«Perché non ho detto la verità? - pensava Julien. - Perché l'amore che provavo per quella pazza mi tormenta ancora?» Quell'amore, invece di estinguersi, come sperava, fece rapidi progressi. «È pazza, sì - si diceva, - ma è forse meno adorabile? Si può forse essere più belle? Le più brillanti seduzioni che possa offrire la civiltà più raffinata non rivaleggiano forse per trovarsi tutte riunite nella signorina de La Mole?» I ricordi della passata felicità si impadronivano di Julien e distruggevano rapidamente l'opera della ragione. La ragione combatte invano contro i ricordi di questo genere; i suoi severi tentativi non fanno che aumentare la loro attrattiva. Ventiquattr'ore dopo avere rotto l'antico vaso giapponese, Julien era decisamente uno degli uomini più infelici del mondo.
Stendhal, Il rosso e il nero (traduzione di Margherita Botto)
Ah, mon Stendah...























