Siamo acqua; in questo periodo la composizione della mia la sento strana, tendente al salmastro, come quella che ingoi per sbaglio mentre stai imparando a nuotare, da bambino.
La lingua di sabbia che separa il mio mare calmo e quel mio mare burrascoso si sta pian piano assottigliando, c'è acqua che passa da tutte le parti, acqua che si mescola, si sta forse inquinando.
Proprio perché la mia indole è quella di essere come acqua trasparente, basta una punta di colore perché si sporchi, cambi, e non si riconosca. Nella foga di voler dipingere un quadro che mi rappresenti, nella mia, di acqua, ho intinto troppi pennelli, sono diventata acqua nera.
Tale all'acqua, mi sento senza forma e uso gli spazi dove vivo per darmene una. Spazi che sento sempre più stretti, ambienti aridi, ho paura mi prosciughino.
Mi sento acqua che non posso bere, ma percepisco tutto il peso della mia sete.
















