una ragazza che mi fa star bene. Mi sono innamorato di lei,quando per fare il ‘coraggioso della situazione’ mi sedetti accanto poiché nessuno voleva avere a che fare con la malattia che aveva quella ragazza. Mi sedetti e ricevetti come risposta ‘Puoi andare via per favore?’ mentre pensavo ‘mmm Che caratterino!’. Mi sono sempre piaciute le sfide infatti restai seduto,non dissi nulla,restai. ‘Oi,Biondo,sei sordo?’ io la guardai e le dissi ‘Voglio starci’ ‘Perché? Potrei farti del male’ ‘ Sta tranquilla,non è mica colpa tua.’ E mentre mi alzavo per prendere il cellulare nello zaino li sussurrai con aria arrogante ‘Oh,sorridi,sei più bella’. Non avevo mentito,credetemi, avevo detto a tutti che l’avevo fatto perché sono il più coraggioso della classe, ma non era la verità. L’avevo notata da un po, quella ragazzina che aveva la voce chiusa in se,che arrossiva ogni tanto,che aveva sempre le maniche lunghe e che sorrideva poco o quasi per niente..da quando aveva saputo della sua malattia. Sapete cosa,l’avevo sempre vista come ragazza felice, e vederla così..ora fa male. Quando li dissi che era bella quando sorrideva,era diventata rossa,e le sorrisi per farle capire che non mentivo. Connie,così si chiama,ha i capelli vaporosi di un biondo luminoso.. gli occhi verdi ma di profilo sono giallini..ciglia lunghe e delicate.. le guanciotte rosee e quando è in imbarazzo diventano di un rosso tenue. ha qualche lentiggine su quel viso di porcellana e labbra perfette,carnose e delicate. Potrei descriverla per ore e non stancarmi,leggo di nascosto,ascolto musica priva di parole,e spesso resto solo. Tutti sanno che sono il ragazzo che fuma,che passa ora in mezzo alla strada,un pedofilo e un grezzo. Nessuno sa che mantengo le sigarette al ragazzo che abita affianco casa mia,nessuno sa che leggere è la mia unica fuga,nessuno sa che la musica senza parole che ascolto è perché di parole ne sento e ne dico troppe. Non sono un pedofilo,ogni giorno inseguo un ragazzino perché una mattina l’ho visto piangere mentre diceva alla sua migliore amica che dei ragazzi lo picchiavano perché è grasso…io sono lì a controllare,non posso permettere la violenza tra ragazzini di 11 anni,non posso.. Allora decisi di inseguirlo e se succedeva qualcosa ero pronto a far finire la rissa e difendere quel bambino indifeso. Perché devono mettere etichette alle persone? Non capisco,che bisogno c’è di dare del gay,del grasso,dell’anoressico,del secchione ? Le persone non devono essere riconosciute per etichette,ma per il sorriso,per i modi di fare,per il modo di ridere..per il modo di pensare. Sono troppo diverso,troppo,dagli altri..ecco perché non dico a nessuno chi sono realmente. La paura di non essere accettato da quella ragazza è immensa,al solo pensiero di un suo sorriso negato a me..mi fa percorrere brividi lungo la mia fredda schiena. Perché quella ragazza mi incuriosisce? Perché ogni volta che mi sorride sento qualcosa nello stomaco? Non accetto,sono troppo orgoglioso. Non mi vanto,ci sono tante ragazze che mi vengono dietro ma nessuna mi fa sorridere quanto lei. Decido così di lottare per lei,mentre leggevo un libro durante la lezione di tecnologia ‘Se lotti,avrai’ su questa frase restai un paio di minuti,il tempo giusto per capire se ne vale la pena o meno. Lei all’uscita della scuola restava da sola su quella panchina in attesa dell’autobus,e prima che tutti sapevano di quella odiosa malattia stavano con lei,lei era piena di amici..ora non più. Iniziai a sedermi con lei su quella panchina,giorno dopo giorno,e restavamo in silenzio. Continuai finchè un giorno mi chiese ‘Perché sei qui?’ ‘Perché aspetto’ ‘Ah..anche io’ ‘Si,aspettiamo insieme’ dissi io avvicinandomi a lei ,si girò e mi sorrise,io sorrisi e le iniziai a parlare della caduta del professore di educazione fisica lei scoppiò a ridere e io iniziai a vivere. Continuai a fare lo scemo,finchè lei si sentisse bene o almeno per un po’ di tempo. Arrivò l’autobus e lei mi sorrise dicendomi ‘A domani allora’ io le feci l’occhiolino e cenno con la mano. Ah come ero felice,quanto amo la sua risata. Sembravo un bambino con il gelato al parco giochi. A domani è la promessa più bella che due persone possono darsi,perché è come dire ‘ci dobbiamo vedere domani!’. Il problema era proprio questo,eravamo persone giuste al momento giusto ma non l’avevamo capito.Perchè il destino non vuole unire le persone che insieme starebbero bene?Perchè ostacola? Mille erano le mie domande e poi capii che se un sogno non ha ostacoli,non è il sogno giusto. Lei era il mio sogno,lei era la ragazza per cui vivevo.Continuai a renderla felice su quella panchina dopo ore e ore di scuola. Inziò anche lei a parlarmi,mi raccontò un po’ di lei,ero il suo migliore amico,l’unico che era pronto a volerle bene. ‘Perché sei sempre sola ora?’ le chiesi una volta, ‘Nessuno mi ha mai voluto bene’ mi sono avvicinato e le ho preso le mani ‘Quel nessuno sono io’ mi guardò negli occhi,un mare di farfalle padroneggiavano la mia pancia; i suoi occhi nei miei,la luce dei suoi occhi,la vita che avevano i miei.. poi lei si allontanò guardando a terra ‘Di cosa hai paura?’ le chiesi spontaneamente tentando di capire perché si allontanò,’Non sei tu il problema,sono io,scusami,scusami solo che nessuno mi ha mai voluto bene e quindi credimi dimentica tutto… ciao’ e se ne andò. Ero lì tra me e me,’Ora ci sono io,Non dimentico.’ Si voltò l’ultima volta per vedere se era vero..in quel momento il mondo attorno a noi si fermò; lei con i suoi capelli al vento,gli occhi pieni di lacrime e le dita che fuori uscivano dalle lunghe maniche;mi guardò,la guardai. Era finita,non avevo lottato abbastanza,mi chiusi in camera,musica ad alto volume,occhi rossi e delusi. ‘Cos’ho sbagliato?’ ‘Perché si è comportata così’ queste erano le domande che non mi riuscivano a far dormire. Nuovo giorno,è venerdì,passo a prendere Lucas,do il pacco delle sigarette e mi siedo sul muretto della scuola con il mio capello,capelli in alto e una collana a catena bellissima. Passano delle ragazze,ci salutano ‘Oh è bona quella’ mi sento dire da Lucas ‘Si,ma non fa per me’ ‘Che cosa ti sta succedendo fratello?’ ‘ Sempre lo stesso sono,ho detto solo che non fa per me’ ‘Vabbù ma t’è successo qualcosa ‘ annuì e continuai a sorridere mentre salutavo gli altri del gruppo. Avevo le farfalle nello stomaco,mi giro e la vedo,mi vede..in un attimo incrociamo gli occhi, e non so perché li abbassò e andò avanti entrando in classe. Dopo venti minuti entrai anche io in classe,mi sedetti. ‘Crossimfre mi dica l’argomento a suo piacere’ ‘Non saprei professore,decida lei’ bene,ero stato interrogato,momento inadeguato..’poiché è un tipo di strada,cosa ne pensa dell’amore?’ ‘Passatempo’ mentre dicevo quello,il mio cuore si ristringeva,lei mi guardava con aria incuriosita,io ero lì a mentire ‘Come immaginavo,ora si sieda e impari ad amare’. In quel preciso istante avrei voluto urlare a quel professore che l’amore lo conoscevo meglio di lui,e che per amore sarei andato persino in Svizzera,persino in Germania,per amore avrei girato il mondo o sarei rimasto chiuso in casa per anni. Feci lo scemo in classe,usai il cellulare in stando un po su Tumblr mentre tutti pensavano che messaggiavo. Suonò la campana. ‘Sei un bugiardo’ mi arrivò sto messaggio ‘Chi sei?’ risposi,’La ragazza che usi’ ‘Francesca,Simona,Luisa,Paola,Cecilia,Karen,Andrea?’ dissi in modo ironico ‘Stupido,hai dimenticato Connie ‘ ‘Tanto sicura che ti ho usato o che ti odio?’ ‘Credo di si..’ ‘Come mai bugiardo?’ ‘So che hai mentito’ ‘Vieni qui,alla solita fermata’ ‘Sto arrivando’. Mi si avvicina,non mi saluta e si siede..restiamo in silenzio un paio di minuti,poi mi dice ‘Perché hai mentito in classe?’ ‘Non ho mentito’ ‘Hai l’aria innamorata e lo sai bene’ ‘No..’ ‘Si.’ Mi guarda con aria fredda ‘Cos’è l’amore?’ le chiesi con aria irritata,iniziò a sorridere e restò zitta, ‘Vedi ? non lo sai’ mentre dicevo questo,si avvicinò e mi abbracciò poi di scatto si allontanò ‘Scusa,scusa,non dovevo’ ‘ Continua a farlo’ ‘Potrei infettarti’ ‘Non me ne frega nulla,continua’. Quando posò il suo petto sulla mia pancia,quando con le braccia la racchiusi a me..in quel momento i nostri due cuori battevano insieme,eravamo una persona sola.Passarono due mesi,e uscivamo insieme,andavamo a scuola insieme,scherzavamo insieme,eravamo seduti di banco insieme. Eravamo felici. Il suo colore preferito è il blu,ama la mia maglia rossa, odia le bugie,abbiamo lo stesso amore per lo stesso scrittore, la sua cantante preferita è Taylor Swift,è andata a letto con un ragazzo solo perché questo l’aveva costretta e non si è mai drogata. Si fidava di me,io l’amavo,lei mi voleva solo bene,credo. Come puoi dimenticarla? Come puoi allontanarti dalla ragione del tuo sorriso? Perché non capisce che l’amo e che ogni volta che lei soffre,io soffro? Stavamo bene insieme,e tutti lo sapevano. Iniziavano a rispettarla,era l’amica di Francesco della 5 D. Il gruppo con cui stava prima tentò a riaverla in gruppo ma appena mi raccontò l’accaduto andai da loro e li dissi ‘Lasciatela in pace,finisce male’ e da allora non la infastidivano più, a renderla felice c’ero io,gli altri andassero a quel paese,lei è mia. Un giorno mi trovai sotto al banco un foglio ‘Ti amo’ mi girai pensando a chi potesse essere,si avvicinò Karen ridendo chiedendomi con una scusa ‘Francy,mi presti una sigaretta?’ ‘Vattene’ ‘Ti prego’ mentre mi accarezzava i muscoli del braccio destro ‘Vattene,non vedi che ho da fare?’;Entra Connie in classe e ci vede insieme,mi guarda male,occhi rossi,sposto Karen e vado da Connie ‘Che t’è successo? Oh parla,finisce male a chi ti ha trattato male’ ‘Ma smettila,sto bene’ Mentre diceva quel sto bene ..tremava ed io non credevo. Ah l’AIDS,odiosa malattia. Perché alla ragazza che amo? Perché a lei?. La prendo per i fianchi ‘Non stai bene,lo so’ ‘Vai da Karen’ ‘Posso spiegare..’ ‘Non devi..infondo siamo solo amici’. ‘Infondo siamo solo amici’ fu la frase che mi frantumò il cuore a pezzi,la frase che mi fece più male eppure aveva ragione,io e lei non eravamo nulla tranne che amici. Lasciai correre,giorno dopo giorno,mi alzavo sempre con meno voglia di vivere,era uno schifo la mia vita. Che razza di adolescente sono?In soli pochi anni di vita ho così poca voglia di continuare a vivere? Che cosa strana l’adolescenza,Che periodo strano,tutta la nostra felicità dipende da qualcuno,da un gesto,da un volto. E’ tutto strano,ma va bene.Stessa vita vuota,stessa vita inutile,eppure so qual è lo scopo della mia vita. L’ho sempre saputo ma a ricordarmelo fu la signora Robinson,una signora che andavo a trovare tutti i giorni in ospedale.Un giorno mi vide sorridere mentre guardavo fuori ‘Aaah come sei innamorato,bimbo’ ‘Io? Nah,signora Elisa,non è vero,non credo all’amore,non più’ ‘Francesco,credimi,l’amore salva tutti,lo sai.’ ‘Eeeh’ feci un sospiro..’Come si chiama lei?’ ‘Connie’dissi guardandola negli occhi ‘Guardami,lotta,lotta,puoi avere. Come hai salvato ma dalla solitudine,salverai molte persone,hai un cuore enorme,non sei come gli altri,lo so’ mentre diceva quelle parole mi stringeva le mani,lei era lì su quel letto,distesa,mentre tentava di farmi capire qualcosa..quel qualcosa che già sapevo,quel qualcosa che avevo paura di dire,forse per il fatto che non vorrei prendermi tutta la responsabilità. Io vivo per salvare . E a salvare me è una persona che devo salvare. Io e lei potevamo salvarci,dovevamo salvarci da questo mondo..da questo ciclo in cui il destino decide per noi,dovevamo salvarci da questo posto che chiamano mondo ma non è altro che una prigione. Dovevamo crearci un nostro mondo,dove tutto sarebbe stato perfetto. Passarono settimane,un giorno mentre entrai in classe e la vidi piangere,era sola,con i suoi tagli , sul viso lacrime di delusione dalla vita le rigavano le guancie e una lettera in mano.Tutti se ne fregavano,tentai anche io i primi dieci minuti poi corsi da lei. Le afferrai il braccio,l’alzai e le dissi ‘Smettila cavolo,smettila’ mi abbracciò forte,le sue lacrime mi creavano tagli sul cuore,mi strinse così forte che il suo profumo rimase impregnato alla mia maglia per ore e ore ‘Che ti è successo?’ ‘Nulla’ e di colpo le strappai dalle mani quella lettera e di colpo mi sedetti. Era la lettera che le diceva quanto avrebbe sopravvissuto se non avrebbe pagato un tot di soldi per fare i vaccini. In quel momento l’abbracciai forte,ora più che mai aveva bisogno di me.’Hey,fammi un sorriso’ ‘Grazie..che ci sei..non so cosa ti spinge ad essermi amica..ma grazie’ ‘Te lo meriti’ e mi sorrise con gli occhi pieni di sangue. Iniziai a lavorare di nascosto come in un cameriere di un bar, non guadagnavo molto,ma il giusto per farle ogni mese delle sorprese,poiché i genitori pensavano a pagare i vaccini. Ogni giorno la andavo a prendere sotto casa,le facevo fare di tutto e di più:un giorno cinema,un altro in biblioteca,andavamo in gelateria,a comprare vestiti. Facevo di tutto per farla divertire.Era il momento,dovevo dirle che l’amavo. L’andai a prendere sotto casa sua,era una giornata di Aprile durante le feste di Pasqua, l’andai a prendere e la pregai di mettersi i pantaloncini,costume,top e di portarsi un vestito e dei tacchi dicendole che andavamo a casa di mia nonna al mare..invece non era così. Avevo prenotato due stanze in uno fra i più costosi alberghi di Vieste per farla star bene. I genitori la lasciarono venire dopo tanti giri di parole e di bugie, anche i miei mi lasciarono andare. Ero sotto casa sua,dovevamo andare con il treno,pagavo tutto io. Scende,lunga treccia,mascara,labbra stupende e un fisico bellissimo da lei odiato ‘Sei uno schianto ‘Smettila bugiardo’ ‘Me,muoviamoci che per le 11 dobbiamo stare lì’,durante il viaggio eravamo uniti,abbracciati,scherzavamo,mangiammo un gelato e ci facemmo foto. ‘Chi ti piace?’ mi domandò ‘Che ti salta in mente?’ ‘Siamo amici da tanto e non mi hai mai detto chi ti piace’ ‘Eh,e sarà così ancora per molto’ ‘Scemo,fidati’ ‘Mi fido ma non si può dire,a te piuttosto? Innamorata?’ ‘Da sempre di un ragazzo magnifico,lui non lo ha mai capito,quanto lo odiavo,era il solito montato,ma ora ah quanto lo amo’ mentre mi raccontava di quanto amava questo ragazzo dal nome sconosciuto pensai si riferisse a Lucas e per qualche ora il mio sorriso scomparve ..finchè poi ripensai al vero motivo per cui ero su quel treno,io ero lì per il suo sorriso. Arrivammo e la portai in albergo,nella stanza più bella che c’era, lasciammo i piccoli bagagli e mentre girovagammo per tutto l’albergo lei mi teneva la mano stretta, io l’amavo,già m’immaginavo,io e lei a scoprire il mondo,io e lei a far invidia al mondo.Io che torno a casa da lavoro e lei sul divano con i piccoli mentre vedono i cartoni. Io e lei al nostro matrimonio. Io e lei a litigare per le tasse. Ah,devo smetterla di farmi i film mentali. ‘Vieni,ti faccio vedere il mare’ andammo sulla spiaggia,mentre parlavamo li sciolsi i capelli che il vento muoveva delicatamente,camminavamo mano nella mano lungo la riva e tutti pensavano che stavamo insieme,ci comportavamo come tali ma non lo eravamo. Iniziò a schizzarmi,iniziammo a schizzarci,risate,ricorse,stupidaggini poi la presi e scivolammo per terra. Io e lei,come la sabbia e il cielo,straiati sulla sabbia a vedere le nuvole,iniziò a ridere mi girai ed eravamo faccia e faccia. Aah le farfalle,ah il cuore,finchè non mi piombai sulle sue labbra. Ah che emozione,indescrivibile,una cosa immensa.. solo che l’incantesimo svanì,di colpo si alzò e scappò via,andò su uno scoglio. La lasciai sola per un po,mentre io mi lasciavo assalire da ogni tipo di dubbio. ‘Ho sbagliato,è solo colpa mia,ama Lucas’.Ci vuole coraggio ad amare chi ama un altro. Era ora di pranzo,si avvicinò e mi disse ‘Perché lo hai fatto?’ ‘Ti amo’ ‘Ti amo come hai amato Simona?’ ‘Non ho amato Simona’ ‘Come Karen?’ ‘Non ho amato Karen’ ‘Perché lo hai fatto?’ ‘Perché ti sposerò’ ‘Sai quel che dici?’ ‘Fin troppo’ ‘Perché mi hai portata qui?’ ‘Perché devi star bene’ ‘Io sto bene’ rimasi in silenzio,non sapevo che dire.. ‘Mi fai stare bene’ aggiunse. La ribaciai,’Smettila’ ‘No no,continuerò a farlo sempre’ ‘Perché?’ ‘Ti amo,l’ho già detto’ ‘Ma ora c’è rischio che morirai della mia malattia’ ‘Morirò felice’ ‘Ti amo’. Sembrava di essere in un film,sembrava di essere in una telenovela,in uno di quei libri strappa lacrime. Andammo a mangiare al ristorante,tra baci,abbracci,carezze,risate. Dovevate vedere il suo sorriso,non smetterò mai di dirlo,ma era così bello,così spontaneo,non la vedevo così felice da tanto tempo,così felice da star maledettamente bene. Era la mia principessa,lo è ancora,lei è la mia principessa.Io sono il suo principe,la persona che la stava salvando. Nel pomeriggio andammo in piscina,ci facemmo riconoscere anche lì,tra tuffi,gavettoni,schizzi e cretinate così. Mi ripeteva ogni tanto ‘Ti amo sai?’ e io la baciavo. Non c’era nulla di più bella di quella giornata. La chiamò il padre per sapere come stava ‘Come stai amore di papà ? Bella la gita?’ ‘Papà non mi sono sentita mai così viva’ ‘Bene,sono fiera di te,sii felice,tornate a casa per le 12,mi raccomando’ ‘Si papi’ ‘Ciao’ ‘Ciao’. Tornammo in camera,e le dissi ‘Connie,fatti bella,per le 8 ti vengo a prendere,truccati,tacchi,sistemati . A dopo’ ‘Ti amo,a dopo’ . mentre chiusi quella porta,andai a comprarle una collana con la scritta ‘Ti amo’ era tutta argento,con due strass sulla O,era luminosa e sulla mia amata sarebbe stata ancora più bella,lo so. Il tempo non voleva passare,era tutto pronto,palloncini,sala,collana,lei? L’andai a prendere,erano le 8,suonai e non apriva. Mi spaventai,cosa era successo? Tentai di suonare di nuovo,non rispondeva. Stavo per spaccare tutto finchè non disse ‘Un attimoooooooo’ con la sua voce da scema. In quel momento mi immaginai di averla a casa e io bussavo la porta del bagno perché dovevo andare a lavoro,sarebbe stato bellissimo.Gesti di vita quotidiana insieme alla persona che si ama è qualcosa di immenso. Aprì,non era più una ragazza timida chiusa in se,non era più la mia bambina,ma mi aprì la mia donna,la mia futura moglie,la futura mamma dei miei figli. Era in un lungo abito scollato nero,zeppe,truccata ma non troppo e lunghi capelli vaporosi.’Principe dove mi porta’ ‘A lavorare’ le dissi ironicamente,scoppiò a ridere dicendo ‘Una donna della mia classe non lavora con uno sporco maschiaccio come voi’ ‘Ma sono il vostro principe’ parlavamo mentre camminavamo a bordo piscina,’ Lo sarete sempre’ ‘ora le prego di togliersi le scarpe,siete troppo alta’ ‘alta per?’ ‘avere la fortuna di baciare un fotomodello bello quanto me ‘ dissi vantandomi ‘Ah bhe scusate,ora me le tolgo’ scoppiando a ridere ‘Ora però bando al voi,oramai siamo un noi’ mi disse,’Amore..vedi voglio ..em..dirti una cosa’ all’improvviso si allontanò da me,era diventata fredda d’un tratto ‘lo immaginavo,tutte le cose belle finiscono’ mi rispose rimettendosi le scarpe per andare via, di corsa le presi il braccio e la baciai ‘noi no,la nostra è una cosa bella che non finirà mai,gli amori vanno via,ma il nostro,il nostro no.’ Lei mi sorrise e mi disse ‘Perché amo un ragazzo così stupido come te?’ ‘perché amo una ragazza così acida come te?’. Quella ragazza acida che amavo,lei soffriva per la malattia che a sua insaputa stava migliorando,lei scriveva un diario segreto pieno di frasi dedicate a me,aah quanto la amo. La portai a sedere a tavola,mentre camerieri portavano cibi che amava. ‘Sei così dolce,non credo di essere giusta per te,non merito tutto questo’ ‘hai ragione,non meriti SOLO questo,avrai molto di più’ ‘ma cosa volevi dirmi?’ ‘volevo dirti che sei la ragione del mio sorriso’ mentre le spostavo i capelli mettendole la collana ‘Ti amo pazzo’ mi disse,ci baciammo.Dopo di che ci sdraiammo sulle sdraio coperte da coperte che ci riscaldavano a guardare le stelle.’Sai,ti ho sempre amato ma non potevo dirtelo,soffro di questa malattia da poco..e peggiorava,poi sei arrivato e hai stravolto la mia vita. Non so,ma quando mi sorridi mi sento così bene,mi sento così viva. Sono quella ragazza che si odia,che non ha le idee chiare,ma una cosa si. Voglio sposarti,appena torno a casa parlo di te ai miei.. e se tu vuoi’ ‘dobbiamo sposarci.’ Ci baciammo,vivemmo ogni attimo di quella sera finchè poi non tornammo in stanza,ci vestimmo e salimmo sul treno. Si addormentò tra le mie braccia e io con le mani le sfioravo il suo viso di porcellana. Passarono anni,lei mi presentò ai suoi genitori ed io la presentai ai miei. Ora,il 24 Febbraio ci sposiamo. Ah dimentico di dirvi che abbiamo avuto un bimbo,Mattia,dagli occhi verdi e i capelli di un castano scuro. Forte e bello come il papà,determinato e dal sorriso stupendo come la mamma. Ha un anno e 4 giorni.Connie? E’ ancora più bella con il pancione,e la sua malattia sta migliorando, è quasi sparita. Ho salvato l’amore della mia vita,ora la mia vita è la cosa più bella che ho. Lottate,lottate se amate,vi parla uno che dell’amore se ne fregava,come diceva quella signora,l’amore salva tutti,e questo mondo ha bisogno di salvarsi. Lottate,è l’unico modo di rimanere in vita. Il vostro Francesco.”
— (via rosa-rossosangue)
Vorrei solo un amore grande, uno di quelli che non ho ancora conosciuto.
Vorrei un amore che sa prendersi cura, che non ha paura. Vorrei un amore che corra, che non si fermi. Vorrei un amore sotto la pioggia, che non abbia paura di bagnarsi e poi vorrei un amore sotto il sole, a ridere, a ridere tanto, perché ridere fa bene al cuore un po’ come l'amore. Vorrei un amore in cui si parli tanto, uno di quelli che il tempo passa e non te ne accorgi mai. Vorrei un amore pieno di cose da mangiare, pieno di dolci, pieno di cose a cui nessuno crede.
Vorrei una vita fatta d'amore, perché questo vuol dire vivere una vita felice, amarsi.
Vorrei un amore pieno di litigate e di momenti no, per poi riprendersi, fare l'amore, ridere ancora. Vorrei qualcosa in più di quello che siamo abituati a vedere ogni giorno.
Io l'amore lo voglio eccezionale.
Adessoscrivo

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Non so se sto impazzendo
Non so se sto impazzendo o forse no, so solo che mi viene tanto da piangere. Non ne conosco nemmeno il motivo, dovrei essere abituata a tutto lo schifo che mi circonda, eppure piango. Piango perché in fondo mi manca sentirmi amata in maniera speciale, avere qualcuno al mio fianco da chiamare “mio”, da chiamare “amore”, da chiamare “casa”. Piango perché credo di non meritare tutto questo, anzi, non lo merito e basta. Non vorrei che qualcun’altro lo vivesse al posto mio, ma vorrei semplicemente che tutto questo sparisse. Io vorrei sparire senza lasciare traccia di me e dei miei guai. Piango perché vorrei smetterla di finire sempre a dar tanto per le persone sbagliate, vorrei smetterla di mandare tutto a puttane, vorrei smetterla di commettere continuamente gli stessi errori. Certe notti, come questa, il freddo lo senti partire da dentro le ossa e non c’è niente che ti possa scaldare.
Da adolescenti tanti ragazzini criticano i propri genitori per piccolezze, non rendendosi conto della fortuna che hanno.
L'ho fatto anche io quando ero più piccola, come tutti.
Ma ora che sono cresciuta non faccio altro che ringraziarli con tutto il cuore e basta, nonostante tutto.
Certo, ci discuto, certo non condivido molto di ciò che dicono, ma voglio loro un bene immenso seppur faccia fatica a dimostrarlo.
Amo i miei genitori, i valori che mi hanno trasmesso e l'umiltà con cui sono stata cresciuta.
I miei genitori hanno dato e mi danno tutt'ora la vita, tutto l'amore che si possa dare ad una figlia.
I miei genitori mi hanno dato tutto, e tutt'ora lo fanno.
Sono immensamente grata di essere figlia loro, di essere stata cresciuta da e con loro.
Non smetterò mai di ringraziarli nonostante tutto l'orgoglio che ho.
Non smetterò mai di volergli bene, perchè come io sono la loro vita, loro sono e rimarranno la mia.