Ho il terrore di essere abbandonata e forse è per questo che la mia vita è un corollario di assenze.
Ho tagliuzzato la mia anima e di volta in volta ne ho regalato i pezzi.
Non credo di averli donati alle persone sbagliate, anche se mi pento di averlo fatto.
Sono rimasta quasi completamente svuotata ed ora custodisco gli ultimi pezzi.
Li ho chiusi in una cassa, alla quale ho messo dei lucchetti e ho nascosto le chiavi.
Ho messo la cassa in un punto segreto, nell'ombra, protetta da occhi indiscreti.
Eppure, nonostante questo, sento un sussulto ogni volta che qualcuno avvicinandosi mi porge i palmi.
Vorrei riempire quelle mani con tutti i frammenti rimasti, ma poi ho paura.
Tremo al pensiero che potrebbe essere l'ennesima assenza travestita da presenza.
Annaspo al pensiero che un lupo famelico si possa nascondere fra le pecore del mio recinto, così che un mattino, svegliandomi, lo veda completamente vuoto.
Il punto è che temendo questo, se prima il mio recito era colmo di bestiame ben nutrito e curato, ora il mio sguardo incontra solo animali mal nutriti e sporchi.
Per la paura di essere abbandonata, attacco per prima e abbandono.
Rimango sola, compiendo così io stessa la nefasta profezia.
Non sono forse io quel lupo nascosto fra le pecore?
Eppure quella carezza, così calda sul mio viso, la bramo in maniera così dilaniante che sento urlare quei pezzetti nella cassa.
Si dimenano così tanto che la fanno muovere indemoniata.
Ora, io non so se sia un monito o una richiesta.
Se urlino per uscire o per spaventare.
Mi sembra quel girone infernale di Dante, dove i due si urlavano: " Perché tiri?" e "Perché spingi?"
Vivendo quell'eterna lotta, dove uno vanificava tutti gli sforzi dell'altro e si ritrovavano sempre bloccati al punto di partenza, senza poter avanzare nemmeno di un millimetro.
Il punto è che io ti farei anche entrare e arredare quello che resta come preferisci, ma se poi vai via io non so andare avanti.
Resterei bloccata in quella casa, dove tu hai scelto i mobili e i colori delle pareti, ma dove ora risuona solo l'eco della mia voce.
Ora però è notte e io ho questo vuoto nel petto che non tace.
Io ora ho fame e queste pecore sembrano così buone.
Sembrano perfette per colmare questo vuoto che sento.
Ora però è mattino e guardando fuori, il recinto è vuoto.