Niente titolo, niente premesse, solamente io.
Qualche tempo fa avevo letto una frase trovata in internet che diceva " e ora sorridi, ripensando ai momenti in cui volevi mollare. Ce l'hai fatta".
È così. C'è stato un periodo non troppo lontano in cui mi ero proprio buttato giù. Volevo lasciare il lavoro. Ma a cosa mi avrebbe portato? Ad essere ancora a casa a fare niente, senza soldi, senza sapere come impegnare le mie giornate. E allora mi sono detto "cazzo Samuele, pensaci. Domani sei ancora qui. A cosa ti serve scappare? Scappare da cosa?"
Mi sono dato una carica incredibile, non mi sono mai reso conto, fino a quel giorno, di avere una forza incredibile. Ed è il motivarsi, non lasciarsi cadere anzi, appena si stacca un pezzo, provare a rimetterlo al suo posto, in qualsiasi modo.
Che sia con lo scotch, con la vinavil, con l'attack.
Ma ho scoperto che il modo migliore per farlo è con le proprie mani, e le proprie motivazioni. Sono soddisfatto di quello che è stato, e di quello che è adesso. Sapete quando siete felici, perché non vi sentite più inutili? Ma quanto è bello, invece, sentirsi forti dopo essere usciti da una tempesta?
Certo, ne esci bagnato fradicio, con i capelli scompigliati, con le mani che ti fanno male, per non parlare delle gambe. Ma sai che se sei bagnato ti puoi asciugare, i capelli li puoi pettinare, le mani fanno i calli per poi permetterti di non sentire più nessun dolore, e le gambe quando ti sdrai riposano, e recuperano tutta la forza.
Quanto è bello essere felici, soddisfatti, consapevoli.
Consapevoli di quello che avevi paura di non diventare, ma che ora sei.
Mai mollare. Sarà difficile? Fa niente, ma quando si arriva fino in fondo, sarà una goduria pazzesca.
Per la prima volta mi dico " ti voglio bene Samu, sono orgoglioso di te".














