Jules of Nature
trying on a metaphor
Show & Tell
🩵 avery cochrane 🩵

Product Placement
Sade Olutola
Game of Thrones Daily
Lint Roller? I Barely Know Her
Cosimo Galluzzi
Xuebing Du

#extradirty
NASA

❣ Chile in a Photography ❣

oozey mess
Keni
DEAR READER
taylor price

noise dept.

if i look back, i am lost
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from TĂĽrkiye
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from United States
seen from Belarus

seen from Chile
seen from United Kingdom

seen from United States

seen from France

seen from Panama

seen from United States
@grouchojk17

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Quello che non hai tenuto
14 lune ti crescevano sulla schiena E altre malinconie a me sconosciute Ed erano mille le valige sfatte con tutti quei viaggi che non ti ho mai fatto fare Con gli occhi della gente a cercare di capirti Mentre tu bruciavi viva di mattini, di inizi e bellissimi errori Ci sono molti modi per farsi ammazzare Ci sono molti motivi per cui io debba farmi perdonare E tante altre poesie che non so scrivere e che mai ti farò leggere che dicono che sei bella e di come io non te l’abbia detto prima O di come non sia riuscito a farne di tutto questo l’unica cosa che mi potesse bastare
Esplosioni Nucleari
E poi esplose tutto
La terra cominciò a tremare
I mari si agitarono
Gli animali corsero il piĂą possibile in tutte le destinazioni
Il mondo come lo avevamo conosciuto stava cambiando
L’universo smise per un istante di espandersi
I fiori sbocciarono tutti in una volta
Le montagne erano in fermento Â
Nessuno se l’aspettava
Nessuno ci capiva niente
Nemmeno noi che non sapevamo
che non immaginavamo
Che ci stavamo solo baciando
"Nostri"
Non si tratta mai di essere pronti, né di essere giusti, non si tratta neppure di momenti adatti; e di certo, non si tratta di essere uguali.
Sorprendentemente,a volte, accade. E quando accade,non si ha mai il tempo materiale per capirlo. Succede che,d'improvviso e senza accorgercene, diventiamo quello che l'altro ci tira fuori; una parte di noi che appartiene più all'altro che a noi stessi. E quando accade,beh, inutile che lo spieghi,ma non esiste piu` “mio"o"tuo”, non siamo piu` “io"o"tu”.
Nostri. Noi siamo nostri,non apparteniamo piu` a noi stessi,ma l'una all'altro.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Cattiva e indispensabile distribuzione
La sensazione più brutta è quando ti si sgretola il cuore e il tuo corpo sopravvive. La domanda però è: ma il cuore si rigenera oppure si ridimensiona costringendoti  a vivere solo con quella piccola parte che ti è rimasta dopo che tutti gli altri pezzi ti hanno abbandonato? Ogni volta che ci si innamora, doniamo un pezzo del nostro cuore ad un altro e al giorno d’oggi, o forse è meglio dire da sempre,  distribuiamo troppi pezzi di cuore maldestramente. Così se incontriamo un’altra persona che ci piace, il nostro cuore sembra ritornare grande ma è soltanto grazie al pezzo dell’altro che ci viene donato o che noi ci prendiamo senza che l’altro lo sappia. In quest’ultimo caso subentra il “sono cazzi”. Perché se il pezzo di cuore che ci siamo presi dall’altra persona non ci vuole essere donato allora capita che, quando quello se ne accorge, se lo riprende e ti allontana. Ed è qui che invece subentra il “sono gran cazzi” perché lo spazio che avevamo fatto per ospitarlo si tramuta in un vuoto e tu, per colmarlo, vorresti solo finirci dentro.
Chiedete aiuto a qualcuno, che sia GesĂą o il vostro piĂą caro amico, che sia un piatto di tagliatelle o Buddah, Spiderman o il Signor Wolf di Pulp fiction. Chiedete aiuto a voi stessi, ma soprattutto, datevi una mano.Â
A volte ho la sensazione di essere solo al mondo. Altre volte lo so di sicuro.
C. BukowskiÂ
Utilizzare Paint sulla copertina del nuovo libro di Alberto Angela mi ha ricordato una cosa... che sono una brutta/pessima/deprecabile/deplorevole persona.
Vorrei essere coraggioso come quelli che oscurano i vetri della macchina per dargli stile.
Guardia giurata
Tu sei pericolosa, dovrebbero arrestarti.
Portarti in una cella di isolamento
Non dovrebbero farti incontrare nessuno
Dovrebbero lasciarti al buio di una stanza che è chiusa da una porta, che è chiusa da un’altra porta, che è chiusa da un’altra porta, lontana da tutto.
Non sai quanto sei pericolosa
Non sai quanti sogni hai inquinato
Non lo sai perchĂ© continui a sorridere alla cieca e ammazzi tutti gli occhi che incontri.Â
Sei una danneggiatrice di cuori, di stomaco, di cervello
Mi fai una rabbia e una paura incredibile
Spero non ti facciano uscire piĂą
Spero che ti sorveglino giorno e notte
Ovviamente ci deve essere uno bravo
Ci vuole uno che ti sorvegli dalla mattina alla sera
Senza dormire, senza mangiare, senza toglierti gli occhi di dosso
Non augurerei al mio peggior nemico una cosa del genere
Spero  almeno che ne trovino uno bravo, che non smetta di guardarti nemmeno per un istante: sei pericolosa.Â
Che non smetta di pensarti: sei pericolosa.Â
Che non abbia paura della tua faccia che sorride, perchĂ© è…mortale, letale, distruttiva… vitaleÂ
La tua faccia che sorride è pericolosamente vitale
Senti, facciamo così, giusto per stare tranquilli: ci vengo io.
Non dormo, non mangio, non ti tolgo gli occhi di dosso, promesso!
Tanto ci sono abituato.Â

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Bagni (pubblici) Natalizi
Eravamo io e un cinese nel suo negozio
– Ciao cinese, che cosa è per te il Natale?
– Non capire,
– Come scusa?
– Non capire.
– Il Natale…
– Le palle, presepio…di lĂ , di lĂ . Â
– Ciao cinese, che cosa fai di bello a Natale?
– Aperti, aperti.
– Ma l’albero lo fai?
– Finiti, tutti finiti.
Eravamo io e un vecchio alla stazione,
Io: Ma che cos’è per te il Natale?
Il vecchio: A che ora passa il 15 barrato?
– Devo dire che fa freddo, l’hai fatto l’albero, vecchio?
– Quale albero?
– Siamo a Natale…
– Ma quando?
– Tra un po’…
– E tu ci vai?
– Dove?
– Ma il 15 barrato passa?
– Non lo so.
– Ho freddo alle ginocchia. E’ il periodo delle castagne.
– Ma che cazzo dici vecchio?
– Buon natale.
Eravamo io e una suora. Le ho fatto una foto e poi l’ho salutata. Lei mi ha inseguito con una scarpa in mano. Poi mi ha raggiunto. Purtroppo eravamo finiti nel bel mezzo di una sparatoria: c’erano un sacco di mafiosi. La suora urlò: “cowabunga, signore, divino, cowabungaaa” e, nello stesso istante, dalla fogna, venne fuori una delle tartarughe ninja, doveva essere Leonardo, che la prese a schiaffi.
I mafiosi spararono alla tartaruga. La suora rideva. Al funerale, tenutosi il giorno dopo, c’era anche Carmelo Bene che sul sagrato si mise a litigare con Vittorio Gassman a causa del figlio di quest’ultimo maltrattato dal primo, un paio di mesi fa.
Carmelo Bene ripeteva:” Io non esisto, io non sono qui, io non sono io “
Gassman rispondeva lanciandogli dei lumini e urlandogli contro degli insulti desueti e vetusti. Â
A quel punto Il prete, interpretato per l’occasione da un prete, faceva finta di nulla.
In quel casino piangevano solo le tre tartarughe ninja accorse al funerale dell’amico. La suora rideva ancora. Dal cielo delle nuvole a forma di Carlo Conti fecero piovere dei piccoli Amadeus, mentre in un’altra regione del mondo, Maurizio Costanzo addentava delle lucine di natale per capire se funzionassero o meno e diceva: “Queste mmm vanno bene…queste mmm non vanno bene”.Â
Eravamo io, Santa Claus e quattro renne puro sangue.
Stavamo parlando di scommesse clandestine e di potature di ulivi secolari quando dalla fabbrica di giocattoli uscì un nanetto con la faccia piena di sangue.
“I folletti, maledetti, si stanno scannando”.
“Calmati e raccontami che succede” – fece Santa Claus
“Roms ha avuto una discussione con Luit….”
Qualche ora prima nella Fabbrica di giocattoli… Luit: “Merda vieni qua” diceva inseguendo Roms con un una spada in plastica dalla punta acuminata.
Roms: “Mai cazzone, prendimi se ci riesci” e intanto gli lanciava dei vecchi Action Man.
Farlot, amico di entrambi, intervenne per dividerli ma il lancio alla cieca di un tiro a segno gli spaccò la testa.
Roms prese Luit alle spalle e lo scaraventò su una colonna caramellosa. L’ordine si era perso. Erano tutti incazzati e tutti si stavano menando tra di loro. Una donna addetta alle pulizie suonò l’allarme per chiamare le forze dell’ordine. Venne fuori che le forze dell’ordine erano degli Emilio della Gig che però si bloccarono all’ingresso in quanto incapaci di superare il tappeto dell’entrata.
“Robottini di merda, si incacchiano ovunque e non fanno nulla” disse la povera donna.
 “La benzina del trattore di Santa… prendiamo la benzina e appicchiamo il fuoco ai pupazzi di pezza” - propose qualcuno.  Â
I super santons erano in giro per la fabbrica. Tutti cominciarono a prendersi a pallonate. Le facce divennero gonfie e il sangue di qualcuno schizzava in giro.
Intanto cominciarono a saltare fuori i primi feriti gravi. Alcuni folletti presero degli sbrodolino per soffocarsi a vicenda con i piccoli indumenti di lana dei bambolotti ormai denudati.
“Maledetti stronzi” disse il più alto dei folletti che stava dormendo nella stanza delle risorse umane.
Un folletto lo intravide e ne approfitto per scaraventarsi su di lui. Il braccino del nano menava dei piccoli colpetti a ripetizione, sempre più veloci, sulla spalla del gigante che non ci faceva quasi caso continuando a ripetere: “stronzi, maledetti stronzi”.
Santa Claus aprì la porta: “Oh ma che cazzo è sto bordello?”
Capite amici lettori, Babbo Natale era entrato, e aveva pronunciato la parola bordello. Ma Babbo Natale vi vuole bene e vuole bene anche a me; ma ricordatevi, bambini, quando aprirete i regali quest’anno, non fate caso alle ammaccature o agli schizzi di sangue, perché è stata la rissa tra i folletti ad aver provocato alcuni piccoli difetti estetici. Detto questo non vi drogate mai, mai mai mai mai mai mai. Ma proprio mai.
Buone feste e che questo 1998 possa essere ricco di gioia e di fiori profumati. E anche voi, mi raccomando: ricordatevi di profumare. Â
Constatazioni quotidiane
Perchè se un animale è nella merda e si finge morto le cose si aggiustano e se lo faccio io chiamano il 118?
La macchina all'autolavaggio
Oggi volevo scriverti quello che non ti ho mai detto.
No, ho cambiato idea, mi sto giĂ agitando.
Oggi volevo scriverti di te, di come ti vedo, anche se … no, ricomincio di nuovo.
Oggi volevo scriverti di me. No, no, cambiamo proprio.
Oggi volevo scriverti.
E lo sto facendo,
non per dirti che mi manchi,
non per dirti che forse, ma ripeto forse…
quasi certamente, forse, Â ti stavo per amare.
Ti scrivo
solo
per tranquillizzarti.
Voglio che tu sappia che
non ti penso, non ti sogno,
non ti voglio scrivere,
non ti voglio vedere,
non voglio che facciamo l’amore di nuovo,
non voglio abbracciarti e baciarti la testa, e le labbra.
Che labbra che avevi…
Ma non le voglio.
Non voglio ridere di nuovo insieme a te.
Non voglio stringerti le mani mentre stai per venire
e poi baciarti ancora sulla bocca, sul collo.Â
Non voglio toccarti il sedere e stringerlo ancora una volta sempre mentre stai per venire.Â
Mentre ti voglio tutta.Â
Non lo voglio, non vorrei che tu pensassi che lo voglio.
E non ti cerco piĂą,
controllo il tuo ultimo accesso sul cellulare
ma solo per vedere se sei viva.
Controllo solo chi ti mette i mi piace,Â
ma, attenzione, non per vedere chi ti gira intorno. No, lo faccio solo perchĂ© mi servono dei dati per scrivere quel libro di statistica tecnologica di cui ti avevo parlato. La mia è solo antropologia. Statistica e Antropologia.Â
Ma ormai sono distaccato, ho superato tutto.
C’è solo una cosa: ti ricordi l’ultima volta che ci siamo salutati?
Lì, ai parcheggi… te lo ricordi?Â
Ecco, mi sa che c’ho lasciato il coso… lì… come si chiama?Â
…Il cuore.Â
Forse è caduto in macchina, mentre mi dicevi tu sai cosa. Controlla e se lo trovi fammi sapere.Se poi hai portato la macchina all’autolavaggio e quelli se lo sono fregato, pazienza.
Mi devi un Arbre Magique