FUN ZIO NE RAN NO!!!!
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@innoia
FUN ZIO NE RAN NO!!!!

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Certo che è stata una bella fregatura per #lafamiglianelbosco essersi lasciata abbindolare dalla destra di governo, sperando di avere più visibilità per portare acqua al loro mulino; ora che li hanno gettatati al macero, non se ne sente più parlare nei TG di #Telemeloni
Sono un vdm che ha votato NO ✊💜
Siamo alla frutta!

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La “Sinistra” esiste in natura, è un fiore di campo.
E’ l’idea che tutti gli uomini e le donne del mondo hanno la stessa dignità.
Nasce dentro di noi, nel profondo.
E per quanto la si possa contrastare, rispunta fuori.
Alla fine, in fondo la politica cosa è?
Vuoi un mondo gerarchico o un mondo che riconosce
l’uguale dignità di tutte le persone del mondo?
È lì la scelta.
E chi è di sinistra è di sinistra per quello, e bisogna che se lo ricordi.
Bersani
Sergio Toppi “Davide e Golia” David and Goliath
“Scusa, puoi stare fermo soltanto un secondo? (Il mignolino dev’essere qui.) Excuse me, can you stay still for just a second? (The little finger must be here.)”
“Tuc tuc tuc…” (I have no idea)
“E’ dovere del governo nel prossimo futuro…in un’ottica di sviluppo… dare ampia risonanza…(It is the government's duty in the near future... with a view to development... to give wide resonance...)”
“Rosa fresca e aulentissima… e accadde. (Fresh and very beautiful pink... and it happened.)”
Grande artista
Da Facebook :Lorenzo Tosa
Bisogna spendere più di due parole per questa donna qui, Antonella Bundu, una che da sola, da candidata Presidente in Regione Toscana, ha preso oltre mezzo punto in più dell’intera Lega dei sedicenti capitani e degli ex generali.
Lei che me la ricordo quando ha cominciato a fare politica nel 2019, appena sei anni fa, e lo ha fatto proprio nel pieno del salvinismo più violento e straripante, quello del 40% e dei “pieni poteri”, per dimostrare a Salvini e al leghista medio che in questo Paese si può fare eccome politica in modo serio, coraggioso, dignitoso anche se hai la pelle nera e tuo papà viene dalla Sierra Leone e di cognome fa Bundu, non Brambilla o Vannacci.
Antonella che, ha cominciato dalle piazze, dall’attivismo puro a Liverpool com Oxfam, e poi nella sua Firenze, mentre ancora faceva l’impiegata in uno studio di architettura.
Antonella che trovavi e trovi tutt’ora sempre in prima linea a Firenze ogni volta che si tratta di scendere in piazza, di difendere un diritto negato, battersi contro l’emarginazione violenta, la discriminazione come sistema.
A 55 anni, dopo cinque da capogruppo in Comune, ha deciso di fare il grande passo, di candidarsi a Presidente della Regione.
Le hanno dato della “pazza”.
Ha ricevuto una quantità fuori scala di insulti razzisti dai soliti miserabili, a cui ha risposto con un’intelligenza rara e un’ironia invidiabile mostrando loro una banana.
Le hanno detto che si sarebbe andata a schiantare, e i sondaggi non le assegnavano più di uno 0,5%.
Lei ha tirato dritto per la sua strada con una campagna elettorale forte, radicale, coraggiosa.
Ha finito per prendere dieci volte tanto quello che avrebbe dovuto, superando di slancio il 5% e battendo persino la Lega di Vannacci e Salvini con un decimo dei fondi e un centesimo dei loro mezzi.
E solo per un pelo non entrerà in Consiglio regionale perché la sua lista ha preso moltissimo, ma non quanto lei e non abbastanza.
Una beffa atroce che non cancella una virgola di quello che ha fatto, della testimonianza che ha lasciato, ricordandosi e ricordandoci che esiste ancora spazio per una sinistra-sinistra e per battaglie che vanno combattute a prescindere da quanto sia comodo, vantaggioso. E magari non condivideremo tutto, ma non importa.
Conta la profonda traccia politica e civile che lascia e resta. Resterà. E resterà soprattutto la faccia di Vannacci, battuto, anzi umiliato, da una che, a sentire lui, non avrebbe “i tratti dell’italianità” eppure se li è messi tutti in fila, capitani, generali e soldati semplici armati di ampolla e Decime.
Fosse anche solo per questo, ad Antonella Bundu voglio dire GRAZIE.
E dirle che non è la fine, è solo l’inizio.
Da Facebook :Lorenzo Tosa · Gli avevano affidato il totale comando della campagna leghista in Toscana.
Scelte, eventi, tono, polemiche, persino candidati di suo gradimento.
Salvini aveva fatto addirittura un passo indietro, indicandolo come responsabile della campagna elettorale in Toscana.
Si parlava già di “vannaccizzazione” della Lega, di “effetto Vannacci” e tutte quelle cose che piacciono tanto ai titolisti.
Sapete com’è andata a finire?
La Lega di Vannacci ha preso la bruttezza del 4,5% (!!), settima forza in assoluto, cinque volte meno dei voti di cinque anni fa, dietro persino alla lista civica di Giani e a Toscana Rossa.
Ma non basta.
La Lega è riuscita nell’impresa di prendere oltre mezzo punto percentuale in meno della sola Antonella Bundu, la candidata Presidente della sinistra italianissima - anche se per Vannacci non ha i tratti dell’”italianità” - che si è presentata come indipendente con pochi soldi, sponsor, mezzi, nessuna televisione al seguito e un centesimo della visibilità dell’ex generale.
Una debacle su tutta la linea.
Eccolo, “l’effetto Vannacci”, spiegato bene.
Avrebbe dovuto capirlo quando è stato accolto (meravigliosamente) dagli antifascisti livornesi: “Fuori i fascisti da Livorno”.
Ora pure dalla Toscana. E un domani, speriamo, dall’Italia.
È tutto bellissimo.
Come dicevano i vecchi “Iddio l’ha segnato!”

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Poco prima della partenza da Genova delle barche della Global Sumud Flotilla, i camalli genovesi del Calp hanno preso una posizione fortissima a sostegno e a protezione della missione per Gaza, promettendo di bloccare ogni singolo container israeliano che passa da un porto in caso di aggressione armata dell’esercito.
“Intorno a metà settembre queste barche arriveranno vicino alle coste di Gaza, nella zona critica.
Se anche solo per 20 minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, le nostre compagne e i nostri compagni, noi blocchiamo l’Europa. Insieme al nostro sindacato Usb, insieme a tutti i lavoratori portuali, insieme a tutta la città di Genova. Da questa regione escono 13-14mila container all’anno per Israele. Non faremo uscire più nemmeno un chiodo.
Lanceremo lo sciopero internazionale, bloccheremo le strade. Bloccheremo tutto. Devono tornare indietro le nostre ragazze e i nostri ragazzi senza un graffio, e tutta la nostra merce, che è del popolo, fino all’ultimo cartone, deve arrivare dove deve arrivare”.
Quello che stanno facendo i camalli genovesi per Gaza e per questa missione è qualcosa che va al di là di ogni attivismo e ogni semplice atto politico.
Mi viene in mente solo una parola, che racconta benissimo sia Genova che i camalli.
Resistenza.
Lorenzo Tosa
Ricordando Carlo, amico sincero!
Comunque … andate a votare!
The Shining (1980)

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Teresa voleva solo dargli del pane. Come tutte le mattine, andava davanti alla caserma nel tentativo di vedere il marito, prigioniero dei tedeschi. Quella mattina, quando cercò di chiamarlo per dargli il pane e confortarlo, i tedeschi la presero a botte con il calcio dei fucili.
Poi, quando cercò di prendere l’involto caduto a terra per provare a tirarlo nuovamente al compagno, un tedesco le si parò davanti, sparandole.
Teresa Gullace era incinta di 7 mesi e aveva con sé suo figlio Umberto, di appena 13 anni.
Morì il 3 marzo 1944, a Roma. Divenne un simbolo della Resistenza e un’icona, anche grazie all’interpretazione di Anna Magnani in Roma città aperta.
Divenne martire della violenza nazifascista, barbara, assurda, feroce. Di quelle che si abbattono su donne e bambini.
In questo giorno, anche quest'anno il ricordo va allora a lei e a tutto ciò che rappresenta.
Leonardo Cecchi
Fascisti bastardi, ieri come oggi.
Sotto ecco perché era meglio l'albero...
Senza parlare di certi alberi che era meglio il concime.